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Lungo via Lambertenghi il sedime dove dovrebbe sorgere lo stabile a pigione moderata (Ti-Press)
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17.06.2020 - 06:10

Alloggi a pigione moderata, i tempi si allungano

Cristina Zanini Barzaghi: 'Gli interessati ci sono ma è complicato rispettare le condizioni stringenti del bando e trattare con le banche per i crediti'

Bisogna attendere ancora. Il progetto di appartamenti a pigione moderata nel sedime di via Lambertenghi a Lugano necessita di più tempo per realizzarsi. La Città ha prorogato fino al prossimo 30 novembre il concorso per l’assegnazione di un diritto di superficie sulla particella a un ente di pubblica utilità, dove dovrebbe sorgere uno stabile destinato ad attività commerciali e artigianali al pian terreno e ad alloggi di residenza primaria con affitti contenuti. Una proroga dovuta al periodo di crisi sanitaria durante il quale non è stato semplice trattare con le banche per i crediti. «In ogni caso gli interessati non mancano - osserva Cristina Zanini Barzaghi, titolare del Dicastero immobili di Lugano -. Però, è complicato rispettare le condizioni piuttosto stringenti del bando che si riferisce al regolamento di attribuzione degli alloggi, approvato di recente dal Consiglio comunale. Senza un’esperienza centenaria come oltralpe per le cooperative di abitazione, da noi non è purtroppo semplice per enti neocostituiti accedere a dei finanziamenti».

'La Città accompagni le cooperative'

Come si potrebbe risolvere il problema dell'accesso ai crediti da parte di cooperative neocostituite? «Una possibilità per gli enti pubblici sarebbe quella di aiutare concretamente l’avvio partecipando attivamente. Nel caso di edifici esistenti questa modalità permetterebbe di trasformare gli inquilini in soci della cooperativa. È l’esperienza che hanno acquisito e messo in pratica in diverse forme le città oltre Gottardo, come Zurigo, dove uno o due membri nel consiglio sono rappresentanti della città, i quali accompagnano la crescita della cooperativa. La loro presenza garantirebbe anche una visione globale, al di là delle esigenze della singola cooperativa. Terremo sicuramente conto di questo aspetto nei prossimi bandi, anche sulla base di quanto scaturirà per via Lambertenghi». Nel frattempo, va a rilento la creazione dell'ente autonomo per l'alloggio, più volte richiesto dal legislativo. Il Municipio attende una perizia giuridica in merito, prima di decidere.

La politica dell’alloggio avanza a piccoli passi

Nell’ultima seduta, il Consiglio comunale ha dato luce verde al credito quadro di quasi 11 milioni di franchi che riguarda 250 appartamenti di 15 edifici della città, che offrono affitti molto più contenuti rispetto ai prezzi di mercato, ricorda Zanini Barzaghi. Quasi la metà del credito riguarda il comparto in cui sorge la caserma dei pompieri a Cornaredo, gli stabili di via Trevano, le case del ‘48, quelle del ‘64, quelle che ospitano i pompieri e le case sociali di via Torricelli. Poi, nel credito c’è un importo importante anche per il rinnovo dei singoli appartamenti e interventi di manutenzione per altri edifici. «Durante la seduta di Consiglio comunale ci sono stati interventi che chiedono perizie in vista di potenziali alienazioni di questi stabili di proprietà pubblica - afferma la titolare del Dicastero immobili -. Ma ritengo sbagliato vendere edifici con alloggi a pigione moderata. Oltretutto, con entrate importanti per la città, visto che si incassano oltre 5 milioni di franchi di affitto all’anno».

Meglio conservare che abbattere e costruire

Questo credito, rimasto pendente nelle commissioni per oltre un anno per motivi collaterali legati alla gestione da parte della Gipi Sa, spin off della Cassa pensioni della Città e per l'assenza delle perizie di valore immobiliare, è quantomai necessario visto che il parco immobiliare di reddito della Città di Lugano è datato: l'edificio più recente risale infatti a 26 anni fa (stabile via Fusoni 7/9 edificato nel 1993), mentre la maggior parte degli immobili sono stati edificati negli anni '50 - '70, e ve ne sono alcuni costruiti a inizio Novecento. È quindi indispensabile oggi, dove necessario, procedere celermente con interventi mirati di riqualifica, aggiornamento e adeguamento delle parti costruttive e tecniche che hanno ormai superato la loro durata di vita utile. «Durante la pandemia e nel periodo siamo stati obbligati a restare a casa, abbiamo visto come è importante lo spazio di vita, sia quello privato sia quello delle immediate adiacenze della propria abitazione», evidenzia la municipale socialista. Non solo. «E inoltre è bene sapere che un recente studio commissionato dalla Confederazione legato all'energia 'grigia' racchiusa nell'edificio (quella che serve per abbatterlo e ricostruirlo) ha dimostrato che spesso la demolizione degli edifici non ha senso: a meno che non ci siano carenze irrimediabili, conviene mantenere in buono stato - afferma Zanini Barzaghi -. Altrimenti il bilancio energetico è negativo. Dovremmo tener conto di questo cercando di conservare ciò che esiste, aggiungendo e densificando al posto di abbattere e ricostruire. Questo discorso dovrebbe valere anche per i privati».

 

 

 

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