A Berna la mozione del consigliere nazionale Ps Bruno Storni per un accordo paritario italo-svizzero, che tenga conto delle esigenze delle sponde ticinesi

Avviare trattative per stipulare un accordo o una convenzione con l'Italia, concernente la regolazione del livello del Lago Maggiore. È la richiesta formulata tramite una mozione al Consiglio federale da Bruno Storni (consigliere nazionale Ps) e da 28 altri cofirmatari.
Storni ricorda che qualche tempo fa il governo, rispondendo a una domanda, aveva affermato: “Una decisione in merito alla futura regolamentazione definitiva richiederebbe un accordo tra la Svizzera e l'Italia; con la Francia abbiamo già concluso un accordo di questo tipo per il Lago di Ginevra. Il Consiglio federale non concluderebbe tuttavia un accordo di questo tipo contro la volontà del Cantone Ticino”.
A differenza del Lago di Lugano, con la Convenzione tra la Svizzera e l’Italia relativa alla regolazione del Ceresio del 1955, e del Lago Lemano, disciplinato dal recente Accordo tra Berna e Parigi, il Lago Maggiore non è gestito in modo paritario. “Considerando le intenzioni e le sperimentazioni in corso dal 2015, che modificano la regolazione del livello a ben oltre 1,25 metri rispetto allo zero idrometrico di Sesto Calende e che sono promosse dall'Autorità di bacino distrettuale del fiume Po per aumentare la riserva idrica a scopi agricoli, con possibile aumento del rischio di esondazioni in presenza di eventi di precipitazioni estreme, è fondamentale che la regolazione del livello venga gestita sulla base di un accordo o convenzione da stipulare con l'Italia – si legge nelle motivazioni della mozione –. Il livello del Verbano deve essere regolato limitando al minimo i rischi di esondazioni, garantendo la navigazione, la fruibilità delle spiagge e la protezione delle aree naturalistiche, tenendo conto, ove applicabile, degli obblighi di informazione, consultazione e valutazione ambientale transfrontaliera previsti dalla Convenzione Onu di Espoo, nonché degli impegni derivanti dalla Convenzione di Helsinki sulla protezione e l’utilizzazione dei corsi d’acqua transfrontalieri e dei laghi internazionali e, per le zone umide di importanza internazionale, dalla Convenzione di Ramsar. Analogamente al recente accordo per il Lemano occorre attuare una gestione sostenibile e integrata delle acque, tenendo conto del principio dell’utilizzazione equa e ragionevole e dell’obbligo di non arrecare danni significativi, cooperando alla regolazione delle acque e tenendo conto degli interessi di entrambe le parti”.