01.08.2022 - 21:27

‘Viva la Svizzera, Paese di pace e di opportunità’

Il commovente discorso per la Festa nazionale tenuto a Locarno dall’ex giocatore del Fc Lugano, Mijat Maric

a cura di Red.Locarno
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Maric, campione sul campo e anche fuori

La parabola da bambino spaurito il primo giorno di scuola a sportivo professionista, campione svizzero, padre di famiglia e poliglotta. È un bellissimo discorso, quello pronunciato da Mijat Maric, ex calciatore del Fc Lugano, immigrato dalla Bosnia una trentina di anni fa in Svizzera. Invitato per la Festa nazionale dalla Città di Locarno, si è, e ha emozionato con parole intrise di fragilità, ma anche di forza e speranza. Maric è partito da San Nazzaro, dall’arrivo alle Elementari: «Avevo paura, un’angoscia immensa. Non sapevo una parola di italiano, non capivo quello che mi diceva il maestro». Poi, a ricreazione, una palla. E tutto ha iniziato a cambiare forma, per assumere, negli anni, quella della responsabilità e del successo.

Maric ha parlato di sè e della sua Svizzera: «Non so voi, ma io quando penso alla Svizzera prima di tutto penso alla pace, all’indipendenza, alla solidarietà, all’accoglienza, al rispetto dell’altro anche se diverso, alla cultura, alla tradizione che sa innovarsi, alla natura… e soprattutto all’opportunità. Tutte queste qualità fanno della Svizzera un Paese straordinario». In un Ticino «ipercritico», ha riflettuto, «occorre anche guardare la realtà con lucidità, e ammettere che vivere in Svizzera è una fortuna. Nati, o accolti e adottati, cambia poco. Dobbiamo essere consapevoli e grati della qualità di vita che abbiamo». Essere a casa in momenti difficili come quelli che stiamo attraversando con pandemia e guerra deve spingerci a essere vicini ai giovani, guidandoli e accompagnandoli, «proprio come ha fatto la Svizzera per me più di 30 anni fa»: un Paese capace di trovare «unità nella diversità» e dimostrare che «ce la si può fare, anche se si viene da lontano, anche se si è una minoranza linguistica e culturale come è il Ticino». Evocando «fratellanza, coraggio e audacia», Maric ha concluso con un «viva la Svizzera e buon compleanno, cara Elvezia».

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