Lo denunciano i Cittadini per il Territorio, in attesa del nuovo Piano regolatore. Fra gli altri, il progetto di una palazzina al posto dell'ex casa delle dogane

«Siamo perplessi, per usare un eufemismo». Sotto accusa è la politica edificatoria della Città di Lugano, giudicata sostanzialmente lassista da parte dei Cittadini per il Territorio del Luganese. L’occhio è puntato, in particolare, su Brè e Aldesago. «Si sta continuando a costruire, troppo» valuta Mattias Schmidt. Il quartiere sarà infatti protagonista di un incontro che il Comune organizza sabato all’albergo Colibrì nell’ambito della revisione del Piano regolatore (Pr). Scopo: presentare i risultati del sondaggio realizzato a giugno e illustrare gli scenari pianificatori allo studio. Nell’attesa, ne abbiamo parlato con l’associazione.
«Quello che a noi interessa maggiormente è quest’ultimo punto – sottolinea il coordinatore –, vogliamo capire cosa ha in mente di fare il Municipio». La domanda di modifica del Pr è stata pubblicata infatti nel 2009, ma ad oggi il nuovo strumento pianificatorio unitario non è ancora stato presentato. Numerosi gli atti parlamentari nel frattempo, mentre l’anno scorso è stato stanziato dal Consiglio comunale il credito (poco meno di un milione e mezzo di franchi) per un masterplan. «Sabato ci aspettiamo in particolare che siano trattate due questioni – ancora Schmidt –. In primo luogo il rispetto dell’inventario Isos: con la nuova Legge di pianificazione federale diventerà vincolante e ci aspettiamo quindi che nel nuovo Pr a Brè non vi sia più alcuna nuova zona edificabile. Inoltre, desideriamo il mantenimento delle aree verdi esistenti». Il riferimento è in particolare alla vasta area – un prato di 12’000 mq – pianeggiante dove diversi anni fa era prevista la costruzione di dieci villette e tre palazzine.
E a proposito di palazzine, ce n’è in particolare una – ancora su carta – a creare malumori. «Riguarda la ‘casa delle dogane’ (nomen omen: in passato ospitava i doganieri, ndr) – spiega Schmidt –, oggi sono quattro appartamenti e dopo la vendita è stato presentato un progetto molto invasivo, con degli scavi piuttosto grossi, bloccato ora da più opposizioni». Fra queste, anche quella della Società ticinese per l’arte e la natura (Stan).
«La casa è stata acquistata da una società immobiliare di Basilea – chiarisce Stefano Baragiola –. Il progetto prevede una palazzina con nove appartamenti, aumentando notevolmente l’altezza della struttura sfruttando il massimo del coefficiente edificabile. Sono previsti anche una piscina e un parcheggio interrato». La domanda di costruzione riguardante l’edificio di via Pezzora non piace alla Stan anche per motivi ‘politici’: «Quel che è particolarmente increscioso – sostiene il membro della Stan – è che viene richiesta questa licenza edilizia durante il processo di revisione del Pr. Il Comune deve analizzare anche la ricomposizione particellare: valutare se distribuire le possibilità edificatorie fra diversi proprietari, non solo su una proprietà unica. Questo progetto – ai limiti del nucleo e in una zona dove ci sono prevalentemente villette monofamiliari –, invece, anticipa tutte le eventuali decisioni della Città mettendo in discussione questo complesso esercizio». Chi ha presentato la domanda rispetta però i dettami attuali. «Sì, ma sono vecchi di trent’anni: tant’è vero che si è ritenuto di fare una revisione. Il quartiere è confrontato con diverse istanze d’edificazione e negli ultimi due anni sono state costruite quattro nuove unità. Non è poco per una realtà piccola come Brè».