Al centro della foto il neo commissario prefettizio Giorgio Zanzi, assieme al commissario di liquidazione Angela Pagano e il maggiore Natale Grasso, comandante il Nucleo carabinieri di Campione d'Italia
Luganese
24.09.2018 - 16:590
Aggiornamento 17:34

Campione d'Italia, è arrivato il Commissario prefettizio

È Giorgio Zanzi, ex prefetto di Varese: s'è insediato stamane nel Comune investito dalla crisi e dovrà sbrogliare l'ingarbugliata matassa

Per ora il Casinò non rientra nelle competenze dell'ex prefetto di Varese, Giorgio Zanzi, che alle 11.50 di stamane si è ufficialmente insediato in Comune a Campione d'Italia, dopo che due ore prima era stato ufficialmente nominato commissario prefettizio di Campione d'Italia. Non si esclude che a breve possa essere nominato un commissario straordinario ad hoc, considerato che il proprietario della casa da gioco è il Comune. Preceduto di pochi minuti dal commissario di liquidazione Angela Pagano, Giorgio Zanzi, prima di entrare in Municipio si è brevemente trattenuto con i lavoratori e i sindacalisti presenti al presidio che ha ribadito quanto pochi istanti prima aveva dichiarato ai giornalisti. ''Buon lavoro'' gli hanno augurato i dipendenti del Casinò. E i lavoro certamente non gli manca. Ovviamente l'attenzione di tutti si è soffermata sulla casa da gioco. ''Al momento non rientra nelle mie competenze, ma dovendo rappresentare il Comune (ecco la nomina di un commissario straordinario a hoc, ndr) vedremo cosa fare per garantire la continuità dell'amministrazione - dice il prefetto Zanzi -. Il problema sono i lavoratori, sia quelli del Casinò che del Comune. Sino a quando resto in carica? Sino alle prossime elezioni. Ho bisogno della collaborazione di tutti. Anche della Confederazione e del Cantone''. Conosce i problemi di Campione? ''Ovviamente non ho una conoscenza diretta, ma solo una conoscenza generale. Di Campione se ne parla da tempo''. Il neo commissario prefettizio è stato nominato a seguito delle dimissioni dell'ex sindaco di Roberto Salmoiraghi, al quale era venuta a mancare il numero legale per continuare ad amministrare il Comune, in dissesto finanziario dallo scorso mese di giugno.

Il neo commissario prefettizio di Campione è legatissimo a Varese dove ha iniziato la sua carriera come segretario giudiziario, restando in seguito sempre al servizio dell’amministrazione pubblica. Poi, per quattro anni segretario generale della Provincia e dal 2009 prefetto di Verbania. Due anni e mezzo il ritorno a Varese, dove è rimasto sino alla pensione. A Varese ha mantenuto la residenza, anche perché non ha avuto nemmeno il tempo di rendersi conto di cosa significhi essere in pensione che lo hanno richiamato subito in servizio, essendo stato nominato commissario del Comune di Seregno, città con oltre 50 mila abitanti, dopo lo scioglimento del Consiglio comunale per una vicenda di tangenti. Ora l'arrivo a Campione d'Italia dove lo attende un impegno da far tremare i polsi. La nomina del commissario prefettizio in riva al Ceresio è stata unanimemente giudicata positiva, in quanto rappresenta un interlocutore credibile. Intanto, domani mattina una delegazione sindacale sarà a Roma per un incontro al Ministero dell'Interno con la ''Commissione per la stabilità degli enti locali'' che come il comune dell'enclave hanno dichiarato il dissesto finanziario. La commissione, presieduta dal capo di gabinetto del ministero - ne fanno parte i sottosegretari Stefano Candiani e Paolo Sibilia - sta esaminando la delibera della giunta municipale dell'enclave con la quale ha messo in mobilità 86 dipendenti su 102 e la richiesta di deroga ai numeri fissati dalle norme.

Nel frattempo si è appreso che è il Ministero dell'Economia e della Finanza che sta lavorando sul dossier Casinò, per trovare la soluzione in grado di riuscire a portare alla riapertura della casa da gioco, senza la quale non si può parlare di normalizzazione della gravissima situazione in cui si trova da mesi il ''sistema Campione''. Si parla di tre opzioni, sulle quali però non si hanno anticipazioni, e di tempi non brevi, ma neppure lontani nel tempo. A condizionare le scelte della politica anche (o soprattutto) l'inchiesta penale della Procura di Como, sempre più complicata anche alla luce degli ultimi blitz della Guardia di finanza in Comune. Nessuno a Palazzo di Giustizia di Como azzardo previsioni sulla durata dell'inchiesta.

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