Gordevio: in cinque anni di lavori un'importante ristrutturazione con ampliamento, che ha portato la capacità a 87 posti letto per anziani

Ventuno milioni di investimento alla Casa per anziani Piccola Casa della Divina Provvidenza “Cottolengo” di Gordevio. L’importante intervento di ristrutturazione e ampliamento, che apre per la struttura una nuova fase di attività, è giunto a compimento con la cerimonia di inaugurazione, cui hanno partecipato oltre 250 persone tra residenti, familiari, collaboratori, autorità religiose e civili, rappresentanti delle istituzioni cantonali e comunali, professionisti, imprese e maestranze che hanno contribuito alla realizzazione dell’opera. I festeggiamenti si sono aperti con la Santa Messa, seguita dalla parte ufficiale con gli interventi di Marcello Tonini (vicepresidente del Consiglio di Fondazione) di Padre Carmine Arice (Padre Generale della famiglia Cottolenghina con sede a Torino e presidente del Consiglio di Fondazione), dell’Amministratore apostolico Mons. Alain de Raemy (che ha poi benedetto l'opera) e dell’architetto Stefano Pelfini.
L’intervento ha permesso di trasformare in profondità la struttura, portando la capacità da 65 a 87 posti letto per anziani, secondo quanto previsto e autorizzato dalle competenti istituzioni cantonali. I lavori, avviati nel dicembre 2019, si sono sviluppati in più fasi e hanno interessato i blocchi A, B e C della Casa, con la conclusione operativa nel 2024 e ulteriori migliorie puntuali nel corso del 2025.
Tra le novità più significative figura anche la realizzazione di un centro diurno terapeutico, per il quale si attendono le relative autorizzazioni in vista dell’attivazione. Come sottolineato durante la cerimonia, la ristrutturazione non rappresenta soltanto un importante traguardo edilizio, ma l’inizio di una nuova fase per il Cottolengo di Gordevio, che è ora, come sottolinea il Consiglio di Fondazione (CdF) in una nota, “una Casa più moderna, funzionale e accogliente, pensata per garantire agli ospiti qualità di vita, sicurezza, relazioni e continuità del vivere quotidiano”.
Nel suo intervento, l’architetto Stefano Pelfini ha posto l’accento sulla dimensione profondamente umana del progetto: una casa per anziani medicalizzata non deve essere percepita come un luogo di separazione dalla vita, ma come un ambiente capace di accogliere, orientare, rassicurare e accompagnare. Gli spazi sono stati pensati per coniugare esigenze normative e funzionali con il rispetto della persona, della sua dignità, della sua memoria e dei suoi bisogni quotidiani.
Particolare attenzione è stata data al rapporto tra la Casa e il paese. Sempre secondo il CdF, “la nuova struttura vuole infatti essere un luogo aperto, riconoscibile e in dialogo con la comunità, rafforzando quel legame tra residenti, familiari, collaboratori e territorio che da sempre caratterizza la missione del Cottolengo”. Un ringraziamento speciale è stato rivolto ai residenti e ai loro cari, “che hanno affrontato con pazienza e fiducia i disagi inevitabili di un cantiere durato diversi anni, così come ai collaboratori, alla direzione, alle Suore della Casa, alle imprese, agli artigiani, ai fornitori, alla direzione lavori Orsi&Associati di Bellinzona, alle maestranze e al gruppo di lavoro ristrutturazione”.
La Piccola Casa della Divina Provvidenza “Cottolengo” di Gordevio fa parte della grande famiglia Cottolenghina fondata da San Giuseppe Benedetto Cottolengo a Torino. La sua missione, spiega il Consiglio di Fondazione, “continua a ispirarsi ai valori di carità, dignità, accoglienza e provvidenza, riassunti nel motto ‘La carità è inventiva all’infinito’”.