Luganese
16.05.2018 - 05:500
Aggiornamento : 07:17

Colpo di fulmine con Tesla a Melide

Nel comune del Basso Ceresio la più grande stazione di ricarica in Ticino per le costose auto californiane. Obiettivo? Aumentare l'attrattività del territorio

Tredici in Svizzera e una fino a settimana scorsa in Ticino, quella posta lungo la strada di passo del Monte Ceneri. Da qualche giorno, infatti, alla stazione di ricarica per vetture Tesla, la nota e costosa casa automobilistica californiana, si è aggiunta quella di Melide. Dieci colonnine ‘Supercharger’ che ne fanno la più grande del cantone.

«Con la stazione di Melide – ci ha spiegato il segretario comunale Alfio Vananti, come riportato nel messaggio presentato in Consiglio comunale – l’obiettivo è quello di intercettare turisti o automobilisti ‘in transito’ sull’autostrada, invitandoli a stazionare sul nostro territorio per almeno una quarantina di minuti». Promettenti le cifre: secondo un’indagine, a ogni stazione di ricarica fanno mediamente tappa tra le 25 e le 30 vetture al giorno. Ricarica che per i possessori di una Tesla è gratuita in quanto il costo è assunto dalla casa automobilista (circa 6 franchi e 30 centesimi per ricarica).

È stata propria Tesla, peraltro, a individuare nel posteggio di fronte alla Swissminiatur, di proprietà del Cantone, il luogo ideale per creare una nuova stazione. Un investimento che ha comportato per Tesla Motors Switzerland Sagl un costo superiore ai 200mila franchi. Un’iniziativa ben accolta dal Comune di Melide che ha visto nella proposta del marchio ideato da Elon Musk un motivo di carattere economico. Secondo le indicazioni della stessa Tesla, infatti, un automobilista con la vettura in carica nel 70% delle volte lascia la macchina per frequentare ristoranti, alberghi o commerci. Non solo, per ogni automobile in carica (circa tre quarti d’ora) la spesa media è di 10-15 franchi. Percentuali, in entrambi i casi, che aumentano notevolmente durante i periodi di vacanza.

Indotto di 100mila franchi annui

«Appare quindi evidente – ha annotato il Municipio – che il ritorno per gli operatori nel settore alberghiero e della ristorazione è reale. Un calcolo approssimativo suggerisce per Melide un indotto annuale di quasi 100mila franchi». L’accordo di dieci anni (prolungabile di altri cinque), per contro, ha previsto un contributo ‘una tantum’ del Comune, quale partecipazione all’investimento, di 15mila franchi nonché dell’assunzione della tassa demaniale (2’500 franchi).

Tutto sotto controllo per quanto attiene alla sicurezza, a fronte delle preoccupazioni peraltro sollevatesi dopo l’incidente di settimana scorsa sul Ceneri che ha visto una Tesla, coinvolta in un incidente, andare a fuoco completamente (cfr. ‘laRegione’ dell’11 maggio). «Come comando abbiamo subito scritto all’Amministrazione comunale – ci ha fatto sapere il comandante dei pompieri di Melide Marzio Riva – prendendo atto della decisione con la richiesta di ottenere da Tesla un’istruzione in modo da poter intervenire al meglio qualora vi fosse un problema alle colonnine. Se, infatti, sappiamo intervenire in generale sulle parti elettriche, vorremmo ricevere maggiori dettagli sulle componenti e sulle vetture stesse legati a questo marchio specifico. Pensiamo, per esempio, al fatto che sono auto molto silenziose, tanto da non avvertire rumore quando il motore è acceso. Il rischio è che si mettano in moto mentre si sta facendo un intervento di soccorso, casi già capitati in America e molto pericolosi. Ci attendiamo che Tesla quanto prima ci contatti per questo prezioso momento di istruzione».

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