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Ti-press
Luganese
08.01.2021 - 17:450

Quel personale che manca negli istituti di cura

Per il Municipio di Lugano occorre rivalutare scelta e inserimento di chi è in formazione

a cura de laRegione

Sottodotazione del personale in turno che causa stress e impedisce di occuparsi adeguatamente dei residenti? Mancate sostituzioni di assenze? Pressione della gerarchia? Sono molte le possibili cause del disagio che si sta vivendo negli enti di cura, sottoposti alla tremenda pressione della pandemia di coronavirus. Come valuta la situazione il Municipio dal suo punto di vista? È quanto chiedevano in una interrogazione sette consiglieri comunali cittadini del gruppo rosso-verde. Ora è arrivata la risposta dal Municipio. Che in buona parte si chiama fuori.  "Non spetta al Municipio formulare valutazioni di merito quando ci sono enti proposti al controllo e valutazione del sistema" mette le mani avanti. Il problema dell'attrattività di questa formazione esiste, conferma il Municipio, ma non si tratta di una mera questione retributiva. 

Obbligare gli istituti di cura a formare nuovo personale?

"Da quanto osserviamo ci sono diversi fattori da considerare: posti di formazione limitati, limiti strutturali e alto tasso d'interruzione durante la formazione. I posti di formazione nelle funzioni sociosanitarie sono limitati ciò che è comprensibile in quanto ci sono dei limiti strutturali da considerare soprattutto per garantire anche la qualità della formazione stessa. Dall'altra parte si potrebbe però chiedere al Cantone di adottare misure più coercitive per quelle strutture che non assumono una quota sufficiente
di personale in formazione. Si osserva inoltre un elevato tasso di interruzione della formazione ciò che causa disagi, problemi organizzativi e anche un costo (investimento non andato a buon fine). Le ragioni di questo elevato tasso di interruzione sarebbero da approfondire ma probabilmente si potrebbe agire migliorando a livello di orientamento professionale integrando brevi stage o altre modalità per aiutare i/le ragazzi/e a comprendere se davvero sono intenzionati a percorrere questa strada professionale che richiede una certa vocazione. Rendere la formazione più attrattiva dal punto di vista economico, se non integrato con misure capaci di verificare il vero interesse, rischia di peggiorare la situazione".

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