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Luganese
11.01.2018 - 06:100

Minorenne al volante, pure Collina sospende l'agente. Nuovi sospetti

Il Comune segue Lugano, la sindaca ammette possibili sbagli. Intanto emergono nuovi sospetti sul vicecomandante

«Abbiamo sbagliato? È possibile». È un parziale mea culpa quello della sindaca di Collina d’Oro Sabrina Romelli. La vicenda è quella dei due agenti di polizia che lo scorso anno avrebbero fatto guidare una 16enne. Dei due, uno è stato sospeso già mesi fa dalle sue mansioni dalla Polizia comunale di Lugano. Il secondo, con incarico di vicecomandante nel Corpo di Collina d’Oro, era invece rimasto al suo posto. Questo, fino a un paio di giorni fa: durante la sua prima seduta del 2018 – lunedì scorso –, l’esecutivo ha infatti deciso di seguire le orme della Città, sospendendo l’uomo e ricollocandolo provvisoriamente a un’altra funzione all’interno dell’amministrazione comunale.

«Sono molto dispiaciuta per l’accaduto» dice la sindaca a ‘laRegione’, convalidando la notizia anticipata ieri dal portale ‘Liberatv’. Romelli conferma pure che «siamo stati informati da lui che era stata aperta una procedura. Abbiamo ritenuto di aspettare che ci fosse un’evoluzione che sfociasse in qualcosa di più concreto prima di agire. Sbagliando? È possibile». I reati ipotizzati dall’inchiesta penale – guidata dal procuratore generale aggiunto Antonio Perugini – sono, sempre secondo il portale dato che non è stato possibile avere una conferma dal Ministero pubblico in tal senso, abuso di potere e favoreggiamento. Pur non essendo noto, di preciso, cosa l’uomo avrebbe fatto, si suppone che fra l’altro abbia fatto guidare alla minorenne l’auto di servizio. «I presunti fatti sarebbero accaduti lo scorso anno, precedentemente alla sua entrata in servizio a Collina d’Oro – spiega la sindaca –, quando era ancora alle dipendenze della Città di Lugano. Aspetto serenamente l’esito dell’inchiesta, sperando, per tutte le parti coinvolte, che si risolva il più in fretta possibile». Nell’attesa, sembrerebbe che la carica di vicecomandante resterà scoperta. «Per ora. Poi la decisione potrà essere rivista a dipendenza della lunghezza dell’inchiesta».

Bertini: ‘C’è dispiacere, si deve capire che quando si porta la divisa, lo si fa sempre. Ma la maggioranza operano con maturità e deontologia’

La vicenda potrebbe anche guastare i rapporti politici nel Comune di Collina d’Oro: secondo ‘Liberatv’, dell’inchiesta a carico dell’agente erano a conoscenza unicamente la sindaca e il suo vice Giorgio Cattaneo. Tuttavia, mentre la prima ha preferito non replicare alle insinuazioni, non siamo riusciti a raggiungere il secondo per una reazione. A esprimersi sulla vicenda – perlomeno per quanto riguarda le vicissitudini del poliziotto tuttora alle dipendenze di Lugano – è il capodicastero Sicurezza Michele Bertini. «Appena saputo del caso, abbiamo aperto l’inchiesta amministrativa nei confronti dell’agente coinvolto. Come prassi, questa è congelata fin tanto che è in corso quella penale». Nel frattempo è stato sospeso dalle sue mansioni e trasferito all’ufficio Controllo abitanti. Il vicesindaco pone l’accento su maturità e deontologia professionale: «C’è fastidio e grande dispiacere. Malgrado gli sforzi che si fanno – e nonostante la maggioranza dei poliziotti operi con maturità, rispetto e deontologia –, non si riesce a far capire del tutto che scegliendo un mestiere in cui si rappresenta lo Stato, si hanno dei doveri anche fuori dall’aspetto professionale. Entrando in polizia, in un certo senso la divisa la si porta sempre. Bisogna avere un comportamento esemplare, sono episodi che rovinano l’immagine».

L'inchiesta: colleghi verbalizzati e abbonamenti tv a pagamento

È destinata a non chiudersi qui la vicenda che ha coinvolto il poliziotto dapprima nelle file della Polizia Comunale di Lugano e in seguito in quelle di Collina d’Oro. Oltre a quanto emerso nelle ultime settimane ci sarebbe di più. Episodi non strettamente legati alla vicenda dell’auto di servizio data in mano a una minorenne. All’interno dei corridoi degli uffici di Polizia le voci si rincorrono, anche a seguito delle numerose verbalizzazioni effettuate nei confronti di ex colleghi dell’uomo (quando era capogruppo a Lugano) attualmente sospeso dalla sua funzione. Quel che par di capire è che molti, più o meno direttamente, sapessero. Sapessero della presenza di una minorenne – a cui erano permesse alcune azioni (come la guida di un’auto di servizio) – e anche di altro, stando a quanto sta emergendo, tuttora al vaglio degli inquirenti e dai quali non è stato possibile ieri avere conferme ufficiali. Stando a nostre informazioni, un possibile filone potrebbe estendersi al mondo di internet e dell’acquisto di abbonamenti per poter vedere emittenti a pagamento di altri Paesi. Per diverse persone – anche all’interno della stessa Polizia, si apprende – era infatti lui, nel frattempo divenuto vicecomandante nel Corpo di Collina d’Oro, a fornire aiuti per ottenere gli accessi alle varie piattaforme che permettono di vedere, ad esempio, eventi sportivi. Non è ancora chiaro, in questo caso, quali siano le responsabilità dell’uomo e se questo agire sia strettamente legato all’inchiesta che ha portato nelle scorse settimane all’oscuramento di un sito internet che forniva questo tipo di servizio. Quel che è certo è che molte persone, anche in divisa, si sono rivolte a lui.  

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