linfomi-lugano-capitale-della-ricerca-mondiale
Un momento dell'edizione del 2017, la quattordicesima (Ti-Press)
ULTIME NOTIZIE Cantone
Bellinzonese
3 ore

Lostallo, tamponamento sull’A13: due feriti

L’incidente è avvenuto ieri pomeriggio. Un 79enne e un 30enne sono stati trasportati in ospedale.
Bellinzonese
5 ore

Monte Carasso, auto colpisce un motociclista e si dà alla fuga

L’incidente è avvenuto poco prima delle 00.30 su via El Stradun. La Polizia cantonale cerca testimoni
Luganese
8 ore

Guerra in Ucraina, a Lugano storie di donne e del loro riscatto

Testimonianze di ucraine sopravvissute al conflitto e della loro forza in una conferenza tenutasi giovedì sera al Palazzo dei congressi
Locarnese
18 ore

Botte in stazione: commozione cerebrale per un 18enne

Il fatto di violenza è avvenuto a Muralto nel tardo pomeriggio di venerdì: un gruppetto di quattro giovani ha aggredito tre ragazzi senza motivo
Bellinzonese
22 ore

Torna l’evento ‘Belli di sera’

Appuntamento per mercoledì 25 maggio nel centro cittadino. L’orario di chiusura del mercato del mercoledì e dei negozi sarà posticipato alle 21
Luganese
23 ore

Unitas, il finanziamento cantonale non sarebbe in dubbio

In seguito alla denuncia di molestie, ma si valuterà l’esito dell’inchiesta
Bellinzonese
23 ore

‘No a Avs 21 e nel 2023 un nuovo sciopero femminista’

La presidente Vania Alleva è intervenuta alla Conferenza nazionale delle donne Unia che ha riunito a Bellinzona 150 delegate
Mendrisiotto
23 ore

‘Mettete il fotovoltaico sui tetti delle vostre imprese’

Il Cantone chiama a raccolta il mondo economico del Distretto per dare un’accelerata alla svolta energetica
Locarnese
23 ore

Gli allevatori: ‘Scegliete, o noi o il lupo’

A Cevio s’incendia l’incontro con il Cantone. Criticata l’assenza del ministro Claudio Zali
Bellinzonese
23 ore

E a Bellinzona già si pensa a un Bar Blues

Il comitato EsercEventi accolto dal municipale Bison. Il coordinatore Morici: ‘Soddisfatti’. In programma non solo Notte bianca e Notte live
Ticino
23 ore

Offerta straordinaria di corsi per bambini non italofoni

L’iniziativa del Decs per i giovani in età di scuola elementare e scuola media per i ragazzi provenienti dall’Ucraina (ma non solo)
Ticino
1 gior

Nel caldo maggio ticinese, occhio a non ‘scottarsi’ con un radar

La Polizia cantonale comunica le località nelle quali nel corso della prossima settimana verranno effettuati controlli elettronici della velocità
Mendrisiotto
1 gior

Chiasso, è lotta alla flavescenza dorata nei vigneti

Il Comune indica che il primo trattamento è da prevedere orientativamente tra il 10 e il 15 giugno
Ticino
1 gior

‘Cavalli di razza’ sul banco degli imputati

’ndrangheta, prime decisioni giudiziarie in Italia sull’operazione che interessò anche il Ticino. I verbali del pentito
Ticino
1 gior

Tra aumento delle ditte senza notifica e lo spettro malaedilizia

Il bilancio 2021 dell’Associazione interprofessionale di controllo. Ambrosetti: ‘Sempre più permessi di corta durata’. Bagnovini: ‘Importante segnalare’
Mendrisiotto
1 gior

Corsie A2, ‘nessuna considerazione per il Distretto a Berna’

Il Plr di Mendrisio contesta il modus operandi dei servizi federali. ‘Si dia la precedenza ad AlpTransit a sud’
Video
Bellinzonese
1 gior

Riaperto il Passo del San Gottardo

Dalle ore 16 di oggi la strada è transitabile. Piccola colonna di auto e moto già sul posto all’ora indicata per la riapertura. Guarda il video
Grigioni
1 gior

Sport all’aria aperta: a Cama arriva il MisoXperience

Una settimana di opportunità per principianti, professionisti e famiglie tra workshop, gare, corsi e giornate dedicate
Locarnese
1 gior

Minusio e Chiasso, classi premiate in campo ecologico

La classe della 5ª D ha ottenuto un riconoscimento nell’ambito di un progetto transfrontaliero sulla biodiversità. Pure la 4ª A di Chiasso agli onori
Luganese
1 gior

A Lugano una strada dedicata a Mario Agliati

Lo ha deciso il Municipio, gli verrà assegnata una strada del centro città
Locarnese
1 gior

Minusio-Mappo, miniferrovia in servizio nel weekend

Locomotive a vapore ed elettriche traineranno i convogli (solo se non piove) domenica 22 maggio dalle 14.30 alle 17.30
Locarnese
1 gior

Due presentazioni librarie alle scuole di Riazzino

Domani dalle 17 incontro con gli autori Zeno Ramelli e Jan Gaggetta, grazie alla Commissione culturale del Municipio di Lavertezzo
Bellinzonese
1 gior

Ostilità digitale e odio reale: se ne parla a Bellinzona

Incontro pubblico il 24 maggio alla Biblioteca cantonale con quattro conferenzieri
L'APPROFONDIMENTO
18.06.2019 - 06:10
Aggiornamento : 11:03

Linfomi, Lugano capitale della ricerca mondiale

Per i prossimi cinque giorni oncologi di tutto il mondo si ritrovano sul Ceresio per fare il punto delle novità scientifiche in ambito oncologico

di Gabriele Lurati

Vengono da tutto il mondo per un appuntamento che è diventato un punto di riferimento per la comunità scientifica. I 4mila partecipanti (principalmente oncologi, biologi e ricercatori clinici) sono riuniti da oggi al Palazzo dei Congressi di Lugano per fare il punto sullo stato della ricerca nella lotta ai linfomi. Questa malattia comprende un insieme di tumori che colpiscono le cellule del sangue e che hanno origine dal sistema linfatico. Oggi vi sono oltre 60 tipi di linfomi che differiscono tra di loro per caratteristiche istologiche, biologiche e cliniche. I linfomi vengono suddivisi in ‘aggressivi’ e ‘indolenti’: i primi sono caratterizzati da una maggiore aggressività mentre i secondi hanno un decorso clinico molto più subdolo e lento.

La ricerca scientifica ha fatto grandi passi negli ultimi tempi e al Congresso di Lugano i maggiori oncologi mondiali possono presentare e discutere i risultati delle più innovative scoperte scientifiche in questo settore. I progressi più recenti nella cura sono avvenuti a tre livelli. In primo luogo c’è l’immunoterapia, un approccio che sfrutta il sistema immunitario affinché possa rispondere in modo adeguato alla presenza di un agente estraneo come il cancro. «Il nostro sistema immunitario è abituato a riconoscere tutto ciò che di estraneo è presente all’interno del corpo e ciò avviene anche con i tumori», spiega Davide Rossi, Group Leader dell’Istituto oncologico di ricerca (Ior) di Bellinzona. Purtroppo però non sempre la risposta è adeguata e le cellule cancerose prendono il sopravvento. L’immunoterapia in oncologia esiste in realtà da più di 20 anni ma una nuova strategia terapeutica recentemente sviluppata ha consentito di migliorarla, pilotando il sistema immunitario in modo tale da rispondere con più vigore contro le cellule tumorali. «Ciò è stato possibile bloccando i circuiti regolatori del sistema immunitario», continua Rossi. Questo approccio è valso anche il premio Nobel per la medicina ai padri fondatori dell’immunoterapia assegnato nell’ottobre scorso.

In secondo luogo vi è la terapia genica che sarà anche il tema principale del Congresso. Tra le nuove frontiere e prospettive per sconfiggere il cancro vi sono le cellule modificate CAR-T (un acronimo derivato dall’inglese, che sta per ‘Chimeric Antigen Receptor T-cel’). Questa tecnica permette di modificare le cellule del sistema immunitario di un paziente con un tumore, per far sì che si moltiplichino e distruggano in modo selettivo solo le cellule malate, senza danneggiare i tessuti sani. Il processo inizia mediante il prelievo di cellule del sistema immunitario dal paziente, poi queste vengono geneticamente modificate in laboratorio e infine somministrate allo stesso paziente. Questo è un nuovo e complesso approccio terapeutico contro la malattia che sta ottenendo buoni risultati nei Paesi che lo hanno sperimentato, soprattutto negli gli Stati Uniti. «Il problema maggiore di questo approccio è associato ai costi enormi (circa 500mila franchi a paziente) e alla tossicità di questo trattamento che deve essere ancora studiata a fondo» spiega Michele Ghielmini, direttore sanitario dello Ios e presidente del Comitato organizzatore del Congresso. Vi è molta attesa a questo riguardo per la conferenza del dottor Carl June di Philadelphia, un’eminenza mondiale nel mondo dei linfomi e considerato l’inventore delle ‘CAR-T cells’.

Speranze dalle terapie ‘target’

In terzo luogo vi sono le terapie a bersaglio molecolare (o ‘targeted therapy’). Queste sono dirette in modo specifico contro un ‘bersaglio’ presente soltanto nelle cellule tumorali, andando a interferire nel sistema di sopravvivenza delle stesse cellule cancerose. L’azione più specifica di questi farmaci contro le cellule tumorali permette spesso di limitarne gli effetti collaterali rispetto a quanto avviene con la chemioterapia. «Diversi studi effettuati negli ultimi 10 anni hanno dimostrato che la targeted therapy funziona, riducendo la massa tumorale in una percentuale significativa di casi, attorno al 40-50%. Questo però non ha portato in nessun caso alla guarigione completa», precisa il professor Ghielmini. «Al Congresso di Lugano vedremo se questi nuovi farmaci utilizzati nelle ultime sperimentazioni avranno portato nuovi risultati», aggiunge il direttore dell’Istituto Oncologico della Svizzera italiana.

Nei quattro giorni del Congresso si affrontano vari temi e workshop specifici (cfr intervista in pagina al dottor Francesco Bertoni sui linfomi nei cani). Da un lato vi sono le sessioni in cui i più grandi esperti mondiali tengono delle vere e proprie lezioni presentando lo ‘stato dell’arte’ su specifici aspetti delle neoplasie linfatiche. Dall’altro c’è la parte più prettamente scientifica, in cui si possono vedere i risultati ottenuti dai ricercatori (con i dati forniti dalle nuove terapie sperimentali).

«Abbiamo selezionato i 150 migliori lavori tra quelli ricevuti da ricercatori di tutto il mondo. Sulla base di questi abstracts, così come uno chef di un grande ristorante seleziona il meglio per preparare un piatto prelibato, noi abbiamo organizzato il menù delle sessioni. Così si cristallizza ciò che è stato fatto nella ricerca scientifica negli ultimi due anni attraverso sessioni specifiche dedicate a ogni tipo di linfoma o a una metodica di studio della malattia» conclude il professor Ghielmini. Insomma un Congresso per tutti i gusti, degno dei migliori oncologi del mondo.

‘Il linfoma degli uomini e quello dei cani sono simili’

Vi è sempre più interesse nella comunità scientifica nello studio dei linfomi canini, tanto che ci sarà un workshop a esso dedicato nella giornata di sabato. La ragione consiste nel fatto che vi sono forti similitudini tra il linfoma canino e quello umano. Diversi studi in medicina comparata pubblicati negli ultimi anni hanno in effetti riscontrato che i tumori linfoproliferativi del cane, come linfomi e leucemie, risultano comparabili a quelli degli uomini dal punto di vista istologico, genetico e del comportamento biologico. «Abbiamo caratterizzato circa 60 tipi di linfomi diffusi a grandi cellule canini e abbiamo visto che ci sono meccanismi molecolari simili a quelli degli umani» ci conferma Francesco Bertoni, oncologo specializzato in biologia molecolare dei linfomi presso lo Iosi.

Viste le forti somiglianze tra il linfoma canino e quello umano, il cane risulta oggi essere un buon modello di sviluppo spontaneo di questo tipo di tumore. Per questo motivo il ‘modello canino’ suscita sempre più interesse nel mondo della ricerca oncologica, in quanto offre l’opportunità di studiare la forma tumorale che più si avvicina a quelle che sono le condizioni fisiologiche e ambientali dei linfomi negli esseri umani.

«Non a caso alcuni dei farmaci più importanti scoperti negli ultimi anni e usati nelle terapie contro i linfomi negli uomini come il Venetoclax o l’Ibrutinib, sono stati sviluppati usando linfomi canini come modello sperimentale» ci conferma Bertoni. Negli Stati Uniti vi sono già da anni persino dei ‘trial’ (sperimentazioni cliniche) per i cani. «Il vantaggio per i proprietari di questi animali è che possono portare i propri cani a prendere parte a questi studi sperimentali, avendo così accesso gratuitamente a questi medicinali potenzialmente efficaci, senza dovere affrontare spese ingenti», continua Bertoni.

Un altro aspetto importante dello studio del linfoma canino è quello legato al ruolo del sistema immunitario. I linfomi dei cani sono spontanei (come negli uomini), quindi il tumore non viene indotto come invece avviene nei topi. Si ha quindi la possibilità di vedere come reagisce il sistema immunitario dei cani, cercando analogie con quello degli umani. «Il vantaggio è che il sistema immunitario dei cani è normale, come quello di un paziente umano; quindi non vi sono patologie artefatte come quelle ricreate in laboratorio», conclude Bertoni.

Considerando che i cani sono sottoposti agli stessi fattori di rischio degli uomini (l’inquinamento ambientale), la ricerca dei tumori in questi animali potrebbe aiutare anche nella lotta contro i tumori nell’uomo.

Potrebbe interessarti anche
© Regiopress, All rights reserved