Locarnese

Navigazione, i ‘marinai’ del Lago Maggiore chiedono ‘responsabilità’ a Snl

Fra le richieste dell'assemblea del personale il ritiro delle misure ‘di ritorsione’ attuate dalla Sa contro alcuni dei collaboratori

Navigazione, i ‘marinai’ del Lago Maggiore chiedono ‘responsabilità’ a Snl
Sindacati e alcuni dipendenti ieri in zona Debarcadero a Locarno
30 settembre 2026
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Il “ritiro immediato delle inaccettabili misure di ritorsione contro cinque collaboratori a cui lunedì 28 settembre sono state prospettate o la disdetta consensuale del rapporto di lavoro o il passaggio da fissi a stagionali”. È la prima richiesta dei dipendenti Snl attivi sul Lago Maggiore, formulata al termine dell'assemblea del personale svoltasi al Debarcadero martedì sera con la partecipazione di una trentina di marinai dei 35 totali (di cui 12 con contratto annuale).

Misure, si legge ancora nella risoluzione assembleare, “peraltro presentate da Snl come una forma di ‘mitigazione’ e legate alla decisione del Cantone di non affidare più a Snl la tratta di servizio pubblico Locarno-Magadino. Così facendo Snl scarica totalmente sul personale qualsiasi forma di responsabilità aziendale. Parlare di conseguenze ‘minime’ sul personale è una presa in giro”.

Dopo aver preso conoscenza direttamente dalla presidente del Consiglio di Stato Marina Carobbio Guscetti e dal delegato per le relazioni esterne Francesco Quattrini del progetto di navigazione sul Lago Maggiore a decorrere dal 14 dicembre, le maestranze chiedono inoltre al datore di lavoro Snl e al suo Cda “un atto di responsabilità a favore di una fattiva collaborazione per una transizione ordinata verso le Fart per quanto concerne tutta la navigazione sul Lago Maggiore e il personale impiegato”.

Ulteriori richieste importanti sono “non esercitare più nessuna forma di pressione sul personale e di garantire nel contempo la consueta continuità lavorativa fino al passaggio presso le Fart in modo da scongiurare vuoti salariali”; al Cantone di “fungere da intermediario affinché il personale impiegato sul Lago Verbano venga ripreso dalle Fart”; e ai sindacati Sev, Unia e Ocst di “intavolare trattative con il nuovo datore di lavoro Fart al fine di negoziare per i futuri e le future dipendenti condizioni di lavoro in sintonia con le altre compagnie di navigazione della Svizzera”.

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