Il Municipio prende posizione sulla decisione del Consiglio di Stato: ‘Spente le aspettative della valle per una sotto sede a Brione’

Il Municipio di Verzasca esprime “profondo disappunto e forte amarezza” per la scelta del Consiglio di Stato di non riattivare, per l’anno scolastico 2026-27, la sotto sede di scuola media di Brione Verzasca. La missiva del governo è giunta nei giorni scorsi, come anticipato ieri da laRegione.
“Si tratta di una decisione deludente, difficile da comprendere e ancor più difficile da accettare, soprattutto alla luce del lavoro serio, puntuale e responsabile svolto negli ultimi mesi dal nostro Municipio – indica l'esecutivo del Comune unico verzaschese in una nota ai media –. Dopo incontri, approfondimenti, verifiche, contatti con le famiglie, raccolta di adesioni e analisi degli aspetti organizzativi, si riteneva che fossero stati prodotti elementi concreti, accertati e verificabili per permettere una valutazione favorevole alla riapertura della sede”.
Il Municipio constata invece che “il Consiglio di Stato ha scelto di confermare la sospensione, disattendendo di fatto le aspettative create nel territorio e nelle famiglie. Una scelta che lascia l’amaro in bocca e che dà l’impressione di una decisione maturata più sulla base di logiche amministrative, numeriche e finanziarie che su una reale attenzione alla realtà delle valli e delle zone periferiche.
Particolarmente grave è il messaggio trasmesso alle famiglie della valle e del piano che avevano creduto con convinzione nella possibilità di riaprire la sede scolastica di Brione Verzasca. A queste famiglie è stato chiesto di partecipare, esprimersi, valutare e contribuire a un percorso concreto. Oggi esse si trovano confrontate con una decisione che spegne una prospettiva importante e rischia di alimentare sfiducia verso le istituzioni cantonali”.
L'autorità verzaschese ribadisce di aver fatto fino in fondo la sua parte, “con senso di responsabilità istituzionale e con la volontà di salvaguardare un presidio scolastico fondamentale per la valle. La scuola di Brione non è soltanto un edificio o una soluzione organizzativa: è un segnale di presenza, di vicinanza, di fiducia e di rispetto verso un territorio che chiede semplicemente di poter continuare a vivere. La decisione del Consiglio di Stato appare invece come un segnale poco edificante nei confronti delle piccole realtà comunali e vallerane. In un Cantone composto da identità, territori e sensibilità diverse, le zone periferiche non possono essere considerate solo quando fa comodo evocarle nei discorsi pubblici. Esse meritano ascolto, coerenza e decisioni capaci di riconoscere il loro valore sociale, educativo e territoriale. Riaprire la sotto sede di Brione sarebbe stato un gesto nobile e concreto di vicinanza. Sarebbe stato un modo per dimostrare che il Cantone crede davvero nell’equilibrio territoriale e nella dignità delle sue valli. La scelta di non farlo trasmette invece un’immagine di distanza, freddezza istituzionale e scarsa sensibilità verso chi vive quotidianamente le difficoltà della periferia”.
In conclusione il Municipio di Verzasca prende atto della decisione, ma non la condivide: “Esprimiamo pubblicamente il nostro disappunto e ribadiamo che continueremo a difendere con determinazione la presenza scolastica in valle, perché salvaguardare una scuola significa salvaguardare una comunità, le sue famiglie, i suoi giovani e il suo futuro”.
Per il Municipio, questa vicenda non si chiude con una comunicazione formale del Consiglio di Stato: “Rimane aperta una questione politica, istituzionale e territoriale di fondo: quale considerazione concreta il Cantone intende davvero riservare alle sue valli?”.