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Luganese
09.11.2019 - 06:000

L’aeroporto pensa ai voli noleggiati

Lo scalo di Lugano intende imitare l’iniziativa di Berna, per ovviare alla mancanza di voli di linea

Qualcosa a giorni potrebbe muoversi nei silenziosi e sgombri cieli di Lugano-Agno? Quel qualcosa potrebbe chiamarsi Zimex, la compagnia aerea con sede in Svizzera, a Glattbrugg, la stessa che ad agosto aveva risposto picche all’aeroporto di Lugano e che ora... «Stiamo aspettando una risposta da parte loro, che non dovrebbe tardare: potrebbe giungere la settimana prossima» – dichiara a ‘laRegione’ Maurizio Merlo, direttore di Lugano Airport Sa.

«Naturalmente il presupposto è l’approvazione della ricapitalizzazione della società Lugano Airport da parte del Consiglio comunale, (ndr. convocato per il voto il prossimo 25 novembre)». Il sostegno da parte del Cantone è già arrivato cinque giorni fa, il 4 novembre, quando il Gran Consiglio ha approvato l’aumento della quota cantonale azionaria di partecipazione nella Lugano Airport Sa, che passerà dal 12,5 al 40 per cento.

Berna come Lugano, Lugano come Berna? Singolari sorti comuni nei due rispettivi aeroporti potrebbero vedere realizzate soluzioni analoghe. Venerdì scorso, 1° novembre, Beat Brechbühl, presidente del Consiglio d’amministrazione della Flughafen Bern Ag, società di gestione dello scalo di Berna duramente colpito nel 2018 (proprio come nella scorsa estate è accaduto a Lugano) dal fallimento della compagnia regionale SkyWork Airlines, ha illustrato e lanciato “FlyBair”, una compagnia aerea virtuale che opererà a partire dal 2020 (non prima di aver raccolto i fondi necessari – 2,5 milioni di franchi – mediante un’operazione di crowdfunding). In breve l’idea alla base del nuovo corso virtuale è quella di non possedere aerei propri ma di noleggiarli. Così FlyBair sarà responsabile del marketing: offrirà voli singoli ai privati come pure pacchetti completi per le agenzie di viaggio. Qualcosa di analogo potrebbe avvenire anche a Lugano? «Questa tipologia di compagnia virtuale, questo modello lo avevo presentato io al Consiglio d’amministrazione ai tempi di SkyWork, nella primavera del 2018 – risponde, sorridendo, Maurizio Merlo, che aggiunge, ma senza polemiche di sorta: «Berna ha preso spunto da quello che noi volevamo già fare a Lugano. Berna lo ha copiato e il Cda lo ha approvato. E per noi il progetto con Zimex è esattamente questo: creare una compagnia virtuale di Lasa. L’intenzione è questa. Ora aspettiamo che sia approvata la ricapitalizzazione da parte del Consiglio comunale, perché come faccio a firmare un contratto con la Zimex se non ho i soldi? È per questo che per ora siamo fermi al palo».

‘TofuJet nel 2020’ E la licenza Ufac?

Far volare la compagnia denominata TofuJet, ripristinando così la tratta Lugano-Ginevra. “Il nostro obiettivo è iniziare a offrire il servizio nel gennaio 2020 con due o quattro rotazioni al giorno, dal lunedì al venerdì”. Così parlò (dieci giorni fa) Julian Cook, già fondatore di Flybaboo. Ma quanto appare realizzabile questa proposta? Maurizio Merlo, direttore di Lugano Airport Sa: «In tutta sincerità, tutto quello che ho sentito sulla TofuJet l’ho letto sui giornali. Sul progetto di Julian Cook non sono stato né contattato, né coinvolto, anche perché non ho più contatti con lui da diversi anni. «Un po’ mi sorprende che non ci abbia contattati. A meno che non intenda farlo più avanti. Resta il fatto che per mettere in piedi una compagnia aerea, per compiere dei voli di linea regolari tra Lugano e Ginevra, oggi occorre un anno di tempo per eseguire la necessaria certificazione, produrre una serie di documenti e garanzie finanziarie e ottenere la licenza federale da parte dell’Ufficio di aviazione civile». Intanto, da nostre informazioni, nessuna richiesta all’Ufac è stata finora inoltrata, da Cook, ex Ceo di Flybaboo. Prosegue il direttore dello scalo cittadino: «A meno che Cook non intenda proporre voli privati e allora in tal caso non serve alcuna licenza». 

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