Luganese

'A Brè si costruisce troppo' e interviene anche la Stan

Lo denunciano i Cittadini per il Territorio, in attesa del nuovo Piano regolatore. Fra gli altri, il progetto di una palazzina al posto dell'ex casa delle dogane

6 novembre 2018
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«Siamo perplessi, per usare un eufemismo». Sotto accusa è la politica edificatoria della Città di Lugano, giudicata sostanzialmente lassista da parte dei Cittadini per il Territorio del Luganese. L’occhio è puntato, in particolare, su Brè e Aldesago. «Si sta continuando a costruire, troppo» valuta Mattias Schmidt. Il quartiere sarà infatti protagonista di un incontro che il Comune organizza sabato all’albergo Colibrì nell’ambito della revisione del Piano regolatore (Pr). Scopo: presentare i risultati del sondaggio realizzato a giugno e illustrare gli scenari pianificatori allo studio. Nell’attesa, ne abbiamo parlato con l’associazione.

«Quello che a noi interessa maggiormente è quest’ultimo punto – sottolinea il coordinatore –, vogliamo capire cosa ha in mente di fare il Municipio». La domanda di modifica del Pr è stata pubblicata infatti nel 2009, ma ad oggi il nuovo strumento pianificatorio unitario non è ancora stato presentato. Numerosi gli atti parlamentari nel frattempo, mentre l’anno scorso è stato stanziato dal Consiglio comunale il credito (poco meno di un milione e mezzo di franchi) per un masterplan. «Sabato ci aspettiamo in particolare che siano trattate due questioni – ancora Schmidt –. In primo luogo il rispetto dell’inventario Isos: con la nuova Legge di pianificazione federale diventerà vincolante e ci aspettiamo quindi che nel nuovo Pr a Brè non vi sia più alcuna nuova zona edificabile. Inoltre, desideriamo il mantenimento delle aree verdi esistenti». Il riferimento è in particolare alla vasta area – un prato di 12’000 mq – pianeggiante dove diversi anni fa era prevista la costruzione di dieci villette e tre palazzine.

Anche la Stan si oppone

E a proposito di palazzine, ce n’è in particolare una – ancora su carta – a creare malumori. «Riguarda la ‘casa delle dogane’ (nomen omen: in passato ospitava i doganieri, ndr) – spiega Schmidt –, oggi sono quattro appartamenti e dopo la vendita è stato presentato un progetto molto invasivo, con degli scavi piuttosto grossi, bloccato ora da più opposizioni». Fra queste, anche quella della Società ticinese per l’arte e la natura (Stan).

«La casa è stata acquistata da una società immobiliare di Basilea – chiarisce Stefano Baragiola –. Il progetto prevede una palazzina con nove appartamenti, aumentando notevolmente l’altezza della struttura sfruttando il massimo del coefficiente edificabile. Sono previsti anche una piscina e un parcheggio interrato». La domanda di costruzione riguardante l’edificio di via Pezzora non piace alla Stan anche per motivi ‘politici’: «Quel che è particolarmente increscioso – sostiene il membro della Stan – è che viene richiesta questa licenza edilizia durante il processo di revisione del Pr. Il Comune deve analizzare anche la ricomposizione particellare: valutare se distribuire le possibilità edificatorie fra diversi proprietari, non solo su una proprietà unica. Questo progetto – ai limiti del nucleo e in una zona dove ci sono prevalentemente villette monofamiliari –, invece, anticipa tutte le eventuali decisioni della Città mettendo in discussione questo complesso esercizio». Chi ha presentato la domanda rispetta però i dettami attuali. «Sì, ma sono vecchi di trent’anni: tant’è vero che si è ritenuto di fare una revisione. Il quartiere è confrontato con diverse istanze d’edificazione e negli ultimi due anni sono state costruite quattro nuove unità. Non è poco per una realtà piccola come Brè».

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