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Luganese
16.07.2019 - 06:000

Ritiro patente: segnalate da un privato, ma è tutto a posto

La storia di due donne del Luganese, la cui verifica di idoneità alla guida è stata chiesta da un cittadino. La Sezione della circolazione: 'Casi rari'.

Una minoranza. I casi di sospetta inidoneità alla guida segnalati da privati cittadini sono rari. A rivelarlo è la Sezione della Circolazione (Sc), che abbiamo contattato per una presa di posizione in merito a un articolo apparso sul ‘Caffè’ alcune settimane fa (cfr. correlato). A far discutere, in sintesi, è la raccomandata arrivata a due donne del Luganese con l’indicazione di recarsi dal medico del traffico per verificare la loro capacità di guidare. Ma andando oltre alla vicenda personale, determinati interrogativi generici sulla questione sorgono. È davvero sufficiente una segnalazione privata per ricevere una richiesta di questo genere da parte della Sc? Siamo quindi tutti potenzialmente a rischio? A risponderci è il capo dell’Ufficio giuridico della Sc, Michele Isolini.
«Sul caso singolo non possiamo naturalmente esprimerci – chiarisce –, va comunque sottolineato che la segnalazione deve essere circostanziata, precisa, coerente. Di regola, derivano da atti d’autorità come rapporti di polizia, decisioni giudiziarie o da rapporti medici o dell’Ufficio AI e possono essere, ma non necessariamente, connesse a infrazioni stradali». «Vi sono tuttavia – conferma Isolini – anche segnalazioni di privati cittadini e in questi casi, delicati, la legge prevede che l’autorità amministrativa ordini in prima battuta la verifica dell’idoneità da parte del medico curante e che qualora sia richiesto dal denunciante, l’autorità deve mantenere l’assoluta riservatezza sulla segnalazione».

Il capoufficio ricorda inoltre che la volontà di fondo di queste verifiche è proteggere la sicurezza degli utenti della strada, compresa quella dell’esaminato. «Nei casi in cui la segnalazione è fatta da un privato – aggiunge – questi viene di principio sentito, anche con una convocazione, per conoscerlo e per dargli modo di presentarsi all’autorità, di fargli comprendere il peso e le conseguenze della sua denuncia, di escludere eventuali coinvolgimenti personali e di approfondire ulteriormente la sua segnalazione. Questa viene presa sul serio ma viene altrettanto seriamente ponderata anche nell’ottica della sua invasività nella sfera personale del segnalato».

Isolini sottolinea infine che casi del genere sono «rari, ma ciò non toglie che non possono essere ignorati o trattati con superficialità. L’autorità è ben consapevole che ogni questione che tocca la libertà e i diritti del cittadino è importante e delicata e cerca pertanto di adottare ogni volta il miglior approccio e soluzione possibile nel rispetto sia dell’interesse dell’individuo, sia di quello collettivo». Una questione, quindi, di equilibrio.

‘Mai una multa, mai fermate’

“Non abbiamo mai avuto alcun problema con la polizia, mai preso una multa, un radar, mai state fermate da una pattuglia, mai fatto un’infrazione stradale”. Eppure – in barba a quanto dichiarato da madre e figlia conviventi, uscite allo scoperto sul ‘Caffè’ –, le due donne del Luganese avrebbero ricevuto nell’aprile scorso la raccomandata dalla Sezione della Circolazione di recarsi dal medico del traffico per appurare la loro idoneità alla guida. Il tutto, su una segnalazione rimasta anonima per volere del denunciante (come garantito dalla legge, cfr. articolo principale).

Mentre il procedimento a carico della madre si sarebbe chiuso in tempi relativamente brevi, la figlia – una 40enne, che nei primi anni Novanta avrebbe avuto problemi di salute, che non le avrebbero però impedito successivamente di riottenere la patente e di passare con successo i relativi e regolari controlli medici – si sarebbe invece dovuta effettivamente recare dal medico del traffico, spendendo quasi 500 franchi per il controllo. Una singolare vicenda che ha raccolto l’interesse anche dell’avvocato Tuto Rossi, che su Facebook ha informato sul prosieguo del caso: anche la procedura della figlia si sarebbe chiusa. Entrambe le donne possono continuare a guidare.

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