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18.02.2022 - 10:48
Aggiornamento: 16:12

Navigazione Lago Maggiore, ‘vanno risolte le disparità’

L’Ente regionale di sviluppo chiede al Cantone proposte concrete e un trattamento equo a livello nazionale e internazionale, e la fine dei compromessi

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Ti-Press
L’Ers chiede soluzioni

"È arrivato il momento di agire e cambiare uno status quo su cui tanti si sono adagiati, Confederazione e Cantone compresi", scrive imperativamente l’Ente regionale per lo sviluppo Locarnese e Vallemaggia (Ers-LVM) in merito alla situazione di stallo e di svantaggio in cui "naviga" – concedeteci la figura etimologica – la navigazione sul bacino svizzero del Lago Maggiore, che è "tuttora complessa e insoddisfacente", denuncia. Infatti, l’Ers "è convinto che ci sia un ampio margine di miglioramento" che va "assolutamente esplorato e perseguito" e che finora non sia stato fatto abbastanza. L’ente, che si fa portavoce dell’intera regione, si dichiara altresì insoddisfatto all’indomani del parere del Consiglio federale seguito della mozione del deputato Bruno Storni, anche se "lascia intravedere un possibile sviluppo delegando al Cantone la formulazione di proposte concrete". A livello nazionale, gli altri due bacini transfrontalieri Lemano e Lago di Costanza – si paragona nel testo – "la Confederazione ha concluso accordi molto più vantaggiosi che non prevedono in alcun modo la concessione di un monopolio esclusivo estero sulla navigazione interna svizzera, con cessione della sovranità sulle proprie acque interne, come avviene invece per il bacino svizzero del Lago Maggiore. A modo di vedere dell’Ers, tale contesto è "paradossale e porta a gravi ineguaglianze e inefficienze nell’offerta turistica, di cui anche la Confederazione si dice consapevole". L’Ente regionale, pur "mantenendo alta la guardia", è quindi in attesa delle proposte che l’Autorità cantonale porterà a quelle federali: vanno "trovate soluzioni decisive, mettendo da parte i compromessi", sottolinea con forza. La sovranità sulla navigazione interna, spiega quindi, permetterà di "programmare investimenti che siano davvero di lungo respiro e a beneficio del turismo regionale, cantonale e dell’ambiente, con la completa elettrificazione della flotta e l’aumento delle corse turistiche. Non da ultimo riportando la bandiera svizzera a sventolare sulle nostre acque". E subito si chiede come sia possibile che sia tuttora in vigore "una convenzione tra Svizzera e Italia senza adeguamenti"; convenzione che sancisce "il monopolio italiano sul Lago Maggiore, quando i monopoli nei trasporti pubblici sono attualmente vietati dalle norme anti-trust europee e dalle stesse norme italiane in vigore negli ultimi 20 anni". In linea coi dubbi sulla gestione governativa sollevati, "anche una recente sentenza italiana della Corte dei Conti".

L’Ente regionale per lo sviluppo conclude ribadendo l’auspicio imprescindibile "dell’autonomia gestionale dall’Italia della navigazione nelle acque interne del bacino svizzero del Lago Maggiore". Come l’Ers, rimaniamo in attesa dei prossimi passi del Cantone.

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