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12.12.2019 - 16:22
Aggiornamento: 18:45

Lugano immagina un'isola rotante sul lago

Il Municipio presenta il messaggio con il credito di mezzo milione di franchi per attivare la procedura in vista dell'elaborazione del Masterplan

lugano-immagina-un-isola-rotante-sul-lago
L'idea di isola rotante (Città di Lugano)

«Si va da interpretazioni più classiche, direi tradizionali, a quelle più visionarie, che faranno discutere». E il termine utilizzato dal sindaco Marco Borradori nel descrivere parte delle proposte di base per dare un nuovo volto al lungolago e al centro cittadino è probabilmente quello più calzante. L’isola rotante (vedi foto) immaginata dall’architetto Carlo Ratti e dallo studio Mobility in Chain – che hanno unito le forze per dar vita allo “Studio Lugano Lungolago Vision Plan” – è decisamente qualcosa di inaspettato. Si tratta tuttavia soltanto di una delle proposte emerse dai tre studi che il Municipio ha commissionato per dare una base di partenza ai quattro team che verranno scelti per progettare un Masterplan per il lungolago e per il centro. Questo, qualora il Consiglio comunale desse l’ok alla richiesta di credito – 498’000 franchi – contenuta nel messaggio licenziato oggi dall’esecutivo.

Un’isola si diceva. Esaminando lo studio in questione – pubblicamente accessibile sul sito della città –, si evince che nella mente del brillante architetto che insegna al Massachusetts Institute of Technology di Boston e dei giovani colleghi milanesi il Ceresio potrebbe ospitare una sorta di piattaforma che fungerebbe da nuovo spazio pubblico. Si tratterebbe secondo lo studio di un modo per creare una maggiore interazione fra città e lago, favorendo la fruizione di quest’ultimo, senza sconvolgerne le rive raddoppiando ad esempio il lungolago in termini additivi. Si eviterebbero in tal modo costi eccessivamente elevati e la modifica del profilo storico della città.

Costruendo un’isola rotante invece si avrebbe una piattaforma che permetterebbe di cambiare continuamente panorama a 360° per chi la visita e di installarvi diversi servizi di pubblica utilità o interesse. Fra questi: un auditorium, aree ristorative ed educative, un parco pensato su un sistema di terrazzamenti. E dall’Italia ai Paesi nordici, di esempi affini a questo ve ne sarebbero diversi. Per citarne solo due, l’installazione artistica eseguita da Christo sul Lago di Iseo e una sorta di passerella-piattaforma realizzata a Brugge, nei Paesi Bassi.

Arriva il concetto di ‘strada dinamica’: traffico sbarrato nei weekend, limitato in settimana

Lo Studio Vision Plan ha affrontato anche un altro, forse ancor più centrale, tema della riqualifica: il traffico. L’idea di partenza è contenuta, come spiegato dal sindaco e dal capodicastero Sviluppo territoriale Angelo Jelmini, nelle Linee di sviluppo della Città. Ossia, pedonalizzazione del centro cittadino e graduale e sempre più marcata moderazione del traffico sul lungolago. In questo senso, gli architetti scartano l’ipotesi della strada interrata – valutata come molto costosa e impattante –, proponendo invece il concetto di strada dinamica. 

Concretamente, si tratterebbe di aprire la strada al traffico veicolare solo in determinati momenti. Così come lo conosciamo oggi, resterebbe nei giorni feriali tra le 7 e le 10 e tra le 16 e le 18. Sempre in quei giorni, ma durante il resto della giornata, ci sarebbero delle limitazioni, mentre i weekend comporterebbero una chiusura del transito. Segnaletica  e corsie dinamiche, arredamento urbano responsivo, ottimizzazione semaforica, sistema integrato di mobilità pubblica e nodi di interscambio modali: queste le parole chiave per realizzare la visione.

Oltre a questo, i team che lavoreranno sul Masterplan avranno a disposizione altri studi. Due sono già conclusi – quello di EspaceSuisse sulla vitalità del centro storico e quello sui posteggi del comparto Stazione Ffs –, altri sono ancora in elaborazione. Uno, finanziato anche dal Cantone, inerente all’ottimizzazione semaforica, uno sulla riorganizzazione dei posti barca, dei porti e dei pontili, uno ancora sul piazzale ex scuole. «Questi studi confermano le nostre Linee guida – osserva il municipale –. Ora la discussione si riaprirà anche in Consiglio comunale, sarà verosimilmente accesa e non escludo che si arrivi (come già fu per la rinaturazione della foce del Cassarate, ndr) a un voto popolare». Di carne sul fuoco per discutere, ce n’è.

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