‘Piazza in Comune’ sarà in Largo Zorzi fino a fine maggio. Una ‘prima’ ticinese ideata dal Servizio regionale di prossimità della Fondazione il Gabbiano

Un prefabbricato che sembra sbarcato per caso in Largo Zorzi a Locarno. Ma non c’è nulla di casuale nella sua comparsa, avvenuta lo scorso 5 marzo. Anzi: oggi, 15 aprile, nel corso di una conferenza stampa, è stata presentata ufficialmente “Piazza in Comune”, un’iniziativa del Servizio di prossimità del Locarnese. Il progetto della Fondazione il Gabbiano è, in concreto, un "salotto urbano", pensato insieme alla Città. Un punto di riferimento dinamico destinato principalmente ai giovani tra i 12 e i 30 anni.
«È nato dall’analisi dei bisogni raccolti sul territorio ed è stato sostenuto dall’Innovation Booster di Innosuisse, con un premio di 20mila franchi, cifra che ci ha permesso di acquistare la struttura – ha spiegato Niso Reguzzi, responsabile, assieme a Loredana Guscetti, del Servizio di prossimità regionale –. Uno degli obiettivi era di colmare il vuoto di spazi dedicati ai giovani. Attraverso workshop, laboratori creativi e momenti di discussione, gli utenti hanno l’opportunità di riappropriarsi dello spazio pubblico in modo costruttivo e responsabile. Con “Piazza in Comune” passiamo da una logica di “erogazione di servizi” a quella di “presenza relazionale”. Largo Zorzi è diventato così un laboratorio a cielo aperto, dove la fiducia tra istituzioni e nuove generazioni si costruisce quotidianamente, attraverso il dialogo e la condivisione del luogo».
Gli educatori accolgono chi arriva e instaurano un dialogo dal quale nascono idee e proposte per animazioni socioculturali, che vengono poi realizzate. Tante le attività in calendario: giochi, musica, sport, videogiochi, fotografia e altre ancora, in un crescendo che si è sviluppato nel corso delle settimane. «C’è pure la parte educativa, con l'ascolto e l'accompagnamento dei giovani e con la collaborazione delle scuole o delle forze dell'ordine – ha proseguito Reguzzi –. Infine, fungiamo da “sportello” per chi ha necessità o problemi puntuali, ai quali cerchiamo di dare risposte».
«Tutte le attività – gli ha fatto eco Guscetti – vengono strutturate anche con le ragazze e i ragazzi». In generale la mancanza di spazi per la fascia d'età 12-30 anni è una questione nota, come pure la minor tolleranza sull'utilizzo del suolo pubblico. “Piazza comune”, dove si respira un'aria di positività e propositività, ha raccolto (e vinto) la sfida: «Stando al diario quotidiano delle frequenze, gli utenti finora sono stati in media 25 al giorno – ha segnalato l'educatore Alessandro Ligato –. L'idea di partenza era concentrarci su tematiche legate al benessere, inteso come creatività e attività sportive. Il nostro ruolo è stato quello di catalizzatori, raccogliendo idee e proposte, e quindi di incanalatori, con l'accompagnamento nelle fasi realizzative».
Il progetto rappresenta un utilizzo del suolo pubblico innovativo rispetto ai modelli tradizionali e si distingue per un approccio snello e informale. La struttura, in una posizione strategica, non ospita quello che può essere assimilato a uno sportello burocratico, ma va intesa come una presenza attiva degli educatori di prossimità. Sono loro a trasformare il prefabbricato blu, arredato come un salotto conviviale, in un punto di ascolto, orientamento e co-progettazione, intercettando i bisogni dei ragazzi nei loro luoghi naturali di ritrovo. «Idealmente al termine di questa prima fase, potremmo spostarci in altre zone della regione, lasciando libero Largo Zorzi per le altre esigenze già in programma nel corso della bella stagione – hanno concluso Reguzzi e Guscetti –. Ovviamente ci piacerebbe tornare qui in autunno o, al più tardi, l'anno venturo».
La municipale di Locarno Nancy Lunghi, a capo del dicastero della socialità, ha ricordato che il “salotto urbano” è un progetto regionale. Il Servizio di prossimità, infatti, lavora su 13 Comuni che, lo ricordiamo, in questo periodo stanno siglando il rinnovo della convenzione. «La “Piazza in Comune” – ha proseguito Lunghi – nasce dall’esigenza di spazi liberi, dove potersi esprimere. Uno dei vantaggi è la possibilità di essere itinerante quindi sarebbe interessante proseguire più avanti anche in un altro luogo».
La presenza di quello che non va visto come un semplice ufficio di cinque metri per cinque è nato anche per trovare un modo di generare un impatto positivo sul vicinato e sui commercianti, promuovendo una convivenza armoniosa e trasformando la via in un luogo più vissuto e accogliente per tutte le fasce d’età. Ciò che, nelle intenzioni dichiarate dai responsabili, potrebbe portare anche a degli incontri intergenerazionali, con il coinvolgimento di centri per la terza età. Intanto, tra i prossimi ospiti, segnaliamo la Città dei mestieri di Bellinzona e il Centro giovanile di Losone.