
“Al momento attuale non ci sono appartamenti che beneficiano di una licenza edilizia per l’esercizio della prostituzione (…)”. Ma il numero di quelli monitorati è in questo momento di circa 14. Parola del Municipio di Lugano che, rispondendo a ben due interrogazioni risalenti al settembre di tre anni fa, traccia il quadro di quanto fatto per impedire il meretricio negli appartamenti di Lugano. Dopo l’operazione Domino con la chiusura di diversi postriboli in tutto il Cantone, scrive l’esecutivo, nel 2013 sono aumentate le prostitute negli appartamenti, affittati o subaffittati spesso all’oscuro dei proprietari. Nell’estate 2014 agli onori della cronaca era balzato il palazzo in via Canevascini 26 a Besso, dove veniva esercitata la professione definita più vecchia del mondo.
La Città allora lanciò un’offensiva con vari strumenti, dopodiché, si legge nella risposta, alcuni affittacamere hanno spostato l’attività in altri Comuni limitrofi. In seguito alla stretta, la situazione ora è sotto controllo. L’esecutivo precisa che non si è assolutamente voluto procedere con una linea troppo dura ma con un monitoraggio e una verifica costante che ha portato risultati ritenuti soddisfacenti. Vi sono comunque segnalazioni di persone che esercitano la prostituzione negli appartamenti in stabili abitativi da parte di inquilini o condomini. Situazioni che, specifica il Municipio, vengono prese in considerazione e verificate. E, in caso di conferma, l’esecutivo avvia la procedura che prevede, quale primo passo, l’ordine di ripristino della situazione conforme alla destinazione autorizzata dalla licenza edilizia. Per risolvere definitivamente la questione occorrerà attendere la revisione del Piano regolatore della Città.