Locarnese

Locarno, incontro in mediateca

Il primo del nuovo ciclo dedicato all’inconoscibilità. Relatore: il filosofo Raffele Scolari

Il Centro professionale di Locarno
(Ti-Press)
3 ottobre 2022
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Mercoledì 5 ottobre, alle 17.30 si terrà il primo incontro del nuovo ciclo "Incontri in mediateca", dedicato al tema dell’inconoscibilità. Tutti gli incontri sono aperti al pubblico e hanno luogo nella mediateca del Centro professionale Locarno, via alla Morettina 3. Relatore del primo incontro sarà il filosofo Raffaele Scolari.

Descrizione del ciclo

"Inconoscibile", "imponderabile", "ignoto", "indeterminabile", "soprannaturale" designano, con altri termini contigui, ciò che non conosciamo, che non possiamo conoscere, che rimane avvolto nel mistero, che forse l’uomo non potrà mai conoscere. Ma non è necessario elevarsi ad altezze metafisiche, anche nella vita quotidiana ci troviamo confrontati con ciò che non sappiamo, che oggi non possiamo sapere e che forse non sapremo mai. L’inconoscibile è intessuto nella trama del conoscibile, è la sua ombra ineliminabile o solo parzialmente ineliminabile; pragmaticamente è un che con cui dobbiamo necessariamente fare i conti.

Nel ciclo di quest’anno degli Incontri in mediateca il tema, come di consueto, verrà affrontato da molteplici prospettive disciplinari, con l’obiettivo di mettere a fuoco alcune delle tante strategie messe in campo nei vari ambiti della vita in società per fare fronte a, o semplicemente per convivere con, i buchi neri della ragione.

Inconoscibilità, la prima conferenza

Un’importante asserzione dell’inconoscibilità è quella di Immanuel Kant del "noumeno" o "cosa in sé". Com’è la realtà in sé, ossia senza il nostro apporto interpretativo? Com’è il nostro mondo visto da un extraterrestre? Sono domande ingenue, che tuttavia non cessano di riproporsi, oggi come in passato, con la differenza che ai nostri giorni si inquadrano nella prospettiva di una possibile fine materiale del mondo, di un possibile futuro della Terra senza uomini. Sarà senz’altro vero che l’affermazione dell’in-sé inattingibile è una necessità della ragion pratica, cioè che per pensare e conoscere il mondo dobbiamo postulare l’esistenza della realtà a prescindere dalla nostra presenza, nondimeno l’ignoto è come un tarlo che ci accompagna nel nostro vivere di tutti i giorni così come in ogni nostro viaggio o impresa di scoperta. Non possiamo mai sapere esattamente come vede il mondo il nostro vicino, cioè stare nella sua testa, così come non è determinabile, nel famoso esperimento mentale di Schrödinger, se il gatto nella scatola sia vivo o morto. L’inconoscibile ha molti volti, e non ci aiuta molto dire che l’ignoto sta in un rapporto dialettico, di reciproca implicazione, con il noto. In talune opere di fantascienza si narra d’incontri con entità incomprensibili, di cui l’uomo nemmeno riesce a capire se lo guardano oppure se lo ignorano completamente, tal che ogni progetto di scoperta e conoscenza fallisce miseramente.

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