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21.08.2019 - 22:56
di Alfonso Reggiani

Mizar, a Lugano un polo rinnovato

SwissLife accetta di affittare lo stabile. Cambia forma il progetto che prevede un centro di competenze legato al Master di medicina

Sarà cruciale il prossimo mese di settembre per il nuovo polo di ricerca scientifica legato alla medicina nello stabile Mizar di Molino Nuovo. Cruciale per l’incontro fra i proprietari, la Swiss­Life e i promotori del rinnovato progetto che sottoporranno ai vertici del gruppo di consulenza previdenziale e finanziaria i termini dell’accordo da sottoscrivere e soprattutto quale sarà l’ente chiamato a versare gli affitti. E non è detto che sia la fondazione Lugano MedTech, presieduta dal municipale di Lugano Michele Foletti.

Cominciano a delinearsi i contorni del mutato progetto, dopo che la proprietaria dello stabile di circa 6’000 metri quadrati di superficie ha accettato di dare gli spazi in affitto. Non occorrerà quindi più acquistare lo stabile, con un investimento di 48 milioni di franchi come previsto inizialmente. L’idea, lo ricordiamo, era del Cardiocentro che avrebbe voluto creare a Molino Nuovo un polo di ricerca, strategico in vista dell’apertura del Master di medicina (da settembre 2020) in cui portare laboratori di ricerca e, fra l’altro, anche i propri laboratori di Taverne. Il progetto è mutato in corso d’opera e non prevede più la partecipazione di soli attori istituzionali (la fondazione Agire, l’Ente ospedaliero cantonale, prima senza Cardiocentro ora con, la Città di Lugano e il Cantone). «A dicembre dell’anno scorso, abbiamo deciso di continuare. E sono stati costituiti due gruppi di lavoro, uno di natura tecnica per approfondire l’adeguatezza dello stabile e per approntare la necessaria ristrutturazione, l’altro orientato ai contenuti – spiega Boas Erez, rettore dell’Università della Svizzera italiana (Usi) e capofila di quest’ultimo gruppo –. Abbiamo cercato di verificare l’interesse di un certo numero di attori che avrebbero potuto partecipare al progetto occupando spazi dello stabile».

Individuati altri partner

Risultato? «Siamo riusciti a individuare alcuni partner non istituzionali interessati: E a questo punto posso dire che potremmo affittare gli ultimi tre piani dell’edificio di Molino Nuovo, gli altri due, ad oggi, non servirebbero per l’attività di studio, analisi e ricerca medica o compatibili» annuncia il rettore dell’Usi. Nel frattempo, continua Boas Erez, «abbiamo sviluppato anche il concetto del centro di competenze in Scienze della vita e una parte delle sue attività potrebbero essere esercitate al Mizar, dove potrebbero sorgere ulteriori sinergie». A pagare l’affitto a SwissLife sarebbe sempre la fondazione MedTech? «Visto che non c’è la necessità di effettuare il cambio di proprietà dello stabile, occorrerà individuare l’ente che si prende a carico il rischio e la responsabilità della pigione, ma questo aspetto è ancora da definire», afferma il rettore dell’Usi –. La fondazione MedTech potrebbe continuare a esistere con altri scopi oppure essere sciolta alla luce delle modifiche al progetto e al recente accordo ratificato fra Cardiocentro e Ente ospedaliero cantonale». 
A livello di tempistica, ci siamo quasi. «Il mese prossimo incontreremo Swiss­Life a cui sottoporremo la nostra proposta». Dopodiché, SwissLife potrà procedere ai lavori per rimettere in funzione lo stabile, mentre all’ente locatario toccheranno invece le spese degli interventi per adeguare gli spazi alle varie attività di ricerca.

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