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30.03.2022 - 05:30
Aggiornamento: 18:04

Ronco, la visione va concretizzandosi

Serata di presentazione del progetto di riqualifica di cinque spazi pubblici del paese. C’è il consenso attorno agli studi, ora si pianifica

ronco-la-visione-va-concretizzandosi
Ti-Press

Ronco sopra Ascona ha 1’500 abitanti. Ben oltre i 650 domiciliati in Comune secondo la statistica. Lo ha detto il sindaco Paolo Senn in occasione della serata pubblica di venerdì scorso, indetta dal Municipio per presentare alla popolazione la visione di riqualifica urbana del paese. In una palestra ben gremita di gente, Paolo Senn, ha spiegato il motivo di questo scarto di circa novecento anime. «Nel computo totale occorre tener conto anche delle residenze secondarie, con circa mille ospiti che soggiornano da noi per periodi sempre più lunghi, che contribuiscono ad animare la vita del paese, che fanno girare l’economia, che si spostano e partecipano alla vita sociale. Non si può sorvolare questo aspetto quando si afferma che il Comune sta pian piano spopolandosi».

Quelle cinque aree da ripensare

Fatta questa premessa, la serata è entrata nel vivo con quella che a tutti gli effetti è una visione futura unitaria dedicata a cinque spazi pubblici del territorio. Aree urbane intese come luogo di aggregazione, da ripensare e rinnovare per accrescere l’accoglienza, aggiustare le criticità e migliorare, così, la vita dei cittadini, invogliando nuove famiglie a insediarsi nel villaggio rivierasco. Il tutto rientra nel progetto di più ampio respiro denominato "Comune sano". Nicola Pini, intervenuto nella duplice veste di rappresentante del collegio di esperti che ha stilato il rapporto finale e di moderatore, ha brevemente sintetizzato le raccomandazioni contenute nel mandato di studio in parallelo (in particolare le priorità che dovranno essere seguite).
L’agenda programmatica degli interventi che l’amministrazione comunale dovrà avviare interessa cinque zone: Piazza Madonna delle Grazie e dei Semitori; il nucleo di Ronco; via delle Scuole; Vaticano e Due Cappelle. Punti cardine del territorio, che presentano oggi diverse criticità. Su tutte il problema della mancanza di posteggi (con la necessità di accrescerne il numero e migliorarne la disposizione) e la presenza di numerose case vuote e sfitte nell’abitato. Per quanto riguarda le aree di sosta, è parso di capire che si vorrebbe liberare dalle auto una parte delle piazze, recuperando gli stalli persi altrove. Pedonalizzare, dunque, questi luoghi d’incontro a scapito delle quattro ruote. Naturalmente durante l’esecuzione dei lavori previsti, l’Amministrazione dovrà trovare dei posteggi provvisori sostitutivi. Cosa non semplice, vista la mancanza di spazi idonei. Per quanto attiene invece il nucleo, vi sono diversi appartamenti sfitti; l’idea sarebbe quindi di stimolare la creazione di qualche piccola attività commerciale o artistica in modo da far vivere la parte vecchia del paese tutto l’anno. «ll nostro nucleo, in realtà, è un centro vecchio; sopravvive grazie alla presenza di alcune famiglie. Riteniamo ci siano delle potenzialità sul piano artistico e culturale che non sappiamo sfruttare».

La cittadinanza sembra condividere le proposte

«L’impressione di questo primo incontro pubblico è che la gente abbia accolto positivamente le proposte contenute nell’elaborato trasmesso a fine anno a tutti i fuochi. Il Municipio farà tesoro dei suggerimenti e delle proposte giunte dalla sala. Certo non è mancata qualche voce critica, ma alla fine ciò che più conta è che il concetto di condivisione sia piaciuto – prosegue Senn – Da parte nostra ora abbiamo avviato la fase pianificatoria relativa alla zona Due Cappelle. Una volta pronta la variante di Pr e ottenuto il nullaosta dal Cantone, faremo allestire il concorso di progettazione del posteggio coperto (una quarantina di stalli, ndr) e delle 3 o 4 abitazioni primarie che poi sottoporremo al legislativo. Sarà il primo passo necessario per liberare le due piazze dalle automobili e dare nuova linfa a questi spazi». Una mossa dunque indispensabile prima di ulteriori interventi strutturali altrove in paese.

‘Non possiamo competere con i centri a livello di offerta per le famiglie’

«Non dobbiamo farci illusione. Ronco è oggi un Comune periferico che non è in grado di competere, in termini di attrattività per le famiglie, con i centri attorno al polo, dove l’offerta è tanta e variegata e i mezzi di trasporto pubblico funzionano. Quindi scordiamoci l’idea di diventare, a breve tempo, un villaggio pieno di bambini. Faremo ogni sforzo in questa direzione, magari anche affittando le proprietà comunali a prezzi interessanti per le giovani coppie. Non mi faccio comunque troppe illusioni. Ciò che conta, nell’immediato, è risolvere in modo pragmatico determinate questioni. Le famiglie del posto devono tornare a vivere il paese sentendolo proprio. Come Municipio abbiamo il compito di ascoltare attivamente le richieste e dare seguito». Niente liste di progetti senza un’anima, costruiti lontani dalle persone, insomma. La chiave di sviluppo di Ronco s/Ascona passa dal valore della condivisione, necessario per la crescita economica, sociale e ambientale. Abbattendo in questo modo il rischio che l’insoddisfazione di una parte della comunità comprometta in modo rilevante la realizzazione dell’idea.

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