Francesca Agosta
Lugano
28.03.2017 - 14:030

Attacco al Gay Pride di Lugano: 'Folcloristico', 'di nicchia', 'estraneo alle nostre tradizioni'

“La Città è disposta a legare il suo nome a questo tipo di manifestazioni?". È solo uno dei dieci interrogativi che i consiglieri comunali del Ppd Armano Boneff, Sara Beretta Piccoli e Angelo Petralli hanno indirizzato al Municipio il giorno dopo l'ufficializzazione della parata dell'orgoglio Lgbt, che avrà luogo a Lugano dal 30 maggio al 3 giugno 2018. La manifestazione non va proprio giù ai firmatari: “I sottoscritti – si legge –, pur rispettosi di ogni diversità, mal comprendono il motivo per cui, in un periodo di difficoltà finanziarie e di conseguente razionalizzazione delle risorse, il Municipio accetti di promuovere una nuova manifestazione folcloristica di nicchia, certamente per taluni aspetti controversa, ma soprattutto onerosa per l’organizzazione logistica e del servizio d’ordine, estranea alle nostre tradizioni”. Tutto questo in un contesto, aggiungono, in cui sono stati tolti i finanziamenti al carnevale luganese. La questione economica pare infatti centrale nel testo, tant'è che si domanda all'esecutivo quanto costerà globalmente l'evento per le casse cittadine. 

Ma a far la parte del leone nell'interrogazione, è una questione piuttosto ideologica. Quali obiettivi qualitativi e quantitativi si prefigge di raggiungere il Municipio? È disposto ad accordare un pari trattamento a tutte le organizzazioni che, in rappresentanza di soggetti associati in base alle preferenze sessuali (e/o altre caratteristiche comuni), chiederanno di esibirsi sul suolo pubblico? E poi ancora la questione turistica: si chiede se autorizzare il Pride in alta stagione sia compatibile con il “target di turisti che abbiamo attirato”?

Posizioni che non mancheranno di suscitare reazioni.

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