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29.10.2018 - 05:500
Aggiornamento : 10:32

Casinò, ‘non apre prima di gennaio’

Parla il commissario prefettizio, Giorgio Zanzi, a un mese dal suo incarico a Campione d’Italia

A Campione d’Italia mancano, dopo i tempi di vacche grasse e di “eccessi di generosità”, le risorse finanziarie. Se n’è reso conto il commissario prefettizio Giorgio Zanzi, ex prefetto di Varese, che da un mese occupa l’ufficio del sindaco, dove è palese che non s’è badato a spese. I debiti accumulati nel corso degli anni da Comune e Casinò hanno origini che abbracciano un arco di tempo abbastanza lungo. Oltre alla Procura di Como, i conti sono all’esame del commissario liquidatore Angela Pagano e dell’ex prefetto di Varese. Quest’ultimo sembra già essersi fatto un’idea abbastanza precisa sulle cause che hanno portato al fallimento del Casinò e al dissesto del Comune: «Non si sono accorti che il mondo stava cambiando: la crisi economica mondiale del 2008 e la diffusa concorrenza delle slot machine nei locali pubblici erano segnali meritevoli d’attenzione».
Nell’ufficio al 1° piano del Municipio incontriamo l’ex prefetto di Varese, impegnato a scrivere una lettera al Ministero dell’interno. «Sto scrivendo che è sempre più urgente intervenire per rimettere in moto il sistema Campione». Quello dei tempi è una sorta di imperativo che si scontra con l’orologio dei palazzi romani. Il 9 novembre i giudici del Tribunale amministrativo regionale della Lombardia sono chiamati a esprimersi sul ricorso urgente presentato da un’ottantina di dipendenti comunali per ottenere la sospensione della delibera che, lo scorso agosto, determinava l’esubero di 86 lavoratori (scesi a 83 dopo che 3 si sono dimessi) su 102 (diventati 99). Con l’aria che tira, la fuga (chi risiede in Ticino) verso la disoccupazione svizzera potrebbe trasformarsi in un fiume in piena. Il 10 novembre dovrebbe scattare la procedura di mobilità.

Sala da gioco, occorre un ente pubblico

«La tempistica non è tassativa, potrebbe anche slittare di molto» puntualizza il commissario prefettizio. Questo indipendentemente dall'esito dell'udienza al Tar, che il giudizio nel merito lo affronterà solo nel febbraio del prossimo anno. Nell’ipotesi che i giudici amministrativi dovessero optare per la sospensione degli esuberi il problema non sarebbe risolto. Sarebbe solo rinviato di giorni o settimane. Giorgio Zanzi chiarisce: «La legge m’impone di adottare una delibera nella sostanza identica a quella eventualmente sospesa». E la sostanza si materializza con gli 83 esuberi, destinati a essere iscritti nella lista di disponibilità. Significa che nei due anni di mobilità, beneficiando dell’80% del salario, pagato dal Ministero dell’interno, dovranno obbligatoriamente accettare un posto di lavoro presso la pubblica amministrazione in realtà sino a 50 chilometri da Campione. Chi deciderà gli esuberi? «Il sottoscritto che dopo aver riscritto la pianta organica (16 dipendenti compreso il segretario generale, ndr) dovrà decidere chi tenere in servizio. Una scelta difficile e per la quale mi sento molto responsabilizzato». La speranza è che in riva al Ceresio arrivi la deroga che, tenendo presenti le peculiarità del Comune di Campione, consenta di salvare alcune decine di impieghi. È possibile ipotizzare una data di riapertura del Casinò? «Innanzitutto occorre individuare una compagine pubblica interessata alla gestione del Casinò. Come potrebbe essere la Regione Lombardia da sola o con altri enti pubblici, come è già stato in passato. È comunque inimmaginabile una riapertura il primo giorno del prossimo anno». 

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