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19.05.2022 - 17:09
Aggiornamento: 17:40

‘Spazio Elle, Locarno rinnovi il contratto d’affitto’

Tredici consiglieri comunali mettono le mani avanti e chiedono al Municipio anche la valutazione di un eventuale acquisto del comparto

Fra due anni scadrà il contratto d’affitto che la Città di Locarno ha stipulato con il proprietario privato della Villa Igea. Uno stabile gestito da Spazio Elle, che mette a disposizione di numerose associazioni i vari locali. Molte le attività culturali e ricreative, aperte a tutta la popolazione, che sono state promosse a partire dal 2017. Ma dall’aprile del 2024, quando scadrà il contratto, cosa accadrà?

È la premessa dell’interrogazione che è stata inoltrata nei giorni scorsi al Municipio. Prima firmataria è Sheila Mileto, consigliera comunale dei Verdi; con lei hanno sottoscritto il documento dodici suoi colleghi di diversi schieramenti (oltre a Verdi e indipendenti, Per Locarno-Ppd, Sinistra Unita e Plr). Una trasversalità che conferma l’importanza di quello che sempre più è diventato un punto di riferimento culturale a livello regionale e cantonale. "Il successo è tale – si legge nell’interrogazione – che spesso gli spazi non riescono a soddisfare tutte le richieste".

Il 30 aprile 2024 terminerà il contratto di locazione: "Il Municipio ha già predisposto cosa fare dopo la scadenza dello stesso presso il relativo comparto denominato Villa Igea? Pensa di prolungare il contratto? Eventualmente per quanto tempo? In caso contrario, quali alternative ha a disposizione il Municipio per non lasciar cadere tutto il lavoro che è stato fatto finora per/con/dalle associazioni?". E questo sono le prime domande al Municipio.

‘Già valutato l’acquisto?’

Gli interroganti vanno oltre, suggerendo senza giri di parole l’acquisto del comparto: "Dal momento che Villa Igea è protetta solo dal lato della Fontana Pedrazzini, se il proprietario non intendesse più affittare la parte di stabile non protetta, cosa intende fare il Municipio? Ha già valutato l’opzione di acquisizione del comparto Villa Igea e della Casa d’Italia?".

Quest’ultima ha un suo interesse storico, poiché costruita dagli emigranti con soldi e sacrifici. La stessa comprendeva un ristorante, uno-due appartamenti e una sala teatro con palco. "Nonostante la Casa d’Italia non sia protetta dal punto di vista dei beni culturali, riveste un importante peso per quanto riguarda la storicità ed è testimonianza dei numerosi sforzi fatti da molti italiani, che hanno voluto lasciare alla nostra città un importante spazio di scambio, cultura e intergenerazionalità, nonché contributo a favore delle generazioni future. Edificio purtroppo abbandonato ormai da diversi (troppi) anni".

"Nel caso in cui la Città volesse acquistarla, sono già state intavolate delle trattative con il proprietario?", chiedono Mileto e i suoi colleghi.

Un terzo edificio del comparto è quello che ha ospitato per decenni il viceconsolato d’Italia. Anche per questo stabile, l’interrogazione chiede al Municipio se esiste l’intenzione di comperarlo e se sono state avviate trattative.
"I locali dello Spazio Elle non soddisfano sempre le numerose richieste delle associazioni, che pare fatichino a trovare spazi altrove. Sappiamo anche che anni fa era stata fatta una ricerca, dal municipale Davide Giovannacci, sugli spazi liberi sul territorio comunale da poter mettere a disposizione di associazioni e gruppi, spesso alla ricerca di luoghi in cui appunto potersi trovare per fare riunioni, prove di canto, teatro o altro. La situazione è sempre la stessa o ci sono novità? Il Municipio reputa sufficienti gli spazi aggregativi presenti sul territorio cittadino?".

Infine: "A quanto ci risulta, sono davvero numerose le realtà che cercano spazi in tal senso, accessibili a un prezzo simbolico e che potrebbero portare valore aggiunto al nostro territorio. Intende il Municipio favorire queste realtà? Quanti sono gli stabili, già di proprietà del Comune, attualmente non utilizzati o chiusi e che progetti ci sono per gli stessi? Sarebbero prevedibili delle collaborazioni tra Municipio e privati, che hanno spesso stabili vuoti e inutilizzati o abbandonati da anni?".

Nel 2015 la battaglia della Città

La risposta del Municipio non è ancora pronta, ma va sottolineato che lo stesso ha sempre creduto nella necessità di "dotarsi di una sede interessante e ubicata centralmente per tutta una serie di attività culturali e sociali che rappresentano senza alcun dubbio un valore aggiunto nel contesto urbano". Questo è quanto si poteva leggere nel messaggio del 2016 per la proposta di un contratto d’affitto di Villa Igea. A quel momento il Municipio proponeva una locazione di 10 anni, rinnovabile per altri 10, così da dare un tetto sicuro e per lungo tempo alle associazioni che facevano capo alle ex scuole, oggi Palacinema. Ma era stato il Consiglio comunale di allora a ridurre il periodo d’affitto.

Va inoltre ricordato che nel 2015 Palazzo Marcacci aveva chiesto la sospensione della procedura d’asta avviata dallo Stato italiano per la vendita del comparto, chiedendo una trattativa privata per acquistare i 2’500 metri di terreno e i tre edifici. Ma la proposta non era stata accettata.

Insomma, la Città negli anni ha dimostrato senza ombra di dubbio attaccamento a questo progetto e sembra logico pensare che nella risposta all’interrogazione dei 13 consiglieri comunali confermerà le sue intenzioni.

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