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Quello che rimane del Mulino (Ti-Press)
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23.11.2020 - 22:240
Aggiornamento : 25.11.2020 - 12:54

'Difficile salvare qualcosa del Mulino di Maroggia'

L'incendio ancora in fase di spegnimento ha causato gravi danni alla struttura. Sul posto un'ottantina di pompieri. Nessun pericolo per le case vicine.

Una storia secolare letteralmente in fumo. Le fiamme che hanno avvolto questo pomeriggio il Mulino di Maroggia hanno divorato l'intera struttura lasciando in eredità lo scheletro dell'edificio, lacrime e desolazione. In paese quelle 'pale' erano da fine Ottocento un orgoglio. Difficile in queste ore di forte impegno al fronte scucire la possibile causa della prima devastante scintilla dalla Polizia cantonale. Il suo tempo sarà domani, quando il fuoco e il fumo, probabilmente domati, lasceranno il campo ai tecnici e alla Scientifica. 

Ingente il dispiegamento per tutto il tardo pomeriggio e per quella che sarà una lunga notte per i pompieri. Sul posto i corpi di Melide e di Lugano, in rinforzo il corpo pompieri di Mendrisio, il treno di spegnimento delle Ferrovie federali svizzere di Melide e di Biasca, per un totale di circa 80 militi. Fra i primi ad intervenire, con 25 uomini, il comandante dei pompieri di Melide, Marzio Riva: «L'incendio si è subito presentato come virulento. Il materiale presente, soprattutto la farina, il legno, un camion nel parcheggio, hanno provocato una serie di scoppi che hanno compromesso la stabilità dell'edificio. In particolare della parete che dà sulla ferrovia e che sarà necessario abbattere per evitare un suo possibile collasso sui binari». 

'Ho visto il tetto venire giù'

Con lui il collega del Civici pompieri di Lugano, Federico Sala, interpellato da 'laRegione' circa la dinamica: «Cosa sia successo è al vaglio degli inquirenti, è ancora molto prematuro comprenderne le cause. Possiamo comunque confermare che si è sviluppato un incendio totale del Mulino di Maroggia. Non ci sono feriti. Tre persone, presenti al momento delle prime fiamme, sono state evacuate». Riguardo la struttura storica, la sorte sembra segnata: che ne sarà della struttura, andrà completamente distrutta? «Ad una prima impressione sì, non penso che si possa salvare qualcosa, con la luce del sole e a fiamme spente si potranno fare le verifiche. L'incendio andrà ancora avanti per diverse ore, sarà spento nel corso della notte o alle prime luci del giorno». 

Un gruppetto di ragazzi che abitano nelle vicinanze guardano increduli verso l'alto, laddove c'era la torre. «Le nostre case sono a circa 300 metri. Abbiamo sentito la prima esplosione che ha aperto addirittura una finestra dell'abitazione. Guardando fuori in un primo tempo abbiamo visto il fumo nero, e abbiamo sentito una vampata di fumo. Solitamente il nostro paese è tranquillo, non c'è mai in giro nessuno, invece è stata la prima volta che vedevamo così tanta gente riversarsi in strada. Abbiamo visto prendere fuoco il primo edificio, col tetto che veniva giù; poi ha preso fuoco anche l'altro, con un'altra esplosione, ma la prima è stata davvero più forte. All'inizio pensavamo a uno scontro fra due macchine ma sembrava troppo forte... Dopo meno di 20 minuti una dipendente del Comune ci ha comunicato che non c'erano feriti, chi era dentro a lavorare è uscito subito». 

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