Locarnese

‘Il governo intervenga a tutela della libertà di insegnamento’

Il Collegio docenti del Liceo di Locarno condanna ‘qualsiasi tentativo di censurare le opinioni e di ostacolare il mandato educativo’

(Keystone)
27 ottobre 2025
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“Come Collegio docenti condanniamo fermamente qualsiasi tentativo non solo di censurare l'opinione espressa liberamente da tanti consessi di colleghi di ogni ordine e grado, ma di ostacolare in modo miope il loro stesso mandato educativo”. È un passaggio importante della presa di posizione del Collegio docenti del Liceo cantonale di Locarno dopo che “da talune parti si è contestata la legittimità stessa e la pertinenza di tali iniziative da parte di gruppi di insegnanti”.

Il riferimento è naturalmente alle reazioni cui si è dovuto assistere in Ticino dopo che diversi Collegi docenti di scuole cantonale avevano voluto manifestare pubblicamente “la loro viva preoccupazione per la drammatica emergenza umanitaria innescata dal conflitto israelo-palestinese, rivolgendo nel contempo degli appelli all'azione della politica, oppure proponendo agli studenti liceali dei momenti di incontro e riflessione facoltativi per tematizzare in modo responsabile questi fatti di stringente attualità”. Fatti che, puntualizzano i docenti locarnesi, “anzitutto interrogano i nostri stessi giovani, che in modo sempre più diretto e sconcertante sono confrontati a immagini che leggono la dignità umana, tutelata dalla Costituzione federale (articolo 7)”.

La questione di merito, riflette il Collegio docenti, “ci interpella moralmente come educatori e come cittadini (non foss'altro che per l'ampiezza del dramma umano che vi si è consumato e che vi si consumerà)”. Ma il ragionamento va molto oltre, perché “prepotentemente si pone un altro problema di fondo”, che è quello – parole nostre – determinato da chi, come ad esempio la maggioranza del Municipio di Lugano dopo l'appello dei docenti di Viganello, non si unisce al coro di sdegno, ma si sente di cavillare su presunti squilibri nella condanna. Questo, sottolinea dunque il Collegio docenti del Liceo di Locarno, significa censurare le opinioni e ostacolare un preciso mandato educativo.

Infatti, si legge nella presa di posizione, “la scuola può e dev'essere un luogo di apprendimento, di crescita e di confronto critico. Manifestare apertamente una preoccupazione innanzitutto etica e civile, così come promuovere occasioni di dibattito e di riflessione, rientra pienamente non solo nei diritti, ma nei compiti della scuola e di riflesso dei docenti”.

Pertanto, “fatto salvo il sacrosanto principio della neutralità dell'insegnamento, non si tratta quindi né di propaganda, né di promozione di una determinata ‘ideologia’. Risulta semmai ideologico e pregiudiziale voler ridurre al silenzio le prese di posizione discusse e promosse democraticamente all'interno del Corpe docente, così come quelle iniziative formative che si propongono di stimolare l'esercizio di un pensiero autonomo e critico; di favorire ‘lo sviluppo armonico di persone in grado di assumere ruoli attivi e responsabili nella società’ (Legge della Scuola, articolo 2); e in definitiva di facilitare la (ri)scoperta di un autentico senso civico, rendendo ‘i giovani coscienti dei fondamenti delle istituzioni politiche e civili’ e educandoli ‘ai loro diritti e doveri di cittadini’ (Legge della Scuola, articolo 23a, approvato in votazione popolare il 24 settembre 2017). Tutto ciò conformemente al mandato che al Corpo·docente stesso è attribuito”.

In conclusione, i docenti del Liceo di Locarno comunicano di condividere “le reazioni di chi ha voluto difendere l’autonomia e l’assunzione di senso civico da parte dei Collegi docenti” e invitano “l’autorità politica, Consiglio di Stato in primis, a voler intervenire risolutamente contro gli attuali e possibili futuri attacchi all’istituzione Scuola, a tutela della libertà di insegnamento (Costituzione federale, articolo 20) e del ruolo educativo della Scuola stessa ‘al servizio della persona e della società’ (Legge della scuola, articolo 1)”.