Locarnese

La visione di Artioli: Locarno capitale ticinese del turismo

L’imprenditore sta per cambiare volto al Locarnese con due megaprogetti: il rilancio del Grand Hotel di Muralto e della zona ex Globus-botteghe Varenna

13 ottobre 2023
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«Se Lugano è la piazza finanziaria del Ticino e Bellinzona quella amministrativa, Locarno ha da sempre qualcosa in più dal punto di vista turistico e merita di essere valorizzata».

A parlare è Stefano Artioli, l’imprenditore che si appresta a rifare il look proprio alla città sul Verbano e ai suoi dintorni con due megaprogetti di rilancio e valorizzazione: quello del Grand Hotel di Muralto e quello della zona ex Globus e botteghe Varenna, sotto i portici locarnesi.

«Il primo è legato direttamente alla mia famiglia attraverso la Ghl Sa (società creata appositamente per gestire il Grand Hotel e della quale lo stesso Artioli figura come presidente, ndr), il secondo invece è un progetto del Gruppo Artisa – ha spiegato il fondatore di quest’ultima società, attiva nello sviluppo e nella gestione degli investimenti immobiliari (si pensi anche al piano di rilancio di San Bernardino), durante una serata organizzata dal Lions Club Locarno –. Si tratta di progetti che rispecchiano una fase ben precisa della mia carriera di imprenditore, nella quale voglio portare avanti uno sviluppo a 360 gradi, quindi valorizzando il territorio sia a livello turistico sia di immagine, attraverso nuovi contenuti (sviluppati anche recuperando aree in parte dismesse) che possano rappresentare un valore aggiunto per tutta una regione, in questo caso il Locarnese. Il discorso va infatti oltre il “semplice” rilancio del centro città e merita anche un’importante riflessione a livello cantonale, volta a far emergere Locarno quale principale polo turistico del Ticino».

‘Servono fatti concreti, ossia imprenditori che ci credono e che investono’

Bellinzonese di nascita, Artioli ha spiegato di essere molto affezionato al Locarnese, avendoci vissuto per anni… «Vedevo il Grand Hotel chiuso, abbandonato a sé stesso e mi chiedevo come mai, se non fosse possibile fare qualcosa e che margine ci fosse per intervenire. Nella mia testa ha quindi iniziato a frullare un’idea e quando ho capito che il margine c’era, ho acquistato la proprietà per riportarla ai fasti di un tempo. Il Grand Hotel è nato dai locarnesi tendenzialmente per far svernare gli svizzero-tedeschi, che con la loro carrozza (e in seguito in treno) scendevano a Locarno per il clima mite e mediterraneo. In questo senso, bisogna tornare a puntare sul periodo che va dall’autunno alla primavera, ma per farlo serve dinamismo imprenditoriale e non ci si può certo aspettare che arrivi dalla politica. Quest’ultima deve certo fare la sua parte, ma in primis servono fatti concreti, ossia imprenditori che ci credono e che investono».

Non (solo) una ristrutturazione, ma un vero e proprio restauro

La serata è stata anche l’occasione per fare il punto sui due progetti che rifaranno il look al Locarnese. Per quel che riguarda il Grand Hotel, i lavori sono iniziati lo scorso giugno… «Il progetto prosegue secondo i piani e i primi interventi hanno riguardato la parte nord dell’edificio, relativamente alla futura autorimessa – ci ha spiegato Niccolò Meroni, responsabile marketing e comunicazione della Ghl –. Un lavoro fin qui principalmente di preparazione, con grande attenzione all’aspetto della protezione dei beni storici e culturali da salvaguardare».

Sì, perché proprio gli elementi di valore quali ad esempio affreschi e decorazioni, ma anche l’edificio stesso – classificato quale oggetto di massima protezione nell’Inventario svizzero dei beni culturali d’importanza nazionale, nonché bene culturale di interesse cantonale – con le sue facciate e la sua architettura, rappresentano importanti testimonianze del passato e sono stati al centro dell’attenzione nella fase che ha portato dapprima all’acquisto della proprietà da parte di Artisa e in seguito al rilascio della licenza edilizia (lo scorso dicembre). Proprio sulla protezione di tali elementi e sull’applicazione dei Principi per la tutela dei monumenti storici, verteva l’opposizione presentata dalla Società ticinese per l’arte e la natura (Stan), che ha però fatto marcia indietro una volta ricevute le rassicurazioni del caso dai promotori (grazie anche alla mediazione del Municipio di Muralto, che ha agevolato il raggiungimento di un accordo tra le parti)… «Il lavoro di salvaguardia del bene culturale è complesso e importante, bisogna ad esempio smontare alcuni elementi e proteggerne altri. In questo senso va ricordato che non parliamo di una semplice ristrutturazione, ma anche di un restauro. In ogni caso devo dire che sta proseguendo tutto in maniera piuttosto spedita e nei prossimi mesi, tra la fine dell’autunno e l’inizio dell’inverno, si comincerà a lavorare sulla struttura».

Il progetto, lo ricordiamo, è curato dall’architetto Ivano Gianola di Mendrisio e prevede investimenti per circa 80 milioni di franchi, per far nascere un albergo a cinque stelle superior con 122 tra camere e suite. Non mancheranno una spa di circa 1’800 metri quadrati, un’area piscina e relax esterna di 800 metri quadrati (capace di accogliere fino a 600 persone), tre ristoranti con accesso diretto alla terrazza di 700 metri quadrati, una sala per 600 persone e un parco di 4’000 metri quadrati che verrà riqualificato (ma che rimarrà a uso esclusivo degli ospiti della struttura). Mantenuti, restaurati e valorizzati anche i saloni principali, tra i quali appunto la grande sala che ospitò la Conferenza di pace del 1925, nota come il Patto di Locarno.

Esattamente cento anni dopo – se tutto andrà come previsto i lavori dovrebbero terminare proprio per la fine del 2025 e l’albergo potrà riaprire nella primavera dell’anno seguente –, il Grand Hotel tornerà a splendere di luce propria.

Sotto i portici lavori al via tra fine 2023 e inizio 2024

Quanto al progetto ex Globus e botteghe Varenna (denominato Le Corti di Locarno), «siamo nel bel mezzo dell’iter preparatorio della fase di cantiere, i contenuti sono rimasti quelli presentati e i lavori, anche in questo caso della durata di circa 2 anni, dovrebbero iniziare tra fine 2023 e inizio 2024».

Attraverso una ristrutturazione generale, si mira a rivalorizzare tutta l’area, ad esempio creando un percorso che, attraverso un’ampia scala, porterà dai portici alla grande (e rinnovata) terrazza affacciata su Largo Zorzi, per poi proseguire fino al complesso di Santa Caterina, che nel prossimo futuro accoglierà la nuova sede del Museo cantonale di storia naturale. Tutti gli spazi al piano terra (sotto i portici) verranno ristrutturati e accoglieranno commerci, bar e ristoranti, mentre ai piani superiori verranno in parte inseriti contenuti residenziali di diverse tipologie e dimensioni, compreso un boutique hotel. Il tutto per un investimento che dovrebbe essere superiore agli 80 milioni indicati per il rilancio del Grand Hotel.

Se si aggiunge poi il progetto del Comune “La nouvelle belle époque” che, tra il 2025 e il 2035, dovrebbe ridisegnare lo spazio pubblico tra il Debarcadero e la Rotonda di Piazza Castello – una superficie di oltre 43mila metri quadrati che ha quale fulcro la Piazza Grande –, appare chiaro come Locarno e i suoi dintorni nei prossimi anni cambieranno decisamente pelle.

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