16.08.2022 - 10:30
Aggiornamento: 18:07

Mosogno, spenti gli ultimi roghi nel perimetro bruciato

Sotto osservazione l’incendio boschivo ai piedi del Pizzo della Croce. Proseguiti i lanci d’acqua con l’elicottero per scongiurare rischi

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Impedire alle fiamme di raggiungere e oltrepassare il versante del Pizzo della Croce, a 1’850 m di quota. È questo, stando a quanto ci ha riferito il comandante del Corpo pompieri Onsernone, Paolo Fornera, l’obiettivo dei pompieri impegnati nella lotta al rogo che da ieri a mezzogiorno interessa un pendio boschivo impervio in zona cima di Naidin, in territorio di Mosogno. Fiamme, lo ricordiamo, sprigionatesi a seguito di un fulmine abbattutosi nella zona giovedì scorso. L’area interessata dal sinistro è particolarmente pericolosa e addentrarsi tra quelle pareti rocciose ha richiesto molta prudenza ai militi (tre del Corpo pompieri di montagna della Melezza, coordinati dal comandante dei Pompieri dell’Onsernone, dai forestali e dall’ufficiale dei Civici pompieri di Locarno). Grazie all’elicottero sono stati trasportati in quota una vasca antincendio da mille litri e il modulo ad alta pressione utile per la lotta diretta alle fiamme e per combattere il fuoco di sottosuolo. Gli uomini hanno concluso il loro lavoro di bonifica attorno alle 17.30. La speranza è che le annunciate precipitazioni poi facciano il resto, scongiurando definitivamente il rischio di un’improvvisa ripresa.

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