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laR
 
12.05.2022 - 08:30
Aggiornamento: 16:24

La bonifica del comparto Riveo-Visletto presenta il conto

Maggia, al legislativo un credito da 723mila franchi a copertura delle spese necessarie alla sistemazione del fondo, in ottica riqualifica del comparto

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Riqualifica comparto Riveo-Visletto, arriva la nota. Quella, cioè, dei costi del risanamento del comparto ex Bionda Graniti SA attraverso un vasto intervento di bonifica e rinaturalizzazione. Un impegno non indifferente anche dal punto di vista finanziario, quello del quale si sono fatti carico il Comune di Maggia e quello di Cevio, spalleggiati dai Patriziati di Linescio-Cevio e di Someo, proprietari dei fondi della zona artigianale in questione. Un progetto che va avanti da qualche tempo e che ne richiederà molto altro ancora.

La ‘sorpresa’ nel terreno

Il piano d’intervento, per il quale il Municipio di Maggia chiede un credito di 723mila franchi al legislativo, prevedeva innanzitutto la demolizione di quegli stabili della ditta Graniti Bionda SA (e Cavalli Valentino SA) che occupavano l’area del nuovo argine, di proprietà del demanio cantonale. Durante i lavori di abbattimento degli edifici, era venuta alla luce la presenza d’importanti quantitativi di materiale inquinato (depositi di limo, vasche di decantazione, scarti edili, idrocarburi), smaltiti in seguito in discariche autorizzate. Così da evitare potenziali pericoli alla falda acquifera sottostante. L’operazione di pulizia è stata svolta sotto l’occhio vigile della Sezione protezione dell’aria, dell’acqua e del suolo.

Impossibile l’attuazione del principio ‘chi inquina paga’?

Ente capofila dell’operazione di riqualifica, Maggia si era preso a carico i costi. L’indagine ambientale che aveva fatto seguito aveva tuttavia evidenziato la necessità di ulteriori interventi, per circa 500mila franchi. Maggia a quel punto aveva chiamato alla cassa il Cantone, disposto a coprire i 2/3 della spesa. Quest’ultimo aveva fatto altrettanto con Cevio, cointeressato dal progetto naturalistico fluviale. Anche gli ex occupanti del fondo, vale a dire i vertici dell’impresa fallita circa due anni fa, erano stati coinvolti (come richiesto dal gruppo Lega-Udc-Indipendenti in una specifica interrogazione). L’Amministrazione addirittura nel 2020 era ricorsa a una denuncia al Ministero pubblico per verificare l’eventuale responsabilità penale degli ex amministratori della fallita ditta.

Evitare ulteriori perdite di tempo

Giunto a questo punto dell’operazione, conscio dell’importanza prioritaria di questo progetto, l’esecutivo di Maggia allo scopo di non rallentare l’iter, si appresta dunque a chiedere un credito a copertura dell’integrità dei costi risultanti per il risanamento. Particolare di non poco conto, durante i lavori sarà necessario spostare qualcosa come 40mila metri cubi di scarti della lavorazione della pietra dall’alveo del fiume, zona golenale d’importanza nazionale, dove sono oggi abusivamente depositati. Operazione indispensabile per poter sbloccare il cantiere, fermo ormai da più di un anno. In ogni caso non andranno a finire in discariche autorizzate perché, a livello di costi, sarebbe una spesa insostenibile per gli enti coinvolti.
Ricordiamo che nel novembre del 2014, i legislativi di Maggia e Cevio avevano concesso un credito di 5,19 milioni per il progetto di arginatura e di valorizzazione ambientale, dove però non era contemplato alcun importo per sanificare eventuali fondi inquinati. Importo che, a sto punto, dovrà essere aggiornato.

Faggete Unesco, contributo

Dall’area golenale ai monti, ma sempre in tema ambientale, per segnalare che al legislativo è chiesto un credito di 50mila franchi quale contributo a favore di progetti prioritari da eseguire nelle vallate di Lodano, Busai e Soladino. Questi boschi di faggi primari, come noto, sono stati inseriti nella lista del Patrimonio mondiale dell’Unesco lo scorso anno. Il gruppo strategico creato per gestirli (col supporto del Cantone) ha nel frattempo allestito una serie d’interventi mirati da realizzarsi nei prossimi tre anni. Opere che potranno contare sul sussidio dell’Ufficio federale dell’ambiente di Berna, dal Cantone, dall’Ers e dall’Otlmv. Data la valenza promozionale dell’iniziativa, che avrà ricadute sicuramente anche in termini turistici e accademici, l’esecutivo di Maggia ritiene "dovuto" un contributo finanziario.

La seduta di Consiglio comunale è in programma l’8 giugno.

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