19.10.2022 - 16:41
Aggiornamento: 16:59

Caso La Palma: tragica fatalità o brutale assassinio

Nel processo d’appello l’accusa chiede di aumentare la pena a 19 anni e 6 mesi. La difesa insiste sulla buona fede dell’imputato

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Diciannove anni e 6 mesi di detenzione, più l’espulsione dalla Svizzera per 15 anni. Una pena quindi più severa rispetto a quella inflitta un anno fa dalle Criminali di Locarno (18 anni di detenzione e 12 anni di espulsione). È la richiesta dell’accusa, rappresentata dalla pp Petra Canonica Alexakis, nei confronti del 33enne germanico che il 9 aprile 2019, all’albergo Palma au Lac di Muralto, avrebbe ucciso per strangolamento una 22enne ereditiera inglese. La magistrata ha chiesto una condanna per assassinio, e non per omicidio intenzionale come ritenuto dalla prima Corte giudicante.

Dai banchi della difesa (avvocati Luisa Polli e Yasar Ravi) è invece giunto l’auspicio di una derubrica del reato a omicidio colposo e una conseguente massiccia riduzione della pena. Questo poiché l’asfissia che causò il decesso della giovane ci fu, ma fu causata da un gioco erotico finito male e non da un brutale strangolamento come asserito dalla pubblica accusa, secondo la quale l’imputato uccise la compagna poiché lei voleva andarsene, lasciandolo senza il becco di un quattrino.

La sentenza della Corte d’Appello presieduta dalla giudice Giovanna Roggero-Will è attesa nelle prossime settimane.

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