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30.03.2022 - 09:52
Aggiornamento: 17:33

Cerentino, tre lupi aggrediscono ovini in una stalla

Stamane alle 7 i predatori sono penetrati all’interno dell’area recintata dove erano rinchiuse le pecore. L’intervento dell’allevatore li ha messi in fuga

Attacco di lupi ai danni di un allevamento di ovini a Cerentino, in Valle Rovana, stamane all’alba. Dalle prime informazioni raccolte, attorno alle 7, ben tre esemplari del predatore sono penetrati all’interno della recinzione dov’era custodito il bestiame e hanno aggredito, uccidendola, una pecora, ferendo tre agnellini (poi soppressi perché incurabili). Allarmato dal trambusto, il proprietario si è subito precipitato nella stalla e a quel punto i lupi (di grosse dimensioni) sono fuggiti, disperdendosi nel bosco in direzione del fondovalle. La presenza di più esemplari del predatore (si parla di un numero che varia tra 3 e 5) in alta Valle di Campo e in Rovana è accertata da più avvistamenti avvenuti nelle ultime settimane. «Proprio di questi tempi, con il bestiame che lascia le stalle dopo avervi trascorso l’inverno, la preoccupazione tra gli allevatori cresce» conferma Germano Mattei, copresidente Associazione svizzera per un territorio libero dai grandi predatori, che da anni chiede una gestione rigida della problematica. «Purtroppo anche il sistema di allarme via sms destinato agli allevatori di bestiame pare non abbia funzionato. Poche ore dopo l’attacco, infatti, alcuni di loro non erano a conoscenza dell’accaduto».

La testimonianza dell’allevatore: ‘Il bestiame terrorizzato all’interno del recinto’

«Alle 4.30, quando mi sono svegliato, ho dato un’occhiata al bestiame, raggruppato qui sotto casa. Le pecore riposavano tranquille fuori dalla stalla, a pochi metri dalla mia abitazione. Sono tornato a letto e, alle 7, quando mi sono nuovamente affacciato alla finestra, ho visto che il bestiame non era più raggruppato allo stesso punto, ma che correva spaventato all’interno del recinto. Sono sceso e ho scorto i tre lupi. Due si sono dati alla fuga scavalcando la recinzione e fuggendo verso il fondovalle; un terzo, che non li ha seguiti, ha invece risalito il prato ed è balzato fuori dal recinto, che in quel punto è delimitato da un muro in sasso. Poi ho scorto una pecora morta e tre piccoli agnelli, feriti gravemente. Uno era stato morso al collo, l’altro al ventre e perdeva molto sangue. Pure il terzo non poteva essere curato. Purtroppo non ho potuto fare altro che sopprimerli. Nel frattempo ho subito fatto rientrare le pecore rimaste (il gregge ne conta più di 50) nella stalla, al riparo e ho allarmato il guardiacaccia. Purtroppo ne mancano cinque e un agnellino all’appello. Dalla paura potrebbero aver scavalcato la recinzione ed essere fuggite nel bosco. Chi lo sa...».
Per Marco Frigomosca, allevatore di Cerentino, in valle Rovana, il risveglio stamane è stato a dir poco traumatico. «Non è la prima volta che subisco un attacco da parte dei lupi. Una decina di anni fa me ne aveva assalite 14, facendo strage a una quarantina di metri da un piccolo nucleo. Ma stavolta si sono spinti fin dinnanzi alla mia porta di casa». Il recinto, infatti, confina proprio con la sua abitazione. «Dall’uscio alla rete di protezione che delimita l’area in cui gli ovini sono custoditi sono 40 metri esatti. A questo punto non so che fare. Siamo in primavera e a breve le bestie verranno portate all’alpe. Ma come potrò difenderle? In ogni caso adesso, per una quindicina di giorni, le terrò chiuse in stalla. Questo vuol dire che dovrò comperarmi un camion di fieno supplementare. Sarò costretto a spendere ulteriori 5mila franchi. Chi me li paga?».

Risalire al DNA dei predatori e monitorare i loro spostamenti

Tiziano Putelli, Capoufficio Caccia e pesca, per ora conferma che i guardiacaccia inviati sul posto procedono, come da prassi, col prelievo di campioni di sangue dalle carcasse delle prede per risalire, poi, attraverso le analisi, al DNA dei lupi che hanno aggredito il bestiame all’alba. Una volta noto il responso, sarà possibile controllare gli spostamenti degli esemplari. «Della presenza dei lupi lassù in alta Vallemaggia siamo a conoscenza da tempo – conferma –. Il monitoraggio viene solitamente intensificato, da parte del nostro Ufficio caccia e pesca, qualora l’animale entra in un rapporto ‘problematico’ con l’uomo, avvicinandosi troppo alle abitazioni in un paese. È quanto accaduto, ad esempio, a Olivone. In quel caso vengono intensificate le ronde e, sul posto, i guardiacaccia valutano quali misure intraprendere. Ricordiamoci che, comunque, questi animali occupano mediamente una porzione di territorio di 200 km quadrati; sono molto mobili e per questa ragione tenerli sotto stretta osservazione non è certo evidente». Delle misure di protezione e prevenzione si occupa, invece, l’Ufficio consulenza agricola.

‘Lupi in Valle Mesolcina, Valle di Blenio e ora in Valle Rovana: la linea rossa è superata!’

Non si è fatta attendere, appena si è diffusa la notizia, la reazione, critica, dell’Associazione per la Protezione del Territorio dai Grandi Predatori, la quale ritiene che, alla luce degli ultimi attacchi, la misura sia ormai colma. "Un’altra predazione di bestiame in Ticino: una delle tante e non sarà l’ultima. Potrebbe quindi anche non far notizia. La verità è che la dinamica continua a peggiorare: questa volta è avvenuta all’interno di una recinzione metallica, a 40 metri dalle abitazioni e da parte di ben tre lupi che sono stati visti fuggire questa mattina alle sette dal proprietario dell’azienda. Proprietario scosso e scoraggiato dall’avvenimento al quale va tutta la nostra solidarietà e il nostro sostegno. Erano alcune settimane che dalla Valle Rovana giungevano notizie preoccupanti: avvistamenti notturni, predazione di selvatici, informazioni che i lupi erano più di uno, lettera al Consiglio di Stato da parte delle autorità comunali e patriziali di Campo Vallemaggia. In Alta Valle di Blenio – si legge nel comunicato – purtroppo la situazione è analoga: predazione di selvatici a Olivone e ad Aquila, vicino o all’interno degli abitati, foto notturne di lupi a scadenze regolari da dicembre a marzo, risoluzione del Consiglio comunale di Blenio e del Municipio, lettere al Consiglio di Stato da parte della locale Società agricola. In Val Mesolcina la situazione non è migliore, anzi: nei primi tre mesi dell’anno vi sono state anche predazioni di animali domestici, numerosi avvistamenti e perfino due lupi che hanno aggredito un cane nel cortile di un’azienda agricola, salvato da un coraggioso intervento del proprietario".

Se in complesso finora gli attacchi agli animali da allevamento sono stati pochi, poiché questi sono rinchiusi nelle stalle o in recinzioni a prova di lupo, da domani le cose potrebbero cambiare. Infatti "è giunto il momento del pascolo primaverile, tanto atteso da tutti gli erbivori, e poi quello estivo. Le autorità cantonali finora si sono limitate a … constatare e a ...tranquillizzare. I guardiacaccia arrivano solleciti a constatare il fatto e stendono il relativo rapporto per il risarcimento dei capi uccisi; poi aumentano il numero delle fototrappole e le ronde per conoscere "meglio" l’evolversi della situazione. Di fronte alle nostre ripetute richieste, la risposta è sempre la stessa: "siamo coscienti dell’importanza dell’allevamento di bestiame minuto in Ticino, ma la competenza nella gestione dei grandi predatori è della Confederazione". E così ogni anno diverse aziende agricole smettono, gli alpeggi caricati con capre e pecore nell’ultimo decennio sono diminuiti del 23% e gli animali alpeggiati in percentuali simili".

‘Le autorità rispondano alle precise domande’

L’Associazione ha dunque chiesto alle autorità cantonali di "presentarsi di fronte agli allevatori della Val di Blenio e a quelli della Valmaggia per informarli su come affrontare la prossima stagione di pascolo. Con quali modalità e quali aiuti, ammesso che l’allevamento sia davvero importante. Poi dovrà essere il caso di altre regioni, perché l’espansione del lupo continua e accelera. Siamo in attesa di una risposta.Rimangono però altri interrogativi che finora sono rimasti senza risposta. Siamo giunti al limite della tolleranza. O le autorità cantonali e federali intervengono in modo efficace a limitare il numero dei lupi, oppure sarà la fine della pastorizia. Nel frattempo si dovrà assistere impotenti a numerosi altri fatti incresciosi, a qualche trasgressione, a tensioni, paura, sofferenze. Magari anche a qualche incidente ai danni delle persone. In tal caso lo Stato sarà perseguibile per lesioni colpose?"

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