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19.02.2021 - 18:38
Aggiornamento: 21:56

Polo sportivo, botta e risposta fra Città e Mps

'Ricatto per una cattedrale nel deserto da 350 milioni'. La municipale di Lugano Cristina Zanini Barzaghi: 'Cifra inventata, costa 220 ed è sostenibile'

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Il rendering della Città esplicativo con le tre fasi del progetto (infografia laRegione)

Polo sportivo e degli eventi: Il Movimento per il socialismo (Mps) torna all'attacco dopo la conferenza stampa di ieri del Municipio di Lugano. Lo fa con una nota stampa dura sentendosi preso di mira dall'esecutivo. Una nota che registra un fatto oramai noto: il progetto non si può spacchettare lasciando fuori i contenuti non sportivi come pretende il Plr, invitato esplicitamente a sostenere il lancio del referendum quale "unica scelta coerente, dopo aver giustamente criticato e sottolineato l’insostenibilità finanziaria di questo progetto". Ieri il sindaco di Lugano in merito al referendum che è pronto a lanciare l'Mps, se il Consiglio comunale accogliesse il messaggio nella seduta del 29 marzo (e se riuscisse), ha semplicemente detto che «lo affronteremo nel rispetto della democrazia». Da noi raggiunta la municipale di Lugano Cristina Zanini Barzaghi, titolare del Dicastero Immobili lo ribadisce: «Non mi spaventa assolutamente, personalmente ho già vissuto quello per la rinaturazione della foce del Cassarate». Di sicuro, a giudicare dai toni delle reazioni, l'infopoint dell'esecutivo cittadino non ha fatto altro che gettare benzina sul fuoco.

Multifunzionalità nata dieci anni fa

Il Movimento per il socialismo sostiene che «o passano gli interessi degli investitori privati, a scapito di quelli presenti e futuri della collettività luganese, oppure sarà il cataclisma, soprattutto sportivo, con la relegazione del Fc Lugano in Challenge League. Va innanzitutto ricordato che i responsabili di questa configurazione, se effettivamente essa esiste, sono esclusivamente le autorità politiche luganesi, le quali, come ammesso nella stessa conferenza stampa, è da dieci anni che lavorano sul progetto e riescono ad arrivare a mezzanotte meno uno con progetto speculativo e inaccettabile, oltretutto scandalizzandosi e vilipendendo coloro che intendo usare i diritti democratici fondamentali". In realtà, ribatte la municipale socialista, «di offerte al concorso pubblico ne sono giunte soltanto due, una in tre classatori, l'altra dentro una busta a quattro... L'idea di multifunzionalità del progetto nasce da molto lontano, quando venne deciso di indire un concorso pubblico. Prima, nel 2010-2011, venne presentata una domanda di costruzione per completare e migliorare lo stadio cercando di metterlo a norma con le disposizioni di allora della Swiss Football League (oggi decisamente più restrittive) e si calcolò una spesa di una cinquantina di milioni di franchi. Come emerge dai verbali delle discussioni in Municipio di dieci anni fa, poi si decise che non si poteva né voleva fare lo stadio e basta, perciò venne deciso di proporre un'opera multifunzionale. Tanto che nella variante di Pr sono presenti non solo contenuti sportivi ma anche altri per riqualificare il comparto e renderlo vivo tutta la settimana non solo quando c'è la partita».

E il progetto escluso? Non si può

Dopo il 2013 come avete proceduto in Municipio? «Pur confrontato con grossi problemi finanziari, si è ripreso il progetto consolidando la tanto criticata multifunzionalità, che oggi viene addirittura consigliata vivamente dalla Confederazione con l'invito alla mescolanza di contenuti - risponde Zanini Barzaghi -. Da allora, la questione non è più stata messa in discussione (fino a un paio di anni fa). Già allora l'idea era di realizzare il tutto attraverso un Partenariato pubblico-privato (Ppp)». Eppure, anche l'Mps torna a parlare del progetto presentato al Municipio dal costo "di 58,8 milioni di franchi, chiavi in mano per la costruzione dello stadio, riattivabile in tempi stretti, ampliamenti sufficienti per rispettare la scadenza della Swiss Football League!". Dimentica (volutamente?) il fatto che tale progetto, ribatte Zanini Barzaghi, «è stato escluso perché non ha rispettato le condizioni poste dal bando di concorso, è una proposta sommaria e lacunosa, una cattedrale nel deserto di dubbia qualità senza servizi annessi. Di scempi ne abbiamo già abbastanza in Ticino. Si continua nella comparazione di mele con pere. La Città crede in un progetto di qualità, scaturito da un concorso pubblico, che crea posti di lavoro pubblici per la sua gestione, offre spazi di sport e svago per i nostri giovani e nuove aree verdi fruibili per tutti». Come annunciato non si teme nemmeno un aumento del moltiplicatore d'imposta.

350 milioni di franchi? No, 220

L'Mps accusa la Città: "Se le autorità politiche luganesi avessero veramente a cuore le sorti del Fc Lugano e dei ragazzi che praticano il calcio, si sarebbero dati la pena di elaborare e presentare un piano alternativo, diametralmente opposto a quello esclusivamente immobiliare in discussione. E invece nulla. Solo la cattedrale nel deserto da 350 milioni di franchi (almeno). Incompetenza o compiacenza? Oppure entrambe? La cifra è oltremodo esagerata. «Una cifra inventata - precisa la municipale socialista -. Se si considera tutto sono 270 milioni ai quali occorre dedurre gli introiti derivanti dai diritti di superficie, quindi stiamo parlando di 220 milioni di franchi distribuiti su trent'anni, dopodiché la Città continuerà a incassare dai diritti di superficie. Il tutto è in linea con il piano degli investimenti della Città che prevede 50-60 milioni all'anno». Zanini Barzaghi rimanda al mittente l'accusa di operazione speculativa e insostenibile finanziariamente con un onere annuale di 10,8 milioni di franchi per 27 anni: «Il tutto sarà sotto il controllo della Città, l'operazione è senz'altro sostenibile. Il rischio è condiviso fra la Città e il partner privato, Abbiamo già realizzato il Lac con un Ppp, ora Lugano deve osare e guardare avanti, altrimenti la città andrà verso il declino».

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