Locarnese

Il Collegio Papio di Ascona e il ruolo del Cantone

Interrogazione al Consiglio di Stato di Lara Filippini (Udc), tra ‘caso don Leo’, rettorato, recenti licenziamenti e difficoltà finanziarie

(Ti-Press)
19 giugno 2026
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Nei giorni scorsi la notizia di cinque licenziamenti al Collegio Papio di Ascona, decisi «per far fronte a un disavanzo strutturale di diverse centinaia di migliaia di franchi», come ha specificato a laRegione il presidente del Consiglio di amministrazione, Albino Zgraggen. Tagli nei quattro servizi collaterali (refezione, segretariato, logistica e internato), senza toccare, invece, la parte scolastica.

Ora un'interrogazione al Consiglio di Stato, presentata dalla deputata Udc Lara Filippini, che – nella premessa – si riallaccia alla situazione finanziaria del collegio privato cattolico, ma anche ad altre vicende: dal caso “don Leo” alla designazione del nuovo rettore dopo la partenza di don Patrizio Foletti, avvenuta nel luglio del 2025.

“Una serie di eventi che, osservati nel loro insieme, delineano una situazione meritevole di attenzione – indica Filippini –. Pur essendo una scuola privata, il Collegio Papio costituisce una realtà di primaria importanza nel panorama educativo ticinese. L'istituto beneficia di riconoscimento istituzionale e di sostegno pubblico, svolgendo una funzione educativa che riveste un interesse che va oltre la sfera della fondazione che lo gestisce. Per questa ragione, le vicende che lo interessano non possono essere considerate esclusivamente questioni interne, ma pongono interrogativi sul ruolo che il Cantone intende assumere nel garantire la qualità dell'offerta formativa, la stabilità istituzionale dell'ente e il rispetto di adeguate condizioni nei confronti del personale”.

Per queste ragioni, la rappresentante Udc chiede al Consiglio di Stato di esprimere delle valutazioni sulle recenti vicissitudini attraversate dall'istituto, sulle difficoltà strutturali (con riorganizzazioni, riduzioni di personale e relative misure di accompagnamento), sui rapporti istituzionali tra il Cantone e il Collegio, sulle forme di sostegno pubblico, diretto o indiretto e sugli strumenti di vigilanza, verifica o interlocuzione. Tra i quesiti sollevati pure gli eventuali contatti tra Decs e Collegio in relazione alle recenti criticità, la qualità dell'offerta formativa o la capacità dell'istituto di attrarre e trattenere personale qualificato. E ancora, “può il Consiglio di Stato precisare quale ruolo la Diocesi eserciti, formalmente o sostanzialmente, nella governance del Collegio Papio e attraverso quali strumenti siano garantite la trasparenza delle decisioni assunte e l'attribuzione delle relative responsabilità nei confronti della collettività?”. Tra le questioni avanzate, infine, la promozione di “una riflessione sul quadro dei rapporti tra enti pubblici e istituzioni scolastiche private che svolgono funzioni di interesse pubblico”.

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