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L’ingresso della villa
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09.05.2022 - 19:08
Aggiornamento: 19:28

Brione s./Minusio, ‘congelata’ la villa di un oligarca russo

La proprietà sotto sequestro è intestata ad Andrei Klishas, senatore vicino al presidente Vladimir Putin

Una lussuosa villa con piscina interna, giardino curato e vista lago. In apparenza il classico "buen retiro" di una persona facoltosa alla ricerca di tranquillità e clima mediterraneo. La proprietà, poco oltre l’imbocco della via Val Resa a Brione sopra Minusio, in verità appartiene ad Andrei Klishas, un senatore russo vicino al presidente Vladimir Putin e membro del suo stesso partito, Russia Unita. Lo scorso 4 marzo – come anticipato dalla Rsi – è stata bloccata dalle autorità cantonali, nell’ambito delle sanzioni che, da quando è scoppiata la guerra in Ucraina, colpiscono le personalità vicine al regime russo.

Nella tranquillità della località collinare nessuno – a quanto pare – si è mai imbattuto in Klishas. «Non posso dire niente. Non perché non voglia, ma perché qui in paese non lo abbiamo mai visto, né conosciuto», dichiara a laRegione il sindaco Franco Gandin. «Sapevamo che il proprietario era un russo, ma non lo abbiamo mai incontrato».

Il nome del senatore russo Andrei Klishas, politico e avvocato, è stato inserito nella lista delle persone oggetto di sanzioni. Una lista che la Svizzera ha adottato seguendo quanto deciso dall’Unione europea.

Acquistata nel 2008, la dimora collinare è stata realizzata su un sedime di circa mille metri quadrati. Dispone di due piani abitativi, garage e piscina. Il blocco risale allo scorso 4 marzo, quando la Confederazione ha allargato le misure contro la Russia congelando gli averi di persone vicine a Putin. La lista dell’Ufficio federale di statistica contiene un migliaio di nomi. In totale, finora, sono stati bloccati 11 immobili in quattro cantoni.

Klishas, nato il 9 novembre 1972 a Sverdlovsk, è il plenipotenziario del Consiglio della federazione presso la Corte costituzionale russa e l’Ufficio del procuratore generale. È pure direttore del Dipartimento di teoria dello Stato e diritto dell’istituto di giurisprudenza dell’Università Rudn.

Come risulta da Wikipedia, è stato presidente del Consiglio di amministrazione di Mmc Norilsk Nickel. Nel dicembre 2011 si è candidato alla Duma di Stato per Russia Unita, senza riuscire a ottenere un seggio. Nel marzo 2012, è stato eletto nel Consiglio dei deputati della città di Norilsk. Il 19 marzo 2012 è stato nominato senatore di Krasnoyarsk Krai.

Fin dal suo ingresso in politica è stato vicino alle posizioni del Cremlino e già nel 2014 era finito nella lista delle sanzioni della Segreteria di Stato dell’economia (Seco) per aver appoggiato l’annessione della Crimea. Già allora la villa era stata ‘congelata’. Klishas – sempre stando alla Rsi – ha avuto un ruolo importante nella riforma costituzionale del 2020 che assicura a Putin la possibilità di restare al potere, ma è conosciuto anche per le sue proposte che mirano a limitare la libertà di espressione in rete. Attivo sul social Telegram, prende quasi quotidianamente posizioni circa quella che definisce "operazione militare speciale" in Ucraina. Negli scorsi giorni ha dichiarato che "senza denazificazione, l’Ucraina non ha e non dovrebbe avere un futuro come Stato sovrano", mentre a proposito delle sanzioni ha affermato che le azioni degli Stati occidentali "non rimarranno senza misure di ritorsione".

Il blocco della villa era emerso dalle dichiarazioni del direttore del Dipartimento delle istituzioni, Norman Gobbi, quando, nella seduta del 12 aprile del Gran Consiglio, ha risposto a un’interpellanza del capogruppo socialista Ivo Durisch. La proprietà non può essere venduta e Klishas non la potrà neppure usare per le vacanze, visto che per lui vige un divieto di entrata in Svizzera.

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