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17.09.2020 - 05:50

L’aeroporto di Lugano ‘decolla’' in agosto

Intervista a Julia Detourbet, 42 anni, che da inizio giugno dirige lo scalo verso la il passaggio a una gestione dei privati

Da inizio giugno c'è una donna al vertice dell'aeroporto di Lugano-Agno. Ha preso il posto di Maurizio Merlo per condurre la transizione verso una gestione privata dello scalo. Una svolta di genere oltre che storica. La nuova direttrice si chiama Julia Detourbet, ha 42 anni, è di nazionalità francese e ha alle spalle una vita nel settore. «Sono nata in un 747 e ho lavorato per numerose compagnie aeree in Africa, in Francia e in Italia» ci racconta. È nell'organico di Lugano Airport Sa (Lasa) dal settembre 2013, sin dall'inizio come direttrice operativa. Mi occupo delle risorse impiegate, degli aspetti progettuali e della sicurezza dei voli. Esattamente sette anni dunque, un periodo durante il quale all'aeroporto sono cambiate parecchie situazioni. A cominciare dalla significativa riduzione del personale, da una settantina di dipendenti a 21 e dalla gestione passata in mano alla Città di Lugano in seguito alla messa in liquidazione di Lasa. La settimana scorsa, la Città ha presentato la 'Call for expression of interest' con l'obiettivo di passare la gestione entro fine giugno 2021. 

Nel frattempo, alla nuova direttrice chiediamo: Come sono andati questi primi tre mesi di sola aviazione generale?

Giugno e luglio hanno fatto registrare in media un 15% in meno rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso e in linea al 2018 come movimentazioni - risponde Detourbet -. Invece in agosto l'aviazione generale è cresciuta del 18,7%, con 827 movimenti, scuola di volo esclusa. 

L'attività è aumentata anche per la scuola di volo?

In generale sì, Aeroclub e scuola di volo hanno avuto parecchi movimenti (728 movimenti). Avilù ha inoltre organizzato un programma di formazione specifico per i piloti che si è svolto settimana scorsa.

Quanti collaboratori ci sono nel suo staff e quanti a tempo pieno? Bastano per il funzionamento dello scalo senza voli di linea?

Complessivamente lavorano all'aeroporto 21 dipendenti (a tempo pieno, il totale è di 16,9 effettivi). Abbiamo scommesso sulla polivalenza dei collaboratori, peraltro certificati e autorizzati dall'Ufficio federale dell'aviazione civile (Ufac. Tutti i dipendenti sono stati formati per svolgere ogni tipo di attività necessaria all'aeroporto, management incluso.

 In prospettiva quali collegamenti di linea (con quali destinazioni) sono praticabili, oltre a Ginevra?

Siamo in trattativa con una compagnia per ripristinare il collegamento con Ginevra che continua a essere una destinazione cruciale per lo scalo di Lugano. Il progetto complessivo riguarda anche la possibilità, in un secondo tempo, di operare voli charter estivi, che già in passato hanno dimostrato di funzionare bene. La finalità ultima è quello di garantire il miglior servizio possibile, mantenendo lo scalo accessibile a tutti.

Quali sono i vantaggi con una gestione privata dell'aeroporto?

Il potere contrattuale e commerciale è più significativo e le decisioni, una volta prese, vengono implementate più rapidamente. 

Da quanto tempo l'aeroporto era gestito dall'ente pubblico nei suoi oltre 80 anni di storia?

La concessione federale valevole 30 anni rilasciata dall'Ufac alla Città di Lugano risale al 1996.

È ancora d'attualità il discorso legato all'allungamento della pista?

Prima della liquidazione di Lasa se n'era parlato fra le autorità. L'idea avrebbe dovuto essere compatibile con il progetto di circonvallazione stradale di Agno e Bioggio. L'allungamento della pista permetterebbe di aumentare la capienza degli aeromobili che atterrano e decollano ad Agno e renderebbe ancora più sicuro lo scalo".

A proposito di atterraggi, a che punto è l'avvicinamento alla pista tramite il sistema GPS (o meglio detto con supporto satellitare)?

Gli studi allestiti negli anni scorsi ci hanno consentito di valutare tutte le possibilità per implementare il sistema, con la collaborazione di Skyguide. Per ora non siamo ancora riusciti a trovare una soluzione valida per sostituire la strumentazione di navigazione convenzionale. Infatti, se da un lato questo ci permetterebbe di abbattere i costi di manutenzione; dall’altro il sistema satellitare non si è rivelato il più idoneo, a causa della topografia che contraddistingue l'aeroporto di Lugano-Agno. 

Quanto è urgente la ristrutturazione degli immobili presenti allo scalo?

Abbiamo avviato interventi che stiamo ultimando al fine di presentare infrastrutture che possano essere finite e idonee alla futura gestione da parte dei privati. Si tratta ad esempio di adeguamenti effettuati alla vasca di contenimento degli idrocarburi, del rifacimento parziale del piazzale, dei circuiti elettrici attorno alla pista e della segnaletica orizzontale. 

Mi risulta che abbiate riprovato a chiedere a Berna una deroga al divieto di trasportare persone in Svizzera tramite mezzi immatricolati all'estero (il cosiddetto cabotaggio)?

Qualche mese fa, abbiamo inoltrato una richiesta in tal senso all'Ufac che però ci ha ribadito il proprio diniego al cabotaggio, in quanto non esistono ancora accordi né una legge che ci permette di autorizzare questa deroga.

Al sindaco di Lugano Marco Borradori chiediamo invece, a che punto è il progetto per realizzare i due hangar allo scalo?

La parte di richiesta di credito che riguardava l'acquisizione dei terreni del Psia (piano settoriale dell’infrastruttura aeronautica) era stato congelato dal Consiglio comunale che invece aveva approvato la creazione dei due hangar. Però, il progetto è ancora davanti al Tribunale amministrativo federale. Comunque indipendentemente dall'esito del tribunale, il legislativo ha successivamente deciso di trapassare la gestione dell'aeroporto ai privati, ritengo che sia giusto sospendere il tutto fino all'effettivo passaggio ai privati. Poi decideranno loro. Stesso discorso vale per i terreni.

Dal punto di vista politico, come valuta la scelta di togliere la mano pubblica dall'infrastruttura e di cederla la gestione ai privati? La soddisfa?

La decisione presa dal Consiglio comunale l'anno scorso è stata chiara e come tale va accettata. È giusto che il Municipio si dia da fare per concretizzarla. È una decisione che ha un forte peso politico perché quasi tutto il legislativo, malgrado divergenze su altri aspetti, ha optato per quella strada. Tutto sommato, a questo punto mi posso dire soddisfatto perché l'operazione Lasa costituita a metà degli anni 2'000 non è stata così soddisfacente. In genere, una società di gestione anche pubblica viene designata e le si attribuisce una certa indipendenza per velocizzare le procedure. Purtroppo negli ultimi due-tre anni che ho vissuto personalmente mi è sembrato che ci fosse una certa sfiducia nei rapporti con il Consiglio comunale. E le tensioni hanno generato situazioni alquanto spiacevoli. Se alla 'Call for expression of interest' risponderanno privati seri, solidi credo l'operazione possa ritenersi positiva.

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