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03.07.2022 - 19:55
Aggiornamento: 04.07.2022 - 08:04

Mortale di Broglio, ‘Daniele amava la valle e la sua libertà’ 

Il 20enne è deceduto nell’incidente stradale avvenuto stanotte. Nato al ‘piano’ ma col cuore fra le montagne. Il ricordo di parenti e amici.  

C’è chi nasce in città ma fra le braccia di questa giungla di cemento, più che al sicuro, si sente in trappola. E poi c’è ancora chi, in una realtà che vuole onde di giovani confluire dalle zone montane agli agglomerati urbani, preferisce fare il giro inverso, come un salmone testardo che invece di seguire corrente decide di risalirla. Daniele Spenillo era fatto proprio così.

Vent’anni compiuti da appena un mese e con una formazione di addetto alla logistica in tasca, era originario di Menzonio da parte di madre, ma era cresciuto e aveva frequentato le scuole Tenero. Spesso saliva in valle durante il weekend o per le vacanze estive. Un po’ per far compagnia alla nonna che viveva in paese, oggi frazione di Lavizzara. Un po’ per respirare a pieni polmoni la libertà e la tranquillità della montagna. Ed è proprio fra le curve di una strada d’alta valle che Daniele ha perso la vita. Stamattina, a Broglio, poco dopo le tre. A bordo della sua macchina - tanto desiderata - insieme a due amici, più piccoli, rimasti quasi illesi dallo schianto. I tre erano di ritorno da Peccia, dove, durante il pomeriggio si era disputato il torneo di calcio a cui avevano assistito.

M: come montagna, Menzonio e motori

«Amava la montagna, la sua Menzonio e i motori -, Scelgono di presentarlo così i genitori - Era un ragazzo semplice, ma dal cuore grande. Sempre pronto a dar una mano a un amico in difficoltà. Sempre pronto a rendersi utile per la comunità. Infatti era attivo in vari gruppi: nella ProMenzonio e nei Giovani di Menzonio».

E poi c’era la passione per i motori: auto, moto, motorini. «Erano la sua più grande passione. Finite le scuole dell’obbligo gli sarebbe piaciuto fare il meccanico, ma non aveva trovato un posto d’apprendistato. Così aveva deciso di provare come addetto alla logistica, ed era stato preso dalle Ffs. Diplomatosi, era poi stato assunto dalla Posta. Aveva così tanti sogni e progetti, ma ora è finito tutto».

Mille passioni all’officina da ‘Speni’

«Nonostante sia cresciuto sul "piano", l’ho sempre visto come una persona profondamente innamorata della montagna, della comunità rurale e del paese. Lo vedevo andare in motorino, tagliare legna, dedicarsi al giardino. Tutte cose tipiche di un "adolescente di valle". Credo che le ragioni siano da ricercare in un naturale attaccamento verso le sue origini "vallerane" e nella sua semplicità come persona», afferma Matteo, cugino di secondo grado del ragazzo e fondatore, insieme allo stesso Daniele, del ‘Gruppo giovani Menzonio’, spontaneamente creato durante la prima ondata del Coronavirus per offrire alle persone opportunità di svago in tempo di restrizioni.

«Gli piaceva molto divertirsi e stare genuinamente con gli amici. Una persona semplice nella sua accezione positiva. Aveva svariati interessi: occuparsi dei terreni dei suoi avi per tenerli puliti con la motosega e i vari mezzi, ed era un esperto del motorino, del ricambio e di tutto ciò che riguardava la meccanica. Utilizzava persino il vecchio capanno del papà, che si trova all’entrata del paese, come officina dove invitava noi cugini e gli amici a stare insieme in compagnia. Questa l’aveva persino chiamata "officina da Speni"», continua Matteo.

Un carattere in grado di far rete fra i giovani

Grazie a questa sua particolare attitudine, Daniele riusciva a creare una rete d’unione tra i giovani del paese che avevano i suoi stessi interessi. Anche per questo motivo era una presenza non indifferente nella comunità, come ci conferma lo stesso Matteo: «Raramente al giorno d’oggi capita che un giovane sia così tanto appassionato nel far rivivere la Comunità di montagna e anche per questo motivo era apprezzato e benvoluto da giovani e adulti».

E questo suo impegno lo si vedeva anche molto nelle attività del gruppo Giovani… «Non c’erano dei ruoli ben definiti, ognuno portava il suo contributo a seconda della sua esperienza. Lui era esperto sulla parte organizzativa e pratica, essendo formato come operatore in logistica si occupava tanto di coordinare lo spostamento e la disposizione dei materiali necessari, i tavoli, la pulizia e il riordino finale. Ma c’è anche di più perché credo che molti giovani partecipassero ai nostri eventi anche grazie al fatto che conoscevano più lui che me. Essendo io più vicino ai 30 era lui ad attrarre la fascia "giovane"».

L’incidente

La Vallemaggia dice addio a un altro giovane. Dopo l’incidente che una settimana fa era costato la vita a un 19enne di Maggia, stanotte, poco prima delle 3.20, a Broglio vi è infatti stato un nuovo incidente della circolazione stradale con esito letale.

I tre, come detto, erano di ritorno in vallata dopo una giornata passata a Peccia, per assistere all’annuale torneo di calcio. La vettura stava circolando in direzione Locarno quando, per motivi che l’inchiesta dovrà stabilire, superato l’abitato di Prato-Sornico, nell’effettuare una curva a destra è uscita di strada. L’automobile è poi andata a cozzare contro un palo di cemento, terminando la sua corsa.

Sul posto sono intervenuti agenti della Polizia cantonale, i soccorritori del Salva e della Rega e i pompieri di Locarno, che hanno estratto dalle lamiere i tre giovani e, nel caso del conducente, Daniele, è stato reso necessario l’ausilio di una pinza idraulica. Per il ventenne non c’è stato nulla da fare, è morto sul posto. Per quanto concerne invece i due amici, di 15 e 18 anni entrambi residenti nella regione, stando a una prima valutazione medica, hanno riportato ferite leggere: un braccio rotto per il primo e tagli alla testa ed escoriazioni per il secondo.

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