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Quello di Lugano è fra i pochi mercatini di Natale che saranno proposti quest'anno (Ti-Press/Archivio)
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26.11.2020 - 18:040
Aggiornamento : 20:08

Lugano conferma il mercatino di Natale 'a prova di Covid'

Misure di distanziamento e sicurezza accresciute. Il fulcro in piazza Manzoni, dove l'area sarà cintata e con un tetto massimo di ingressi

"Benvenuto a 'Lugano Luci di Natale'. Divertiamoci in sicurezza, vivi il mercato utilizzando la mascherina e ricordati il distanziamento sociale". Reciteranno grosso modo così i manifesti di benvenuto alla manifestazione natalizia luganese, che aprirà i battenti il 1° dicembre e durerà fino al 6 gennaio. E comprenderà, ma solo dal 5 al 24 dicembre, il classico mercatino. «Abbiamo deciso di confermarlo – ha detto il sindaco Marco Borradori –, perché ci sembra una cosa bella in un periodo che ha bisogno di speranza, aspettative e sorrisi. Ma questo non deve avvenire a scapito della sicurezza». Divertimento sì quindi, ma a prova di Covid-19.

'Le casette in piazza Manzoni sono solo in attesa'

Stiamo attraversando la seconda ondata pandemica, lo sappiamo, e sono poche le città in Europa ad aver mantenuto uno degli appuntamenti di maggior richiamo del periodo: i mercatini natalizi. In Ticino, solo Lugano ha deciso di organizzarlo. Giorni fa, quando su piazza Manzoni hanno fatto capolino, una accanto all'altra, le casette di legno che saranno utilizzate per l'evento si è accesa la polemica. Sui social in particolar modo, dove in molti hanno ironizzato e non sono mancate le preoccupazioni. Possibile che Lugano organizzi un mercatino in questo periodo? «La nostra è una tipologia di mercato un po' differente rispetto a tante altre – ha precisato ancora il sindaco – e rientra a pieno nelle disposizioni federali sul Covid-19 e nelle normative cantonali. Non siamo più incoscienti di altri: abbiamo una situazione diversa». «Capisco che le casette assemblate in piazza Manzoni abbiano scatenato una discussione – ha aggiunto il capodicastero Eventi Roberto Badaracco –, ma in realtà sono lì solo in attesa». L'esatta disposizione delle postazioni non è infatti ancora stata del tutto definita: «Oggi non siamo ancora in grado di dire dove saranno di preciso ubicate – ancora Borradori –, dato che la situazione è fluida, ma abbiamo dato indicazione di rendere il mercato il più diffuso possibile sul territorio».

Almeno 4,5 metri fra una postazione e l'altra

Sebbene la disposizione non sia ancora definitiva, si può già dire che il fulcro delle bancarelle natalizie sarà come sempre piazza Manzoni. «Lì dovremmo avere ventisette delle cinquantaquattro postazioni previste – la spiegazione di Badaracco –, molte meno rispetto al solito in modo da permettere un distanziamento sociale. L'area sarà chiusa e accessibile grazie a un unico punto d'entrata per incanalare i flussi delle persone monitorando gli accessi e garantendo un numero massimo di circa novanta persone». Il distanziamento minimo fra una struttura e l'altra sarà di almeno 4,5 metri, invece dei 0,5 minimi previsti. «In alcuni luoghi si arriverà anche fino a 6 metri di distanza». Quali? «Contrada di Verla e piazzetta della Posta per esempio, poi le piazze San Carlo e Maraini. Metteremo gli chalet là dove c'è più spazio possibile, per evitare di creare assembramenti». E per questi motivi si è deciso di non posizionarli in quei nodi, come piazza Dante e via Nassa, già normalmente fortemente trafficati.

'Se non funziona, si chiude in ventiquattro ore'

La possibilità di rendere il mercatino più diffuso sul territorio, oltre al fatto che si tratta di una manifestazione che dura più di una settimana e quindi è consentita dalle norme cantonali, differenzia l'evento luganese da quello di molti altri, soprattutto d'Oltralpe. Per garantire ulteriore sicurezza dal profilo sanitario, la zona di attesa per i clienti sarà posta a 2 metri dalle casette per favorire un flusso ordinato e vigerà naturalmente l'obbligo di indossare la mascherina. «È stato fatto un lavoro molto approfondito di analisi per affrontare il mercato nella maniera più sicura possibile – ha puntualizzato il municipale –: abbiamo avuto il coraggio di prendere questa scelta. Non ci aspettiamo migliaia di persone. Non vogliamo richiamare persone da fuori ma far sì che i luganesi possano godere di un elemento in più ma in forma ridotta. ». «Ci sembrava giusto osare un po' – l'aggiunta del sindaco –. Per molte persone, in questo 2020, il periodo natalizio è una delle poche occasioni per poter lavorare. Se non l'avessimo fatto saremmo andati a colpire una categoria già fortemente colpita dalla pandemia. Ci assumiamo la responsabilità di questa decisione» Ma il Municipio resta ben cosciente del rischio ed è pronto a fare dietrofront. «Il rischio esiste andando anche nei supermercati, se non di più che nei mercatini all'aperto con tutte le misure di protezione – ha ricordato Badaracco –, credo che la fobia nei confronti dei mercatini non sia giustificata. Se dovesse accadere qualcosa, con problematiche che non possiamo gestire, l'ultima ratio è la chiusura nel giro di ventiquattro ore, come accaduto purtroppo alla Foce in estate. Facciamo un appello alla responsabilità individuale».

'Sicurezza accresciuta, ma non città blindata'

Ma la sicurezza, di questi tempi e soprattutto dopo il grave fatto di sangue avvenuto martedì 24 novembre alla Manor, non è solo sanitaria. «Il nostro compito è prendere sul serio quanto successo ma anche continuare a vivere – l'opinione di Borradori – Ci sarà sicuramente una sorveglianza, come c'era gli anni scorsi. Sarà accresciuta, ma non vogliamo blindare la città». «È evidente che non vogliamo spaventare nessuno – ha concordato il comandante della Polizia della Città di Lugano Roberto Torrente –. Bisogna prima chiarire qual è la minaccia che potrebbe mettere in pericolo la sicurezza dei cittadini (facendo riferimento al fatto che non è ancora chiaro se al grande magazzino si sia trattato o meno di un attentato terroristico, ndr). In ogni caso, prevederemo sbarramenti mobili che possano mettere in sicurezza gli accessi alla manifestazione, qualora ce ne fosse bisogno».

Bosco incantato al Parco Ciani

Tornando alla manifestazione, Badaracco ha sottolineato che sarà in formato ridotto rispetto a quanto siamo abituati. «Ci sono diverse assenze: pista da ghiaccio, scivolo, baretti. La casette sono circa la metà rispetto al solito e scremare non è stato facile: abbiamo puntato sulla qualità e sulla differenza dell'offerta. È comunque un Natale molto differente e con un'impostazione diversa. Abbiamo puntato sul creare l'atmosfera natalizia, la magia, i sentimenti». A tal proposito non manca una novità che certamente piacerà: un 'bosco incantato' al Parco Ciani con un suggestivo percorso di luce. E poi luminarie anche in via Cattedrale e piazza Cioccaro, mentre il patio di Palazzo Civico verrà utilizzato per piccoli eventi – massimo trenta persone, su prenotazione –, rivolti fra gli altri anche ai bambini.

'L'Unità di coordinamento stia tranquilla'

Sulla questione infine non sono mancate polemiche politiche. Da sinistra – primo firmatario Raoul Ghisletta (Ps) – è infatti arrivata pochi giorni fa un'interpellanza che chiede chiarimenti, sostenendo che l'organizzazione della manifestazione sia stata "decisa a maggioranza contro il parere dell'Unità di coordinamento cittadina che opera per la tutela della delicata sicurezza sanitaria a Lugano". Tre le domande poste al Municipio: se s'intende mantenere l'evento nonostante il rischio di una terza ondata; come sia possibile gestire l'afflusso di persone in piazza Riforma e nelle altre vie centrali evitando contagi; se siano state interpellate le autorità cantonali e federali prima di procedere all'organizzazione di 'Luci di Natale'. «L'Unità di coordinamento – la risposta del sindaco – ha fatto un lavoro encomiabile. Abbiamo preso atto del loro preavviso e abbiamo impostato diversamente il mercatino. Le disposizioni sanitarie sono state molto rafforzate e quindi l'Unità può stare tranquilla».

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