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Lo stabile Arl a Viganello (Foto Ti-Press)
17.12.2019 - 06:200

Vendita dell’autorimessa Arl a Viganello, la Stan ricorre

La pubblicazione della domanda di costruzione presentata da Artisa scade oggi e la Società ticinese per l’arte e la natura presenterà opposizione

«Sì, facciamo opposizione perché ci sono tante concause preoccupanti». Si allunga, per non dire complica, il percorso della domanda di costruzione inoltrata da Artisa per edificare un nuovo complesso multifunzionale sul sedime dell’autorimessa delle Autolinee regionali luganesi (Arl). L’istanza – la cui pubblicazione scade oggi – trova infatti sul proprio cammino l’opposizione della Società ticinese per l’arte e la natura (Stan), come confermatoci da Antonio Pisoni. Si tratta per ora dell’unico ricorso inoltrato contro la domanda; anzi al momento non ne sono pervenuti in quanto la Stan invierà oggi le proprie censure.

«Prima ancora di entrare nel merito, abbiamo esaminato la Legge edilizia cantonale e il Regolamento di applicazione comunale – spiega l’architetto –, e abbiamo visto che c’è una base legale per rispondere a quest’insensata corsa all’edificazione di alloggi». In particolare, il Piano regolatore mirerebbe «a regolare lo sviluppo edilizio nel limite della prevedibile evoluzione demografica ed economica, favorendo una prudente densificazione del tessuto urbanistico esistente. Sappiamo però che negli ultimi anni questo trend si è invertito e la popolazione è in calo. Non c’è uno sviluppo che giustifichi nuove costruzioni». Il progetto di Artisa, prevede però oltre a un centinaio di appartamenti a pigione moderata anche spazi pubblici e un hotel a tre stelle. «Riteniamo che in questo momento non ci sia l’esigenza per ulteriori contenuti alberghieri: andrebbero motivati».

Oltre a quelli giuridici, e altri ancor più tecnici, la Stan pone naturalmente l’accento su aspetti già sollevati da altri contrari al progetto. «Nel sedime c’era la stazione della vecchia ferrovia Lugano-Cadro-Dino. Ha un valore storico, identitario e architettonico importante. Dovremmo tutelarla: piuttosto che costruire un palazzo dalla dubbia qualità di vita per i futuri inquilini, vista anche la posizione su un’arteria molto trafficata, si potrebbe fare un uso intelligente di questi depositi per farne degli spazi pubblici».

La petizione? Quasi 1’400 firme

In attesa che l’iter giuridico e quello politico – ci sono due atti parlamentari a firma Plr pendenti – facciano il loro corso, la petizione online (su www.change.org) lanciata dal consigliere comunale Giovanni Albertini ha già raggiunto quasi le 1’400 sottoscrizioni a salvaguardia dello storico stabile.

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