Locarnese

Resiste ai venti di guerra la bandiera del Consiglio d'Europa

Esposta il 5 maggio a Locarno, per ricordare simbolicamente l'istituzione del gremio di cui la Svizzera fa parte unitamente ad altri 45 Paesi

5 maggio 2026
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“Tra Locarno e il Consiglio d’Europa c’è un filo invisibile, ma essenziale: la ricerca della pace.”. I venti di guerra aleggiano sempre più nel nostro mondo. Assumono così un significato ancor più importante, attuale e profondo le parole del segretario generale del Consiglio d’Europa, Alain Berset, pronunciate in occasione delle celebrazioni per il centenario del Patto di Locarno, lo scorso mese di ottobre.

Ecco perché la Città, nel pieno solco di quell’“Esprit de Locarno” conosciuto internazionalmente proprio a seguito del Patto siglato nel 1925, anche quest’anno a Palazzo Marcacci espone il 5 maggio la bandiera del Consiglio d’Europa. La Giornata dell’Europa, ogni anno dal 1964, si celebra appunto il 5 maggio. Una giornata, la cui data coincide simbolicamente con quella dell’istituzione del Consiglio d’Europa, avvenuta il 5 maggio del 1949. C’è chi potrebbe obiettare che la Svizzera non faccia parte dell’Unione europea, rammentando la scelta del popolo elvetico. Un’affermazione formalmente corretta, ma concettualmente errata. O per meglio dire, figlia di un fraintendimento dovuto a una sovrapposizione di simboli e di termini, che spesso – appunto – lasciano il cittadino nel dubbio. Perché se la Svizzera non è effettivamente membro dell’Unione Europea, lo è invece del Consiglio di Europa, in cui sono rappresentati 46 Stati per oltre 700 milioni di persone.

Il Consiglio, nel corso dei decenni, ha per altro adottato i più alti standard in materia di diritti umani dell’intero globo. Tra i punti d’azione vi sono: combattere la violenza contro le donne, gli abusi sessuali sui minori, la corruzione, la criminalità informatica, la discriminazione, il razzismo, il traffico di esseri umani, il riciclaggio di denaro, il traffico di organi, il terrorismo e la tortura; proteggere la libertà di parola, la libertà dei media, le libere elezioni, la privacy, i dati personali, i diritti sociali, le minoranze nazionali e le lingue minoritarie; promuovere la cittadinanza democratica, l’educazione ai diritti umani, la partecipazione dei giovani, l’integrità nello sport, la cultura e il patrimonio culturale e naturale europeo; sostenere la società civile; affrontare le sfide future, come l’intelligenza artificiale, la bioetica e l’ambiente.

Ma una Giornata dell’Europa si festeggia anche il 9 maggio. E qui nasce un altro fraintendimento. Nel secondo caso, infatti, si tratta della Giornata dell’Europa, che viene celebrata dall’Unione europea. La giornata, sebbene rappresenti a sua volta un inno alla pace e all’unità nel nostro continente, segna l’anniversario della storica dichiarazione, in cui l’allora Ministro degli Esteri francese Robert Schuman espose l’idea di una nuova forma di collaborazione politica in Europa, che avrebbe reso impensabile la guerra tra le nazioni europee. La proposta di Schuman, risalente al 9 maggio 1950, viene così considerata l’atto di nascita di quella che oggi chiamiamo Unione europea. Unione europea, di cui la Svizzera non fa effettivamente parte, come ben sappiamo. Ecco perché a Palazzo Marcacci la bandiera europea viene esposta unicamente il 5 maggio e non il 9 o in altre occasioni.

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