Per la Città il costo di invio delle buste si aggira attorno ai 30 mila franchi. L'autorità si sobbarca anche il prezzo del francobollo postale

«Qualcuno ha già votato». Se non fosse per l'allarme sanitario, lo avresti detto "un giorno normale". Massimo Bernasconi, fra i responsabili del settore votazioni al Punto Città di Lugano, ci racconta come la macchina amministrativa per assicurare le prossime elezioni comunali del 5 aprile sta procedendo nel suo cammino.
«La distribuzione del materiale di voto è iniziata lunedì (per l'estero qualche giorno prima) e dovrà essere completata entro domani (oggi, ndr.) come stabilito dall'autorità cantonale». Nel mezzo della nostra conversazione una signora chiede lumi al nostro interlocutore su come può votare senza nessuna intestazione di partito Vi arrivano tante chiamate? «Come ad ogni elezione comunale riceviamo molte telefonate sulle modalità di voto».
La macchina per l'appuntamento elettorale è partita. Cosa significa l'elezione comunale per la Città in termini di costi? «Gli aventi diritto di voto sono 34 mila 160, compresi i luganesi residenti fuori Cantone e quelli all'estero, abbiamo cittadini in tutto il mondo» - fa sapere il nostro interlocutore. Ergo: si può dunque stimare un costo di circa 30 mila franchi per la Città, considerato che per gli invii in grande quantità vi sono "sconti". E la Città - va evidenziato che non tutti i Comuni attuano questa "cortesia" - si sobbarca pure le spese del francobollo per chi decide di imbucare la busta nella casella postale. Altrimenti la busta elettorale è possibile consegnarla nelle 14 bucalettere rosse disseminate nei quartieri cittadini. Tanti sono i luoghi predisposti: Besso, Breganzona, Cadro, Carona, Castagnola, Centro (palazzo civico e Punto Città), Molino Nuovo, Pambio Noranco, Pregassona, Sonvico (una bucalettere si trova nella zona alta nella ex casa comunale e un'altra nella zona bassa 'Al barachin'), Valcolla e Viganello.
Vista l'emergenza sanitaria, la stragrande maggioranza degli elettori - più di quanto avvenga normalmente - sceglierà con buona probabilità di votare per corrispondenza. Le cabine elettorali saranno allestite comunque? «Per il momento non abbiamo ancora ricevuto disposizioni» - spiega Massimo Bernasconi. Nonostante il virus il dado della politica è tratto. Appare persino una giornata normale. «Sì. Anche se non sono in grado di prevedere quanto succederà tra una settimana. Ma diciamo che da questo profilo la facoltà di votare per corrispondenza mette a mio avviso abbastanza al riparo i votanti e l'appuntamento elettorale».
Una campagna elettorale così silenziosa non si era mai vista. Il dibattito è delegato ai social media? «Non sono un candidato e non saprei dire, immagino comunque di sì. Certamente questa situazione toglierà un po' di pepe alla corsa elettorale». Difficile anche valutare se a causa del coronavirus vi sarà una flessione sulla partecipazione al voto. Anche se la modalità per corrispondenza dovrebbe vanificare questo rischio. Come ogni quattro anni, tante sono le persone al fronte per garantire lo svolgimento delle elezioni comunali. Chi fa cosa? «Personalmente - spiega Massimo Bernasconi - mi occupo della logistica, dell'invio del materiale di voto, di consulenza. Poi abbiamo chi si occupa di convocare il personale, chi di mantenere i contatti con i partiti, chi - come l'ufficio controllo abitanti - gestisce il catalogo elettorale. Poi abbiamo il gruppo informatico che deve garantire computer e stampanti. Senza dimenticare il gruppo che si incarica fisicamente di allestire i seggi». Aspetto, quest'ultimo, «ad oggi confermato nel programma di lavoro», che tuttavia, vista la precaria situazione sanitaria, potrebbe essere suscettibile di cambiamenti.