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Luganese
06.02.2019 - 16:020

A Campione i carabinieri diffidano il Comune

Reclamano una mancata indennità che in totale supera i 700mila euro. Sollecitato un intervento da parte del Governo

I sedici carabinieri in servizio nell'enclave hanno diffidato il Comune di Campione d'Italia. Le conseguenze del dissesto finanziario che sta "strangolando" l'enclave, si sono abbattute anche sui carabinieri e gli insegnanti della scuola media inferiore che da oltre un anno non percepiscono l'assegno di confine previsto per i dipendenti statali che prestano servizio in riva al Ceresio. È di oltre 700mila euro l'indennità reclamata dai militari che rappresentano l'unico avamposto dello Stato a tutela della sicurezza dei campionesi.

I carabinieri si sono affidati ad avvocati comaschi per inoltrare le diffide che sono finite sul tavolo del commissario prefettizio Giorgio Zanzi. "Lo stipendio di un carabiniere, già basso in Italia, non è in grado, in mancanza dell'indennità aggiuntiva, di garantire la normale sopravvivenza", sta scritto in una nota del Co.Ce.R. Carabinieri (Organismo sindacale dei militari) che l'altroieri era a Campione d'Italia per verificare sul campo la situazione.

L'organismo dei carabinieri ha sollecitato un intervento da parte del Governo: un emendamento di inserire nella conversione in legge del Decreto Semplificazioni. Decreto che in origine includeva un emendamento che prevedeva uno stanziamento di quasi 5 milioni di euro a favore del Comune di Campione. Emendamento non ammesso a seguito di un intervento del Capo dello Stato. Oltretutto il Decreto Semplificazioni è già stato approvato dalla Camera e a giorni passerà all'esame del Senato. Se a breve la diffida non avrà esito positivo, toccherà al Tribunale civile di Como intervenire.

È già accaduto in passato con nove carabinieri che avevano prestato servizio a Campione d'Italia dal 2010 al 2014. Vicenda definita un anno fa con una ingiunzione di pagamento del giudice Agostino Abate. Per evitare il pignoramento di beni, allora il Comune aveva pagato. Questa volta appare difficile che lo possa fare, anche se il commissario Giorgio Zanzi ha chiesto alla Banca Popolare di Sondrio un anticipo di tesoreria per 4,2 milioni di euro.

"Tre milioni e 400mila euro sono destinati a pagare due rate del mutuo riferito alla costruzione del Casinò - dice -. Mi rimarranno 800mila euro, con i quali pagherò in parte qualche debito, come quello che abbiamo (60mila franchi, ndr.) nei confronti del fornitore del gasolio"'.  Fornitore che pur vantando di un credito di oltre 60mila franchi ha garantito al commissario prefettizio ("solo sino a quando c'è lei") la consegna di gasolio. Non si può fare a meno di pensare agli sprechi che avevano trasformato Campione d'Italia in una sorta di Bengodi.

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