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Luganese
19.09.2019 - 18:510

Lugano, medico accusato di omicidio colposo

Il caso riguarda il decesso di una 25enne all'Ospedale italiano, causato da una tromboembolia polmonare, tre settimane dopo il primo ricovero al Civico

Un medico dell'Ospedale regionale di Lugano comparirà presto in aula penale. Di fronte a una Corte delle Assise correzionali di Lugano, l'uomo dovrà rispondere del reato di omicidio colposo. Il Ministero pubblico, che nei suoi confronti aveva già emesso un atto d'accusa, lo ha infatti nuovamente rinviato a giudizio. Il caso riguarda il decesso di una 25enne, avvenuto nel dicembre del 2012, come riferito dalla Rsi.

La giovane era una giurista praticante alla Pretura di Lugano. Un giorno, nell'imminenza degli esami di avvocatura che avrebbe dovuto sostenere, dopo essere svenuta, si presentò una prima volta al Civico. Raccontò di avere problemi di ansia, legati agli esami. Sulle prime, lei si oppose al ricovero. Poi fu convinta a trascorrere una notte in nosocomio.

Tre settimane dopo, una volta superati gli esami, venne ricoverata d'urgenza all'Ospedale Italiano, dove morì per un arresto cardio-respiratorio, provocato da una tromboembolia polmonare. Sotto inchiesta, su segnalazione del pretore di Lugano, finirono dapprima cinque persone, attive tra Civico e Italiano: tre medici e due assistenti. Nei confronti di quattro di loro il procedimento penale, coordinato dall'allora procuratore generale John Noseda, è sfociato in un decreto d'abbandono. Per il dottore in questione invece no. Se avesse effettuato tutti gli accertamenti necessari – sostiene la procuratrice pubblica Chiara Borelli – il decesso si sarebbe potuto evitare.

Di parere diammetralmente opposto la difesa, che con una perizia di parte sarebbe riuscita a sconfessare parzialmente quella ordinata dal Ministero pubblico. Da qui la decisione del Tribunale, che a sua volta, ha ordinato una 'superperizia', secondo la quale emergerebbe una negligenza del medico. Proprio sul parere degli esperti che si giocherà, in larga misura, l'esito del processo. Il medico, difeso dall'avvocato Mario Branda, continua a dichiararsi estraneo ai fatti.

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