Locarnese

‘Maidan’, la serata non s'ha da fare. Niente Sala congressi per il documentario

Hanno avuto successo le proteste di alcuni ucraini residenti in Ticino contro la proiezione a Muralto di un film filo-russo sul conflitto

12 gennaio 2026
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Niente documentario sulla guerra russa in Ucraina al Palazzo dei congressi di Muralto. Lo ha deciso il Municipio dopo le polemiche portate avanti negli ultimi giorni specialmente da persone sedicenti ucraine residenti in Ticino (polemiche e richieste di annullamento che avevano lambito anche le redazioni di giornali e portali). A dare notizia del dietrofront del Comune è stato Tio.

Il documentario in questione è “Maidan: la strada verso la guerra”. Si tratta dell'interpretazione russa dell'invasione dell'Ucraina da parte dell'esercito di Putin. Non per niente il documentario è stato prodotto da RT, emanazione di Russia Today, organo informativo filo-governativo, sanzionato dall'Ue. La proiezione era prevista il 29 gennaio su iniziativa della sezione ticinese degli Amici della Costituzione e da HelvEthica Ticino, che si sono visti però revocare il permesso di organizzare l'evento quando l'Esecutivo di Muralto si è finalmente accorto che c'era qualcosa che non andava e ha così deciso di cambiare idea “per prevenire possibili tensioni o turbative dell'ordine pubblico”.

Per HelvEthica Ticino la proiezione si sarebbe inserita “in un contesto di dibattito pubblico e di confronto, con l'obiettivo di offrire uno spazio di riflessione su una lettura specifica degli eventi, senza la pretesa di rappresentare una verità unica o definitiva”. L'intenzione dell'associazione è quella di scrivere al Comune chiedendo spiegazioni sul diniego ritardato e anche un rimborso delle spese già sostenute in vista dell'evento.