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Luganese
13.07.2019 - 14:300
Aggiornamento : 23.07.2019 - 09:59

Caslano, il governo: '20 posti barca in più sono troppi'

Il Consiglio di Stato ha accolto sei ricorsi contro l'allargamento degli spazi per gli attracchi voluto dal Municipio. Si tratta di una zona di protezione.

Sono troppi venti posti barca per Caslano. Il Comune ne avrebbe bisogno di ‘soltanto’ sette. È questo il motivo principale che ha indotto il Consiglio di Stato ad accogliere sei dei sette ricorsi presentati contro la variante di Piano regolatore che prevede la creazione di un secondo pontile in località molo Schivanoia (cfr. ‘laRegione’ di venerdì 5 luglio). Il Municipio ne ha preso atto nella seduta di martedì sera e ha trenta giorni di tempo per valutare un’eventuale contestazione.

Nella decisione del governo cantonale non si accenna direttamente alla Zona di protezione di importanza nazionale Ti-201, ordinanza 451.34, anche se viene citata la legge federale entrata in vigore in maggio che obbliga a riparare i danni arrecati all’area quando c’è l’occasione e a riportare la zona allo stato originale in caso di interventi: “I ricorsi presentati meritano accoglimento laddove criticano la necessità di prevedere nuovi posti barca, oltretutto in un contesto territoriale delicato e caratterizzato da contenuti naturalistici degni di attenzione”. Però, come detto, le ragioni della risposta negativa per il Comune risiedono nell’esigenza (non riconosciuta) di creare 20 attracchi. In base al ricalcolo del fabbisogno, il Consiglio di Stato stabilisce che la carenza è di sette posti barca. E perciò rimanda gli atti al Municipio affinché individui una soluzione per coprire la richiesta.

La decisione soddisfa il locale Gruppo spontaneo contro ulteriori attacchi al Ceresio attivo a difesa della zona di riproduzione degli anfibi che ha raccolto un’ottantina di firme a sostegno del ricorso. Ora hanno più possibilità di sopravvivenza, nonostante la presenza del distributore di benzina del cantiere nautico, che secondo il sodalizio andrebbe spostato altrove. Un gruppo che da un paio di decenni trasporta i rospi durante i periodi di migrazione al di là della strada verso il lago dove avviene la riproduzione e il deposito delle uova. L’impressionante numero di trasporti – oltre duemila l’anno scorso rispetto ai quasi 8’000 animali nel 1999 – rende l’idea dell’importanza della zona che fa parte dell’inventario dei siti di riproduzione degli anfibi di importanza nazionale (Isan) istituito nel 2001. Non solo. La zona è collegata direttamente al parco del monte di Caslano, mentre il gruppo si batte contro il progettato approdo e nuovo pontile dei canottieri previsto sull’accesso a lago di via Mera.

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