Locarnese

Organo della chiesa di Magadino, suona l'ora della svolta

Pronta la richiesta di credito di 420mila franchi per la revisione e un parziale ampliamento dello strumento

È pure il cuore di un festival musicale di caratura internazionale
(Ti-Press)
21 settembre 2026
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Una revisione e un parziale ampliamento. Per l'organo della chiesa parrocchiale di San Carlo Borromeo a Magadino è giunta l'ora della svolta: il Consiglio comunale di Gambarogno, nella sua prossima seduta, sarà chiamato ad accordare un credito di 420mila franchi al Municipio per procedere agli importanti lavori sullo strumento, utilizzato anche nell'ambito del Festival internazionale di musica organistica. La rassegna, lo ricordiamo, nel 2027 delizierà il pubblico con la sua 75esima edizione consecutiva.

Non verrà effettuata unicamente una manutenzione approfondita, “ma una rivisitazione che permetterà di conservare l'organo in piena efficienza, garantendo quindi la conservazione di un bene culturale di particolare pregio e assicurandone la piena funzionalità per le future generazioni”, indica il Municipio nel testo che accompagna la richiesta del credito.

Dopo oltre sessant’anni dall'ultimo intervento sostanziale, I'organo necessita di una revisione generale. “L'impianto originale, costruito da Natale Balbiani nel 1902, è stato una prima volta rivisitato nel 1950/51, conservando la fonica del Balbiani, e in seguito sottoposto a trasformazioni e manutenzioni nel 1965 e nel 1987 – indicava, in una valutazione del 2023, la ditta Mascioni, scelta per eseguire le mille ore di lavoro necessarie per la revisione e l'ampliamento del monumento –. Il progetto non prevede varianti estetiche allo strumento che resterà suonabile dalla sua consolle in cantoria, opportunamente modificata, in modo da conservarne I'originale configurazione”.

La valutazione tecnica della ditta Mascioni evidenziava, in particolare, il deterioramento di componenti in pelle e materiali deperibili; l'usura dell'impianto trasmissivo; fenomeni di ossidazione; alterazioni della resa fonica dovute al naturale invecchiamento dello strumento. Ne erano emerse diverse varianti di restauro. Il Municipio, dopo essersi consultato con l'associazione del Festival internazionale di musica organistica, la locale Parrocchia e il Patriziato, ha scelto l'opzione che comprende “revisione e ampliamento dell'organo, mantenendo l'attuale consolle, ma con l'implementazione di nuovi registri e con un importante aggiornamento tecnico che permetterà di estendere il repertorio e adeguarsi all'evoluzione musicale”.

Una soluzione, a detta del medesimo Esecutivo, che “garantisce il miglior equilibrio tra conservazione dello strumento, miglioramento delle sue potenzialità e sostenibilità finanziaria. La sola revisione conservativa non garantirebbe infatti un adeguato mantenimento qualitativo nel medio-lungo termine né permetterebbe di correggere limiti fonici oggi riconosciuti anche dagli specialisti”.

Il costo dell'intervento è di 420mila franchi: il Municipio chiede il credito per l'intero investimento, poiché il Comune è proprietario dell'organo e assume perciò il ruolo di committente dell'opera. Tuttavia la partecipazione netta massima è di 200mila franchi. Il resto, secondo uno specifico accordo finanziario, sarà coperto dal Patriziato di Magadino (100mila franchi), dall'Associazione Festival internazionale di musica organistica (50mila) e dalla Parrocchia di San Carlo (10mila). Il Cantone, dal canto suo, verserà 46'800 franchi, mentre sono attesi “sussidi di terzi” per almeno 13'200 franchi. “Assieme agli altri enti coinvolti, continueremo la ricerca di ulteriori contributi presso fondazioni, enti pubblici e privati e altri potenziali finanziatori – indica il Municipio –. Abbiamo già avviato i primi contatti esplorativi con possibili finanziatori, le cui richieste potranno essere formalizzate solo dopo la decisione del Consiglio comunale”. Resta implicito che “l'avvio dei lavori sia subordinato al raggiungimento della copertura finanziaria complessiva”.

Una delle prossime tappe sarà l'assegnazione formale dei lavori alla ditta Mascioni, con messa in cantiere dell'opera (verosimilmente nel 2027).

Dal 2018 lo strumento è di proprietà del Comune

La chiesa di San Carlo ospita fin dall’inizio del secolo scorso uno strumento destinato al servizio liturgico e all'attività musicale. L'organo non solo rappresenta un elemento di riconosciuto valore storico, culturale e musicale per il Comune e per il comprensorio regionale ma è anche parte di un bene culturale. La Chiesa di San Carlo, di proprietà comunale, è infatti iscritta nell'inventario dei beni culturali di interesse locale. Un primo organo venne installato nel 1902 da Natale Balbiani. Nel 1951 fu sostituito da uno strumento costruito dalla famiglia Mascioni di Cuvio, su iniziativa dell’allora parroco don Aldo Lanini e successivamente ampliato nel 1965 mediante interventi promossi localmente, fino a raggiungere la configurazione odierna.

Lo strumento ha assunto negli anni un ruolo centrale nello sviluppo del Festival internazionale di musica organistica di Magadino. II 23 aprile 2018 il Consiglio comunale ha approvato l'atto di cessione al Comune della piena proprietà dell'organo. Con l'intervento previsto ora dal Municipio si intende “salvaguardare un bene storico e culturale destinato sia all'uso liturgico sia ad attività culturali aperte al pubblico”.

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