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Luganese
15.05.2020 - 17:280
Aggiornamento : 19:00

A Cadro un'antenna 5G in un'area considerata 'sensibile'

Un'interrogazione del popolardemocratico Michele Malfanti al Municipio di Lugano mette in evidenza la criticità del luogo scelto, vicino alle scuole.

Tornano d'attualità le antenne 5G. Il consigliere comunale del Partito popolare democratico, Michele Malfanti, ha preso carta e penna e ha scritto al Municipio di Lugano. Una missiva per evidenziare l’intenzione di Swisscom di posare un’antenna di telefonia mobile a Cadro, in un luogo che viene considerato "altamente sensibile" ovvero vicino alle scuole elementari, terreno dove sorgerà anche la nuova scuola dell’infanzia. Malfanti inoltre interroga l'esecutivo luganese sulla situazione pianificatoria del luogo scelto (siamo fuori dalla zona edificabile) e sulla sua effettiva proprietà. "Infatti secondo accordi che risalgono ancora al Comune di Cadro – ci spiega il segretario della sezione Ppd Claudio Giambonini – il proprietario della cava Silvagni avrebbe dovuto cedere all’ente pubblico una vasta area di terreno intorno al centro scolastico e al campo di calcio". La posa di una modina alta 35 metri, evidenziano gli esponenti popolardemocratici, "ha già suscitato reazioni preoccupate nella popolazione. Per questo la Commissione di quartiere si è immediatamente interessata per raccogliere delle informazioni, al fine di ostacolare la realizzazione di un impianto simile in un luogo così prossimo alle scuole".

Un raggio – evidenzia Malfanti nella sua interrogazione – in cui si trovano un campo di calcio, la palestra, l'ecocentro, un parco giochi, delle abitazioni, l'antica masseria (prossima, si spera, a essere recuperata e destinata a scopi pubblici). Non si tratta di bloccare o frenare l’evoluzione tecnologica, bensì di essere consapevolmente a conoscenza dei possibili impatti sulla salute. E di assumere quel ruolo attivo che compete all’Ente pubblico, nella pianificazione di infrastrutture, che specialmente in casi particolari, non sono da tutti benaccette".

 


     

 

 

 

 

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