Luganese

Botte nel parcheggio a Rivera, pena sospesa

Un 41enne italiano è stato processato oggi dalle Assise correzionali di Lugano

Ti-press
(La vittima riportò sere ferite)
18 dicembre 2019
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Una grande rabbia, maturata per questioni economiche e poi sfociata in un violento pestaggio. Storie di debiti, partecipazioni societarie: soldi insomma. E così nacque l'agguato del 23 novembre 2016 nel parcheggio del bar City di Rivera, per il quale oggi davanti alle Assise correzionali un cuoco 41enne di cittadinanza italiana è stato condannato a 180 aliquote (l'equivalente di sei mesi) sospese con la condizionale per un periodo di due anni. L'altro autore è invece in Italia, e per ora non viene toccato dal procediemento. Quel giorno del 2016 quando la vittima uscì dal bar, venne assalita, si prese sberle e almeno tre pugni al capo, una pedata, per poi cadere a terra. Il referto medico parlò di “trauma cranico-cervicale, con ematoma in sede pareto-occipitale, escoriazioni al volto in sede frontale e a livello del capo, ematoma con escoriazioni a livello parieto-occipitale, il distacco posteriore del vitreo all'occhio destro, cefalea persistente con comparsa di miodesopsie, ecchimosi al polso e al pollice destri” tutto riscontrato durante il ricovero all'Ospedale italiano.

La movimentata situazione all'esterno del bar di Rivera venne ripresa da un impianto di videosorveglianza; inoltre intervenne una quarta persona per tentare di separare i contendenti.

Secondo l'accusa, sostenuta dal procuratore pubblico Nicola Respini, si trattò di un'aggressione, qualifica penale contestata dall'avvocato difensore Vincenzo Luisoni, che ha chiesto e ottenuto dalla Corte (presieduta dal giudice Marco Villa) la derubrica del reato in lesioni semplici, cui si aggiunge quella per il danneggiamento dell'auto della vittima, pure colpita con forza tanto da cagionare al veicolo un danno da 2'715 franchi. «Sarà la prima e ultima volta che mi trovo in una situazione del genere» ha detto in aula il 41enne, che si è vista risparmiata la pena dell'espulsione dalla Svizzera, anche grazie al comportamento irreprensibile tenuto negli ultimi tre anni.

 

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