incendio-in-carcere-chiesti-6-anni-per-il-ladro-seriale
ULTIME NOTIZIE Cantone
Locarnese
3 min

Locarno, un piccolo Yeti sullo schermo di Cinemagia

Diversi appuntamenti con la rassegna cinematografica per i più piccoli da venerdì 22 a mercoledì 27 ottobre
Luganese
8 min

Lugano, perché si tace sulla Heleneum alla Bally?

Nuova interpellanza chiede spiegazioni sull’assenza di un concorso pubblico per la locazione della villa in riva lago
Luganese
10 min

Fiat Lux, si riaccende il Cinema a Massagno

Domani riapre al pubblico la sala rinnovata con la Notte del Cortometraggio. Ma le 273 poltroncine escluse dall’investimento di 2,6 milioni
Mendrisiotto
12 min

‘Ciuf, ciuf!’, sul treno alla scoperta del m.a.x. museo

In programma un laboratorio didattico per i più piccoli a corollario dell’ultima mostra su treni, arte, grafica e design
Locarnese
19 min

Metrò alpino Bosco Gurin-Formazza, nuova strategia comunicativa

A confermarne la bontà è uno studio realizzato da Bak Economics. Per coinvolgere Comuni e popolazione è stato ripensato il processo di informazione
Bellinzonese
22 min

Strada val Malvaglia e Pontirone: accesso limitato

Il 25 ottobre inizia il cantiere di un mese in zona Scateto, aperture limitate durante la prima settimana
Mendrisiotto
48 min

Chiasso, riapre la piscina comunale

L’ingresso è permesso solo ai possessori di un Covid-Pass da mostrare con il documento d’identità
Locarnese
58 min

Masterplan Alta Vallemaggia, chi ha idee si faccia avanti

Per valorizzare il potenziale inespresso della regione attraverso uno sviluppo sostenibile. È possibile inoltrare i progetti fino al 13 novembre prossimo.
Luganese
21.11.2019 - 14:430

Incendio in carcere, chiesti 6 anni per il ladro seriale

Trenta mesi invece la richiesta di pena per il complice dei furti. La pp Lanzillo: ‘Modus operandi spesso segnato da violenza’.

«Due delinquenti, giovani ma già di lungo corso, particolarmente pericolosi perché disorganizzati e influenzati da alcol e droga». È stata una requisitoria relativamente breve ma incisiva quella della procuratrice pubblica Margherita Lanzillo, che ha tracciato il profilo dei due maghrebini accusati di una decina di reati. Fra questi, spicca l’incendio appicato dal 23enne nella propria cella del carcere di Lugano dov’era detenuto, e poi la serie di furti commessi da lui e dal complice 26enne.
Colpi che, come ricostruito dalla pp, sono stati una dozzina e commessi nel giro di soli tre giorni alla fine di ottobre 2018. Entrati a Chiasso, i due hanno rubato un’auto e dirigendosi verso nord - la destinazione pare fosse la Germania - hanno commesso una serie di furti prevalentemente in automobili e abitazioni private. Il loro viaggio criminale si è concluso in Mesolcina, dove - dopo un ulteriore colpo messo a segno in un ristorante - la polizia grigionese ha identificato la vettura rubata, arrestandoli e dando avvio all’inchiesta. Il valore complessivo della refurtiva è di 205’000 franchi per il 23enne e di 64’000 per il 26enne. «Si muovevano arraffando quel che potevano, senza uno schema preciso, senza assicurarsi che le case fossero vuote e configurandosi così come pericolosi». Un’imprevedibilità tradottasi in alcuni episodi di violenza: una famiglia del Bellinzonese è stata minacciata e aggredita durante una rapina dal 23enne, mentre l’altro - tirando un calcio a una porta - ha ferito una donna durante un altro colpo.

L'accusa: 'A rischio la salute e la vita di numerose persone' 

Sebbene i due imputati abbiano dichiarato di conoscersi a malapena, secondo gli inquirenti sarebbero in realtà amici di lunga data, tant’è che si erano messi d’accordo di spartirsi il bottino a metà.
Lanzillo ha chiesto al termine del suo intervento sei anni di detenzione per l’algerino 23enne e trenta mesi per il marocchino 26enne. In particolare, sul primo pesa il tentativo di evasione pianificato come conseguenza dell’incendio. Il giovane ha ammesso infatti di aver voluto approffittare della giacenza in ospedale per scappare. E il ricovero per intossicamento c’è effettivamente stato, ma il suo piano è fallito. Anzi: «Col suo agire ha messo a rischio la salute e la vita di numerose altre persone». E il reato di incendio intenzionale da solo pesa per la metà della richiesta di pena formulata dalla pp. Da non sottovalutare infine, per entrambi, i reati legati alla circolazione «viste le condizioni psico-fisiche in cui guidavano (sotto l’effetto di alcol e droga, ndr)».
Poche le attenuanti - fra queste i trascorsi personali difficili -, visto che non solo hanno collaborato poco con gli inquirenti, ma i numerosi precedenti «non hanno insegnato loro nulla». Chiesta infine per entrambi l’espulsione dalla Svizzera per 15 anni.

© Regiopress, All rights reserved