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29.06.2022 - 19:54
Aggiornamento: 20:45

Calcio, musica latina e tanti sogni in tasca. Questo era Raùl

Il 19enne, coinvolto in un incidente in moto insieme a un amico sabato scorso a Maggia, è morto martedì sera. Il ricordo di chi gli ha voluto bene.

«Sapevamo che era ben voluto da tutta la comunità e che aveva molti amici, ma ci ha davvero colpito il profondo amore nei suoi confronti testimoniato in questi giorni, con tanti messaggi di supporto sui social e la presenza di tanti amici. Questi ultimi sono venuti a trovarlo al Civico, gli e ci sono rimasti vicini giorno e notte, creando dei veri e propri bivacchi fuori dall’ospedale. D’altronde non si poteva non volergli bene. Raùl era così: socievole e sempre pronto ad aiutare chi gli stava accanto».

Decidono di partire da qui i parenti nel tracciare il ricordo di un ragazzo che aveva deciso di abbracciare – e talvolta anche affrontare – la vita col sorriso. Un giovane che, nel pomeriggio di un sabato afoso, si era messo in sella alla sua moto insieme a un amico per andare a incontrare altri conoscenti a Locarno. Ma a destinazione non sono mai arrivati, perché il destino ha deciso, in maniera tanto crudele quanto beffarda, di far terminare la loro corsa a pochi metri dalla casa di Raùl e di spezzare la sua vita.

Maggese di adozione ma con il Nicaragua nel cuore

Raùl, classe 2003, aveva compiuto a marzo 19 anni e viveva insieme alla sua famiglia – mamma, papà (adottivo) e i due fratelli più piccoli – a Maggia, ma il suo cuore, come confermato anche dalla famiglia, era rimasto a Managua, capitale del Nicaragua e città natale del ragazzo... «Si è trasferito qui nel 2015, quando è arrivato in Svizzera con la sua mamma e i fratellini – ci raccontano ancora i parenti –. Si è subito integrato benissimo. Un po’ grazie alla scuola, doveva aveva trovato fin da subito una buon clima e tanti compagni che poi sono diventati suoi amici. Un po’ anche grazie al calcio, la sua più grande passione. E poi c’era la musica latina, l’adorava. La sua vicinanza con la cultura latina la esprimeva così, ascoltando suoni e ritmi che gli ricordavano il suo Paese».

Come detto la sua più grande passione era il calcio. Quello giocato, visto che militava nell’Ac Vallemaggia, con la maglia numero 10 e di cui era pure capocannoniere. Chissà se quando indossava la maglia blu e rossa si rivedeva nei suoi idoli del Barcellona che guardava preso alla televisione... «Terminato l’apprendistato aveva intenzione di continuare gli studi. Voleva imparare le lingue. Aveva tanti progetti per il futuro, ma purtroppo il destino ha interrotto tutto di colpo».

Amato anche sul posto di lavoro

Anche chi lo ha conosciuto sul posto di lavoro, ha bene presente quando il ragazzo fosse attaccato alla musica. Ce lo raccontano i "Tolatt" della Lattoneria Siegrist di Maggia, dove Raùl aveva svolto l’apprendistato... «Ogni volta in cantiere ci faceva impazzire perché "pomapava" dalle sue casse soltanto musica reggaeton e noi gli pregavamo di spegnere. Ora ascolteremo solo e soltanto quella ripensando a lui e a tutti i bei momenti vissuti assieme».

Come quando trovava sempre il modo per strappare un sorriso... «Lo richiamavamo per via dei suoi ritardi al lavoro – racconta un ex collega –. Gli avevamo chiesto di arrivare un po’ prima, per poter istruire gli altri apprendisti su cosa dovessero fare. Il giorno dopo passano i minuti e non si vede. Lo aspettavamo all’entrata. Poi arriva, scende dalla moto, si toglie il casco, sorride e dice: "Sono le 7.28 non le 7.30, sono puntale". Scoppiammo a ridere, perché questo era: gioia e risate assicurate».

Un’amicizia tatuata e quel ‘presidio’ in ospedale

«Ci siamo conosciuti sette anni fa, alle Medie. All’inizio non andavamo molto d’accordo ma poi abbiamo legato un sacco. Era come un fratello per me, facevamo tutto insieme», racconta E. La voce gentile, amorevole nel rivivere i momenti passati. Belli e tanti, come ci dice e come testimoniano le foto presenti sui social che li ritraggono insieme. Alla partita di calcio dove lui giocava e lei era sul prato a fare il tifo. Alle feste coi parenti. Lei con in braccio il fratellino piccolo di lui. Alle serate trascorse fuori, sul lungolago di Locarno. Al diciannovesimo compleanno di Raùl, festeggiato a marzo.

E. è una delle tante ragazze e ragazzi rimasti accanto all’amico in ospedale... «Andavo tutti i giorni a trovarlo. Durante le mie pause pranzo, o alla sera dopo il lavoro. Quando ho saputo che se ne sarebbe andato, sono rimasta fino alla fine – racconta con commozione la giovane –. Lo porterò sempre con me. Dentro al mio cuore, ma anche sulla mia pelle. Non molto tempo fa io e lui ci siamo fatti un tatuaggio simile, per suggellare la nostra amicizia e fratellanza. Non lo dimenticherò mai».

Si cercano testimoni dell’incidente

Il ragazzo, lo ricordiamo, sabato scorso stava guidando la sua moto con a bordo un altro 19enne della regione, attualmente ricoverato all’Ospedale la Carità di Locarno, le cui condizioni non sarebbero così gravi da metterne in pericolo la vita. I due stavano percorrendo la strada cantonale in direzione di Locarno quando il loro mezzo, poco prima delle 15, si è scontrato con un’auto guidata da una 21enne pure lei della zona. Stando a una prima ricostruzione, la conducente del veicolo stava viaggiando in direzione di Cevio quando, effettuando una manovra per svoltare a sinistra all’altezza di via Al Croséll, si è scontrata con la moto.

La Polizia per cercare di far luce su quanto accaduto sta cercando testimoni. Chiunque avesse assistito all’incidente o prestato i primi soccorsi è pregato di telefonare alla Centrale comune d’allarme (0848 25 55 55).

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